martedì, giugno 30, 2009

Zincar: un buco di quanti milioni di euro?

Oggi pomeriggio si terrà un consiglio comunale straordinario sul caso Zincar.
Qui sotto due lanci di Omnimilano sull'audizione di Gabriele Albertini e sul caso della manutenzione degli scooter elettrici dei vigili oggetto di una mia interrogazione, qui invece l'articolo di Repubblica Milano.

ZINCAR, OPPOSIZIONE CHIEDE AUDIZIONE GABRIELE ALBERTINI
(OMNIMILANO) Milano, 29 giu - L'audizione dell'ex commissario straordinario al Traffico, Gabriele Albertini, sulla situazione di Zincar. La chiede l'opposizione a palazzo a palazzo Marino, al termine dell'audizione della società di revisione dei conti PricewaterhouseCoopers e del collegio dei sindaci di Zincar in commissione Bilancio.
Per l'opposizione è necessario chiarire se l'acquisizione delle quote di controllo della società da parte del Comune nel 2005 è stata precededuta da una due diligence: "E' importante - ha detto Maurizio Baruffi, capogruppo dei Verdi - sentire il commissario al Traffico, Gabriele Albertini, perchè ci dica se è stata fatta una due diligence prima dell'acquisizione e quali erano le idee sue e dell'allora assessore alla Mobilità, Giorgio Goggi, sulla società". Per il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, "il dato che potrebbe confermarsi è che il Comune nel 2005 ha acquisito una società con un buco già di 7 milioni", così come per Davide Corritore, del Pd "occorre chiarire come sono stati certificati i bilanci 2003 e 2004, prima del passaggio al Comune, e quanto valeva questa società nel 2005, quando l'amministrazione l'ha acquisita". Chiarimenti a cui la società di revisione non ha potuto dare risposta: "Non sappiamo se sia stata fatta una due diligence nè cosa sia stato fatto quando il Comune ha acquisito la maggioranza. L'ostacolo che abbiamo incontrato nel nostro lavoro è stato nel definire come si sia creata negli anni questa differenza fra il valore delle commesse e i costi sottostimati. Il sistema di controllo non ci ha permesso una stima ragionevole e a questa domanda non siamo in grado di rispondere, anche se era tra gli obiettivi del nostro lavoro". Una "grossa delusione", quanto riferito dai revisori oggi per Basilio Rizzo, della Lista Fo: con questa relazione non abbiamo le risposte che ci attendevamo".
Riguardo alla richiesta di audizione di Albertini l'assessore al Bilancio, Giacomo Beretta, ha spiegato che "abbiamo chiesto al commissario gli atti di ogni singola commessa. Stiamo cercando di capire perchè i costi sono lievitati e perchè Zincar non ha mai detto che non riusciva a sostenere i costi di quelle commesse. Non abbiamo nessun problema a chiedere conto agli eventuali responsabili, anche se della maggioranza".

ZINCAR, VERDI: "CHIARIMENTO SU MANUTENZIONE MOTORINI VIGILI"
(OMNIMILANO) Milano, 29 giu - Fra gli aspetti da chiarire nella vicenda Zincar anche il tema del "ripristino dei motorini elettrici della polizia municipale". Il problema e' stato sollevato in commissione Bilancio a palazzo Marino dal capogruppo dei Verdi Maurizio Baruffi. Tra i costi indicati nella relazione come "con nessuna correlazione con le commesse" anche quelli relativi alla manutenzione dei motorini elettrici della polizia locale. "Su questo tema ho presentato una
interrogazione lo scorso anno - ha spiegato Baruffi - e il comandante dei vigili, Emiliano Bezzon, rispose che del ripristino dei motorini era incaricata la Zincar. Allora perche' per i revisori ne parlano come costi "senza nessuna connessione con le commesse"? Una incongruenza su cui fare chiarezza. Come funzionavano le cose in Comune? E' un'incongruenza clamorosa che lascia il dubbio che, quantomeno, ci sia stata un po' di confusione. Si chiarisca - ha detto Baruffi - chi ha deciso che Zincar si occupasse di aggiustare i motorini. E se c'e' un atto di affidamento, perche' i revisori non ne sono a conoscenza?".

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giovedì, giugno 25, 2009

Milano censura la riduzione del danno

Proprio mentre comincia a scricchiolare l'apparato della war on drugs, il Comune di Milano introduce nella discussione del Piano di zona ‘il recupero integrale della persona’ tossicodipendente. Baruffi: "il Comune di Milano ha scelto di chiudere i ponti nei confronti di quella parte del mondo del volontariato e del Terzo Settore che adotta la riduzione del danno, chiedendo un’adesione di carattere ideologico ad un’altra visione del mondo, che è quella rappresentata da San Patrignano e dal mondo che fa riferimento a San Patrignano." Per il consigliere comunale infatti "è un grave errore perché riduce un approccio, che potrebbe essere laico ed aperto alle sperimentazioni ed alla comprensione dei metodi diversi che esistono in dottrina ed in letteratura, ad una visione ideologica."
Ecco l'intervento in aula.

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giovedì, maggio 21, 2009

elezioni del 6 e 7 giugno

PROVINCIALI DI MILANO: i Verdi sono presenti sulla scheda elettorale (gialla) con il proprio simbolo a sostegno della candidatura a Presidente di Filippo Penati. Per votare è sufficiente tracciare una croce sul simbolo dei Verdi. Io sono candidato nel collegio di Milano Centro Storico (area Ecopass per capirci). ATTENZIONE: alle provinciali non è consentito il voto disgiunto. Ogni voto a un partito viene automaticamente trasferito al candidato presidente che quel partito sostiene. Se l'elettore vota un partito e un candidato presidente che non è appoggiato da quel partito la scheda viene annullata. Non esiste il voto di preferenza. A fianco del simbolo del partito è già scritto il nome del candidato a consigliere provinciale per quel collegio.

EUROPEE: i Verdi partecipano con propri candidati alla lista di Sinistra e Libertà www.sinistraeliberta.it . Nel nord ovest (Piemonte, Lombardia, Liguria, Valle d'Aosta) la capolista è la Presidente uscente del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, Monica Frassoni: www.monicafrassoni.eu . Io appoggio Monica Frassoni, perchè è brava, competente e appassionata. Quindi ti suggerisco, sulla scheda grigia, di scrivere Frassoni e di barrare il simbolo di Sinistra e Libertà. Si possono dare fino a 3 preferenze.

mercoledì, maggio 13, 2009

grattacieli sui binari ?

La trasformazione delle aree ferroviarie dismesse e in dismissione e il potenziamento del sistema ferroviario milanese.

http://www.comune.milano.it/dseserver/WebCity/documenti.nsf/0/1d0ae9d34f7df11dc125755800525780?OpenDocument

Lunedì 18 maggio alle ore 18 presso la sala PUNTO-EXPO al mezzanino del Passante Ferroviario Stazione FS Milano-Garibaldi si terrà il FORUM PUBBLICO per la Valutazione Ambientale Strategica dell'Accordo di Programma in variante al Piano Regolatore Generale per le aree ferroviarie dismesse e in dismissione di Milano.

Si tratta della procedura pubblica e partecipativa che dovrebbe coinvolgere i cittadini sul destino di circa 1,5 milioni di metri quadrati di aree situate in zone centrali e strategiche di Milano.

Finora il Comune ha deciso di tenere le cose sotto silenzio, perchè nessuno disturbasse i manovratori. Ma forse è il momento di rompere questa cappa e di mobilitarsi per capire cosa succederà, quali saranno le contropartite per la città di una gigantesca operazione immobiliare che non può e non deve essere l'ennesima speculazione finanziaria/cementificatrice sul territorio di Milano.

venerdì, maggio 08, 2009

ospedali che si spostano

6 maggio 2009
Delibera N/243 - Ratifica, ai sensi e per gli effetti dell’art. 34 del Decreto Legislativo 18.8.2000 N. 267 e dell’art. 6 della L.R. 14.3.2003, n. 2, dell’adesione del Sindaco all’accordo di programma di promozione regionale finalizzato alla localizzazione della nuova Citta’ della Salute, della ricerca e della didattica, concernente la realizzazione del nuovo Istituto Nazionale Neurologico ”Carlo Besta” e del nuovo Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori di Milano, nell’area compresa tra l’Azienda Ospedaliera Sacco, l’autostrada Milano-Venezia e il confine del comune di Novate Milanese, comportante variante al P.R.G. vigente.
omissis
Il Presidente Palmeri dà la parola al consigliere Baruffi.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“La ringrazio, Presidente. Io devo dire che il collega Landonio ha già espresso bene alcuni aspetti di forte perplessità su questa delibera. Voglio tornare sul punto iniziale, su cui aveva posto la questione pregiudiziale, perché l’Assessore ha dato una risposta, come dire, strettamente burocratica, dicendo che andiamo a vedere una delibera che tocca di là la destinazione urbanistica… Detto da uno che ogni volta che parla di questa città dice che bisogna parlare in termini di visione, che bisogna togliere i vincoli, che bisogna ragionare complessivamente, mi pare di vedere dottor Jekyll e Mister Hyde all’opera. Io so che l’Assessore non pensa burocraticamente alla città ed alla destinazione urbanistica, ha un pensiero che io spesso non condivido, perché lo trovo, come dire, eccessivamente lanciato verso lo sviluppo in termini di cementificazione, ma capisco che esiste…”.
Il Presidente Palmeri così interviene:
“Consigliere Baruffi, scusi, qualcuno può rispondere al telefono?”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“C’è un telefono che squilla. Come si dice sui treni: siete pregati di abbassare la suoneria per non dare disturbo agli altri viaggiatori”.
Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie. Proseguiamo il viaggio, consigliere Baruffi. Prego”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“No, ma… insomma, io voglio dire questo, adesso. L’assessore ha dato prima una risposta, ripeto, che non mi convince nei contenuti, sugli aspetti… che io volevo sollevare chiedendo quell’informazione che gli uffici hanno, e che solo la pigrizia degli uffici, nel non rispondere a Consiglieri che non sono considerati degni della loro attenzione, fa sì che oggi non ci sia qua quell’informazione scritta. Perché quando un Consigliere chiede, in Commissione, una settimana o dieci giorni fa, quand’era, di conoscere chi sono i proprietari delle aree sulle quali insistono oggi le attività a Città Studi del Besta e dell’Istituto dei Tumori, ed in Commissione gli si risponde: mi pare che siano di proprietà delle Fondazioni. Va bene, caro funzionario del Comune di Milano, se ti pare verificalo e dimmelo con certezza, ed io sono contento e felice e tu hai fatto bene il tuo dovere di funzionari, di tutti, e non solo di una parte. Questa cosa purtroppo non è successa, nonostante ieri in Commissione io abbia reiterato al Presidente della Commissione questa richiesta, e nonostante, come dire, l’approccio, tra virgolette, burocratico, dato in quella risposta dall’Assessore, possa far pensare che non vi sia nesso fra le due questioni. Ma il nesso c’è, perché se noi stiamo ragionamento di uno spostamento della gran parte delle attività di due poli sanitari di primaria importanza, quale il Besta e l’Istituto dei Tumori, non è che possiamo far finta di essere Biancaneve o Alice nel Paese delle Meraviglie e non chiederci cosa succederà poi su quelle aree di Città Studi che, di fatto, in gran parte si libereranno, e Landonio prima lo diceva chiaramente, esiste un piano economico finanziario per cui quest’operazione regge se su quelle aree si sviluppa un’operazione di carattere urbanistico immobiliare tale per cui ci siano delle disponibilità di denaro che consentano la realizzazione dei nuovi poli sanitari nell’area del Sacco. Allora non è che non esiste collegamento fra le due questioni. Esiste, è evidente, e su questo sarebbe bene che quest’Aula dibattesse avendo tutti gli elementi di conoscenza necessari a disposizione. Poi è chiaro che la nostra è una variante urbanistica che riguarda il Sacco e non stiamo discutendo oggi della variante che riguarderà, fra qualche anno, le aree di Città Studi, dove forse qualcuno andrà a costruire nuovi edifici al posto degli ospedali, questo non lo sappiamo ancora, né, come dire, è auspicabile che quella sia la direzione che verrà presa. Io credo che sia auspicabile che rimanga una vocazione di carattere pubblico molto forte, su quelle aree, che, così com’è scritto nell’accordo di programma, vegano mantenuti dei presidi sanitari non di facciata, perché nell’accordo di programma si dice che: rimarranno dei presidi sanitari. Ovviamente non li si quantifica, non li si descrive, non si capisce se rimarrà un ambulatorio o rimarranno in piedi 100 posti letto, non si capisce cosa succederà. Allora ammettiamo che, com’è probabile, quelle aree in gran parte si liberino e quindi vi siano delle aree di proprietà pubblica, perché stando all’ipotesi formulata in Commissione Urbanista, cioè che i proprietari di quelle aree – ipotesi formulata e non verificata, perché appunto gli uffici non sono riusciti a farlo in una settimana - ma ammettiamo che quell’ipotesi sia vera, e cioè che la proprietà di quelle aree sia delle Fondazioni, Besta ed Istituto dei Tumori, siamo ancora nel campo delle proprietà pubbliche, rispetto alle quali il Comune di Milano può esercitare un ruolo forte, di pressione, perché vi siano funzioni pubbliche che vanno ad insistere o andranno ad insistere, in futuro, su quelle aree. Ed allora il ragionamento è: capire quali funzioni pubbliche. Può essere utile una funzione pubblica sanitaria che venga mantenuta, una funzione di ricerca. Io ricordo ai colleghi che magari conoscono meno Città Studi, che l’Istituto dei Tumori ha aperto, in questi giorni, un nuovo polo di ricerca nell’area della ex fabbrica della Siemens, che si trova fra via Ajaccio e via Amadeo, e lì si è aperto un nuovo polo di ricerca dell’Istituto dei Tumori, proprio… credo che i lavori siano finiti in queste settimane. Allora noi abbiamo il dovere, come Consiglio Comunale, di ragionare in termini complessivi sulla città, anche quando ci viene presentata una delibera che ne riguarda un solo pezzetto. Che nell’area del Sacco si decida di fare una Città della Salute, se questa riceve il finanziamento necessario e sufficiente per realizzarsi attraverso i fondi del Ministero, della Regione e attraverso fondi che verranno recuperati, non si capisce bene come, dai privati, questo può anche avere una sua ragionevolezza qualora però quell’area venga dotata delle infrastrutture necessarie dal punto di vista dell’accessibilità, qualora non si risolva in un budello di strade e non costringa malati e parenti dei malati ad andare per forza in automobile in ospedale. Cioè non ripetiamo l’errore già fatto, per esempio, con l’ospedale San Paolo, che dista un chilometro dalla metropolitana di Famagosta, ma quando si è deciso di allungare la metropolitana 2, da Famagosta, si è deciso di svilupparla verso Assago, con tutti i ritardi sappiamo sono in corso, e non di portarla verso il San Paolo. Facciamo invece come, caso strano, si è fatto… è stato fatto al San Raffaele, dove un intervento di carattere privato, in parte, e con la collaborazione del pubblico, per l’altra parte, ha determinato la possibilità di collegamento di quel polo ospedaliero attraverso una navetta di metropolitana leggera, che collega con la stazione di Cascina Gobba, che rende l’accesso umano, per malati e parenti dei malati, oltre che per i lavoratori che vanno lì a lavorare. Quindi cerchiamo di fare le cose con la testa, di far sì che la Città della Salute non sia un luogo raggiungibile solo dalle automobili private, di far sì che vi siano davvero tutti gli strumenti economico finanziari necessari perché quel polo funzioni, ma anche di far sì che a Città Studi rimanga un presidio pubblico, non solo di carattere sanitario ma di vocazione pubblica di quelle aree, e quindi - e chiudo - io presenterò un Ordine del Giorno, che già alcuni colleghi hanno condiviso, e spero che lo condividano in tanti, incluso l’Assessore, con il quale ho già parlato di questa questione, perché nei destini futuri di quelle aree di Città Studi la vocazione pubblica rimanga centrale e accanto a quella sanitaria vi sia possibilità di intervenire anche con residenze convenzionate per studenti, perché a Città Studi questo è un tema ovviamente molto sentito, e perché oggi, in assenza di operazioni forti di parte pubblica, stanno per svilupparsi operazioni forti di parte privata, che vedono la realizzazione o l’ipotesi di realizzazione di un grattacielo di 16 piani in un quartiere assolutamente dimensionato in maniera diversa dal punto di vista architettonico ed urbanistico, con ipotesi di convenzionato di solo il 10% dei circa 600 posti letto che sono previsti in quella nuova edificazione, quindi giustificando l’interesse pubblico con una convenzione per 60 posti letto, si va a realizzare un edificio di 16 piani per 600 persone, di cui 540 pagheranno i prezzi di mercato e non i prezzi convenzionati. Allora questo è quello che accade nella nostra città, l’Assessore lo sa benissimo, a volte accadono case negative, perché ci sono troppi vincoli, a volte accadono cose negative per l’armonico sviluppo della città, perché in realtà non si vuole intervenire con una chiara indicazione forte di mano pubblica. Io auspico che in questo caso, anche magari attraverso quell’Ordine del Giorno il Comune di Milano voglia dare un’indicazione differente e voglia mettere al centro, davvero, l’interesse pubblico e la salvaguardia degli spazi pubblici esistenti nelle zone di Città Studi”.

mercoledì, aprile 29, 2009

Kebab «disobbediente»

Kebab «disobbediente» - Si mangia in strada, davanti a uno dei tanti laboratori artigianali di kebab del quartiere Isola di Milano: è il presidio di protesta organizzato da alcuni consiglieri regionali e comunali di centrosinistra contro la bozza di legge regionale 124 della Lombardia, che disciplina la vendita dei prodotti alimentari negli orari notturni e proibisce ai laboratori artigianali di allestire tavolini o sedute sul marciapiede (Dal Corriere della Sera)

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domenica, aprile 19, 2009

INTERVENTO IN BOZZA
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
DEL 16 APRILE 2009

omissis

Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie a lei, consigliere De Angelis. La parola al consigliere Baruffi”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie, Presidente. Io mi rivolgo ovviamente al Sindaco, agli Assessori, ai colleghi, per dire innanzitutto che come siamo stati sostenitori della candidatura di Milano ad Expo 2015, ed abbiamo creduto nella bontà di un progetto che metteva al centro non le quantità di cemento o di opere da fare in città, ma un tema, quello di come nutrire il pianeta, di come dare energia per la vita, beh, su quel tema noi continuiamo ad essere forti sostenitori di Expo 2015. L’auspicio è che Expo 2015 non sfugga di mano più di quanto non sia già sfuggito al Sindaco di Milano. Cioè il problema è che tutto quello che è successo in questo anno è stato un assalto a quella che era stata la costruzione di un’operazione, politica e di contenuti, sulla quale Milano giocava e gioca una fetta importante del rilancio per Milano e per il Paese, e che in questo anno è stata oggetto di un assalto vero e proprio, che è venuto dall’interno della stessa Maggioranza di Centrodestra, che oggi governa il Paese e che governa la città di Milano, e che ha voluto in qualche modo sottrarre al Sindaco di Milano, nonché Commissario di Governo per Expo 2015, la vera leadership su questa vicenda. Io credo che il Consiglio Comunale di Milano, se può essere utile al Sindaco in qualche modo, debba esserlo nel cercare di rimettere al centro la città di Milano in questa operazione, la forza che ha quel progetto, che era stato espressione in primo luogo dalla città di Milano, condivisa da altri Enti, condivisa dal Governo, ma della città di Milano, e su questa base noi dobbiamo capire come, che ruolo giocare, anche con la Commissione che andremo ad istituire su Expo 2015. Questo non vuol dire fare sconti politici, questo non vuol dire che le questioni che gli altri colleghi hanno sollevato non siano ben presenti, questo non significa che dobbiamo dimenticarci adesso che è arrivato un nuovo Amministratore Delegato, che fa finta di essere venuto dal cielo e che dice: io non nominerò quelli indicati dalla politica, e poi si ritrova, nominato dalla politica, a fare l’Amministratore Delegato della società di gestione, ma soprattutto nominato dalla politica in Parlamento, perché non è che ha preso i voti, è stato eletto sulla base di una lista che lo metteva in una posizione che gli garantiva l’elezione. Allora, io dico che non siamo nati ieri, oggi è inammissibile che Glisenti, come dire, dica: è la politica che mi ha fatto fuori, e dall’altra parte che Stanca dica: io non sono qua per fare i giochini della politica. La politica c’è, in questa faccenda, ha giocato un ruolo, pesante, lo ha giocato in una direzione che ha spostato l’asse del comando su Expo 2015, oggi io credo che il Consiglio Comunale di Milano, se deve fare uno sforzo vero, è quello di raddrizzare questo asse, perché le questioni non vengano decise da chi fa le infrastrutture in Regione - e qui apriamo il fronte tunnel, ma credo che ci penserà poi il mio collega Fedrighini su questo - non possiamo permetterci che siano le logiche del potere romano, sia pure lombardo, ma romano, a governare Expo 2015, dobbiamo mantenere la barra su quello che era il progetto che ci ha fatto vincere l’assegnazione di Expo. Allora su questo io voglio dire al Sindaco una cosa… mi permetto di dire importante, cioè questo balletto sulla Città del Gusto e della Salute è un balletto pericoloso, che noi si legga sui giornali che Stanca ha già detto che gli va bene farla a Rho-Pero, cioè… mentre SO.GE.MI. va ad approvare un Bilancio, che si chiude in questi giorni, un Bilancio 2008 nel quale SO.GE.MI. mette in voce attiva svariati milioni di euro, mi pare una ventina di milioni di euro, dovuti alla valorizzazione dell’area sulla quale nascerà la Città del Gusto e della Salute. Noi abbiamo avuto il Presidente di SO.GE.MI., Predolin, una settimana fa, in Commissione Consiliare, che ci ha parlato di questo come della realtà immediata che domani o dopodomani parte la Città del Gusto e della Salute, abbiamo dato incarichi al Politecnico per studiare una fattibilità urbanistica da 200.000 euro, abbiamo un incubatore gestito dall’assessore Rossi Bernardi con un finanziamento di 600.000 euro del Comune di Milano per i progetti della Città del Gusto e della Salute, e poi arriva il nuovo Amministratore Delegato, non il Sindaco di Milano, e dice, sui giornali, che si farà da un’altra parte, ed io voglio vedere poi il Bilancio di SO.GE.MI. del 2008 chi lo certificherà, chi lo firmerà, e soprattutto quando eventualmente si dovesse verificare che quella partita messa a Bilancio non esiste, perché le idee sono altre, come si farà a ricoprire quei buchi di Bilancio. La seconda questione, signor Sindaco, il lavoro da fare con il terzo settore, con il mondo del volontariato è un lavoro serio ed importante. Io le chiedo una cortesia, perché so che lei su questo ha modo di intervenire, non credo che l’associazione ‘Milano bella da vivere’ possa presentarsi alle associazioni del terzo settore del volontariato come l’interlocutore privilegiato per avere i canali di accesso alla società di gestione dell’Expo. Credo che questo non debba accadere. Terza questione, ed ultima, i problemi che Expo ci pone sono problemi seri ed importanti, sono quelli dell’alimentazione in un mondo dove le multinazionali ed i Paesi, dalla Corea alla Cina, stanno acquistando grandi quantità di terreni agricoli in altri Paesi, penso al Madagascar, penso al Vietnam, per avere garantiti i rifornimenti di riso, di cereali, di quantità di derrate alimentari ad uso e consumo della propria popolazione. Le guerre alimentari sono uno degli scenari sui quali stanno ragionando i centri di studio internazionali, come uno scenario possibile dei prossimi venti o trent’anni, Expo deve diventare un momento di riflessione perché il mondo vada in controtendenza rispetto a questo, e su questo io credo, ancora una volta, che tutto il filone dell’educazione all’ambiente ed alla sostenibilità, che tutto il filone dell’educazione all’alimentazione, che tutto il filone della riflessione seria su ciò che siamo è ciò che mangiamo sia di fondamentale importanza. Chiudo permettendomi di dare uno spunto in più. Mi è capitato di leggere, in questi giorni, un libro particolarmente interessante, che è uscito circa un anno fa in Italia, ‘Il dilemma dell’onnivoro’, è un saggio di Michael Pollan, delle Edizioni Adelfi, che dà un quadro agghiacciante non di come funziona il mondo dell’alimentazione dal campo alla tavola, come si usa dire, ma a ritroso, di come funziona dalla tavola al campo. Leggerlo significa capire tante cose sul perché sia importante agire subito e bene perché il cibo sia buono, pulito e giusto, e non sia, invece, solamente uno strumento di geopolitica”.
omissis

mercoledì, marzo 18, 2009

10mila euro per le faccine

Ma vi pare sensato spendere circa 10mila euro per poter votare con una faccina sorridente o incazzata il vostro impiegato pubblico preferito ? Io credo che Brunetta abbia perso il lume della ragione. Preferirei uno sportello informazioni in più all'ingresso di un ufficio pubblico che un totem da 10mila euro circa (7-8mila il totem, 1500 euro lo schermo, poi l'energia per farlo funzionare, i lavori di installazione, qualcuno che vada a fare una valutazione delle faccine etc etc etc).

lunedì, marzo 16, 2009

I veri effetti della legge sulle droghe di Fini e Giovanardi

+3,6% di detenuti per violazione della legge, +8,4% di detenuti tossicodipendenti, + 31,5% di procedimenti pendenti per art. 73 del dpr 309/90, +44,5% del numero di persone implicate in tali procedimenti. Alla metà del 2008 il 38,2% dei detenuti è ristretto per l’art. 73 (addirittura il 49,5% dei detenuti stranieri). Infine le sanzioni amministrative sono aumentate addirittura del 62,6% rispetto al 2004.

Questi sono i dati che potrete trovare sul “Libro bianco sulla Fini Giovanardi” (l. 49/2006) che è stato presentato nei giorni scorsi a Trieste da Antigone, Forum Droghe e La società della Ragione. Nel rapporto sono illustrati e commentati i dati sulle conseguenze penali e sulle sanzioni amministrative della legge. Il file pdf del volume è scaricabile da qui, mentre qui trovate la presentazione.

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venerdì, marzo 13, 2009

Per una commissione antimafia regionale

EXPO: ENERGIA PER LA VITA, NON PER LA MAFIA
PRESENTATO IN REGIONE UN PROGETTO DI LEGGE
PER ISTITUIRE LA COMMISSIONE ANTIMAFIA

Milano, 12 marzo 2009 - Oggi abbiamo presentato al Consiglio Regionale un progetto di legge per istituire la Commissione Antimafia.

In Lombardia la mafia non spara per le strade ma costruisce case, taglieggia imprese e gioca in borsa e con l’arrivo delle opere per l’Expo potrebbe mettere le mani su una valanga di soldi. Il progetto di legge prevede che la commissione antimafia vigili sulle possibili infiltrazioni, sulla regolarità delle procedure nelle gare di appalto, sull'attuazione delle leggi per la lotta alla mafia, oltre che essere motore per iniziative di sensibilizzazione contro la mafia e operare a sostegno delle realtà locali già attive su questo fronte. In altre regioni italiane sono state istituite analoghe commissioni con analoghe competenze.

Con l’Expo alle porte è indispensabile dotarsi di uno strumento per controllare quanto più possibile la trasparenza e collaudare procedure e gare che garantiscano l’esclusione delle aziende malate di mafia.

Oggi il Ministro Maroni denuncia che in Lazio e in Lombardia mafia e ’ndrangheta si stanno diffondendo; ieri il Prefetto Gian Valerio Lombardi ha però bocciato, attaccandosi a cavilli tecnici, la proposta del Comune di Milano di istituire una commissione antimafia. Chiediamo coerenza: le commissioni antimafia a Milano, comunale e regionale, opererebbero su piani distinti e su appalti differenti, ed entrambe hanno pieno titolo di esistere e sono necessarie per tutelare le aziende, gli imprenditori e i lavoratori che con le loro operano portano beneficio alla comunità e non ad una cosca.

Maroni vada a rileggersi l’invettiva di Einaudi “Via il Prefetto”: appare quanto mai calzante rispetto alle recenti uscite di quello di Milano in materia di mafia.

Marcello Saponaro
, consigliere regionale dei Verdi
Maurizio Baruffi, capogruppo dei Verdi in Consiglio Comunale a Milano

Ecco il progetto di legge: http://marcellosaponaro.it/home/content/show/documenti/090312_commissione_antimafia.rtf

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Per una rivoluzione verde. Dai blog la proposta.

Anch'io aderisco alla catena per una rivoluzione verde lanciata da ilKuda. Sul suo blog trovate le proposte alle quali hanno già aderito: ilKuda, Jacopo Fo, Letizia Palmisano, I blog alla difesa dell’ambiente, Domenico Finiguerra, Resistenza Civile, Fiore, Verdi di Ferrara, Franco Corleone, Come ti vorrei, Alessandro Ronchi, Marcello Saponaro, Pianeta Verde, Rigeneriamoci, Appunti e Virgole, Impianti e pannelli solari, Base Verde, Sciura Pina, Ladri di marmellate, CernuscoTv, Liberamente, Ma’pe iabbu, Gianluca Visconti, Ego&Quota, Informazione senza filtro, Samie, PdCI Latina, La Parola, Doppiocieco, Piazza Pulita, Tau2 Zero, Ambiental…mente, DeaMaltea, Yourpage, VIVERE Cernusco, 2 + 2 = 5, Yblog, Roberto Maviglia, Voglio il fotovoltaico, Gianluca Briguglia, No alla turbogas a Pontinia, Per il bene comune Lombardia, Sconfinanado, Verdi Emilia Romagna, Verdì Forlì-Cesena, SandBlog, PD Vedano Olona, BlogEko, Network Games, Marco Pagani, Il Derviscio, Radio Utopie, Il Replicante, Sale del mondo, Opinioni e benessere, Digital Worlds, Marcella Zappaterra, Trust Nobody, La tana del mostro, SpreadRSS.

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lunedì, marzo 09, 2009

sui problemi del bike sharing a milano

INTERVENTO AI SENSI DELL’ART. 21
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 2 MARZO 2009
Presiede Manfredi Palmeri - Presidente del Consiglio
Partecipa il Segretario Generale Giuseppe Mele

omissis
Il Presidente Palmeri dà la parola al consigliere Baruffi.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“La ringrazio, Presidente. Intervengo sulla questione del Bike Sharing. Ho visto prima in Aula sia l’assessore Cadeo e sia l’assessore Croci, che adesso non vedo, perché credo che sia utile ed opportuno che vi sia un chiarimento su quello che sta succedendo. Noi infatti abbiamo l’abilità di rendere complicate tutte le cose semplici: un’iniziativa, come dire, che non può che trovare il plauso di tutti, quella a sostegno delle due ruote, in linea con quello che accade nelle grandi città europee, in linea con quello che accade ormai in moltissime città italiane, ebbene, un’iniziativa che oltretutto è stata rivenduta, fra virgolette, come uno degli esempi di come Milano si stia impegnando nella lotta all’inquinamento e che dovrebbe essere, quindi, assolutamente un gioiello di questa Amministrazione, ebbene, nemmeno questa riesce a funzionare. O meglio, non riesce a funzionare non solo perché è sottodimensionata, per ora, rispetto a quelle che sono le esigenze della città.
Noi sappiamo che esisteva uno studio della Fondazione Cariplo, commissionato dal Comune di Milano, che stabiliva come il fabbisogno fosse stimato in 300 stazioni e 5.000 biciclette; sappiamo che alla fine la gara bandita da ATM, per conto del Comune di Milano, con a disposizione 5 milioni di euro ricevuti come finanziamento dal Governo Prodi, dopo essere andata deserta in un primo passaggio, è stata aggiudicata a trattativa privata da ATM nei confronti di uno tre soggetti che realizzano questo tipo di iniziative in giro per il mondo, e cioè Clear Channel. Ebbene, quella gara è stata aggiudicata sulla base di 103 stazioni e 1.200 biciclette, quindi un terzo delle stazioni ed un quarto, se vogliamo essere ottimisti, se non un quinto delle biciclette a disposizione rispetto, ripeto, a quello che era stato lo studio della Fondazione Cariplo commissionato dal Comune di Milano.
Abbiamo visto la messa in opera del servizio, tra novembre e dicembre, in un momento in cui anche solo il buonsenso avrebbe consigliato forse di operare in altri mesi, in un’altra stagione, ma insomma, abbiamo visto quella messa in opera che è servita se non altro a rodare il sistema in questi mesi di neve, vento, freddo e pioggia, con 68 stazioni e 900 biciclette circa, cioè un dimensionamento ancora inferiore.
Ora si avvicina, per fortuna, la primavera, almeno dal punto di vista delle date, non so ancora quanto dal punto di vista atmosferico, e Milano non può permettersi una figuraccia nei confronti di questo servizio.
Allora la richiesta che io avevo fatto già nei giorni scorsi, in maniera informale, al Presidente della Commissione Trasporti, Osnato, era quella di fare un punto sulla situazione. Non solo, perché forse sarebbe bene che il Consiglio Comunale nella sua interezza fosse messo a parte di quella che è stata quella procedura di gara così contorta, che ha visto alla fine l’aggiudicazione del servizio da parte del soggetto Clear Channel, ma perché noi abbiamo, credo, il bisogno di capire se quel servizio è dimensionato in maniera corretta, se può essere potenziato e quali sono i problemi che possono essere rappresentati dal funzionamento di questo servizio in città.
Da un lato per il versante mobilità, e quindi anche magari immodestamente offrire qualche suggerimento perché il servizio sia migliore; dall’altro per quanto riguarda l’aspetto però dei contenuti economici di questo servizio, perché siccome nessuno è un benefattore su questa terra, chi ha vinto la gara alla fine, mi pare di aver capito dalle cronache dei giornali, che abbia vinto una gara nella quale il Comune di Milano rimane in possesso delle biciclette, delle stazioni, e questo viene pagato con i 5 milioni di euro ricevuti dal Governo di Centrosinistra negli anni scorsi, il Comune di Milano invece doveva dare le autorizzazioni per quanto riguardava la messa in opera degli impianti pubblicitari che dovevano servire a finanziare la gestione del servizio. Su questo fronte - leggiamo dalle cronache dei giornali - vi sono ritardi e, sinceramente, pare che ogni giorno di ritardo, ogni impianto non messo in funzione siano soldi che i cittadini milanesi dovranno sborsare per tappare le falle di un ritardo burocratico, amministrativo o di altro tipo. Io non so, ma chiedo che venga chiarito al più presto”.
omissis
Il Presidente Palmeri dà la parola all’assessore Cadeo.
L’assessore Cadeo così interviene:
“Grazie, Presidente. A seguito dell’intervento del consigliere Baruffi, ma anche prima, del consigliere Majorino, volevo fare una precisazione sullo stato dei fatti del Bike Sharing, al di là del fatto che poi mi sembra di aver capito che una Commissione deputata vorrà avere più ampie spiegazioni… Vorrei fare un attimo la cronologia degli interventi, perché nulla, come la cronologia e lo stato dei fatti, può rendere edotto il Consiglio sulla situazione.
Voi sapete che la società Clear Channel ha presentato tre istanze autorizzative nel corso dei mesi di novembre e dicembre 2008, quindi in tale data noi siamo venuti a conoscenza delle richieste sulle posizioni. In totale (è stato ricordato) sono 206 impianti pubblicitari bifacciali luminosi per 103 stazioni di progetto Bike Sharing. Ad oggi, sono state comunicate 94 posizioni favorevoli e 112 negative. Circa 94 positive occorre tener presente che sono state autorizzate ai sensi del Regolamento sulla Pubblicità, il Codice della Strada, quello dell’Arredo Urbano, della Sovrintendenza, del Settore Verde, e l’autorizzazione subordinata all’ottenimento di una ulteriore autorizzazione dei sottoservizi e, per talune posizioni, della Commissione per i Vincoli Ambientali.
In merito alle 112 posizioni negative, sono tali per: 15 per parere espresso dal Settore Arredo e dalla Sovrintendenza; 21 per il parere espresso dal Settore Verde; 5 per parere espresso dall’ATM; 2 per parere espresso dal Settore Pubblicità e Servizi Ambientali, coincidenza con posizione di struttura poggiata al suolo ed allegate al Piano Generale degli Impianti approvato ad ottobre 2008; 63 per parere espresso dalla Polizia Locale in base al Codice della Strada; 4 per presenza di obiettivi sensibili; 2 per presenza di cantieri. Pertanto, per questo, il procedimento è stato sospeso nell’attesa che la Società fornisse posizioni alternative.
E’ opportuno far presente che a tutt’oggi non siamo ancora in possesso del contratto tra Clear Channel ed ATM, che stabilisce tipologia di impianti, superfici ed ogni altra informazione utile, al fine del rilascio dell’autorizzazione.
Vi aggiungo che questa mattina, a seguito di taluni sopralluoghi effettuati congiuntamente tra gli Uffici e la Società, sono state individuate sei nuove posizioni, in alternativa a quelle non assentibili. Tali sopralluoghi continueranno e proseguiranno anche nel corso della giornata di domani.
In buona sostanza, l’obiettivo ovviamente del Bike Sharing è assolutamente condivisibile e condiviso. Devo peraltro dire che, ai fini dell’utilizzo da parte della cittadinanza, il Bike Sharing funziona, tutt’al più cinicamente, ma lo dico, potrei dire che è un problema di rapporti tra la Società e chi deve pagare, ma non certo il cittadino subisce un impedimento da questo.
Devo dire che i tempi… i tempi… chi vi parla voi sapete che è un assertore dello snellimento di procedure e burocrazia, però in effetti, se calcolate che le domande definitive sono arrivate ai primi di dicembre, c’erano le vacanze di Natale, non siamo fuori dai tempi.
Ultima questione, stiamo assolutamente lavorando per rendere sostenibile economicamente un servizio che, sottolineo, già esiste, e comunque esiste. Certo che tra questo non posso non provvedere a tutelare anche gli altri aspetti dell’Amministrazione di questa città. Dico io come Amministrazione Comunale, non tanto come Ufficio Pubblicità, che sono: la compatibilità ambientale dal punto di vista del Decoro, la compatibilità con il Verde, quello al Codice della Strada. Quindi si lavora per risolverlo, però non è che possiamo, tra virgolette, svendere questa città, pur condividendo assolutamente il servizio.
Le ipotesi sono tante. Io ho anche pensato che in sede di questa Commissione chiederò al Consiglio anche alcuni indirizzi. Ad esempio, la Società ci ha richiesto (ricordate che con l’approvazione del Piano Generale degli Impianti, abbiamo approvato 100 posizioni assentite, che sono oggi sul mercato, e vengono rinnovate), ha chiesto ad esempio, di riservarle a loro. Può essere una scelta, ma una scelta che non mi sento di fare da solo. Alcune posizioni assolutamente non sono assentibili (sono quelle che vi ho elencato) per i vari motivi. Qui, tanto per rendere l’idea, ho degli esempi di richieste, ovviamente l’investitore fa bene a chiedere, ma io non potrò mai assentire ad un impianto pubblicitario bifacciale davanti al Palazzo dei Giureconsulti, più certe altre situazioni. Insomma, laddove c’è una relazione non c’è stata trascuratezza né negligenza, c’è motivazione. Ovviamente, la motivazione e le verifiche io le potrò fare nel momento che sono entrato in possesso delle istanze, non potevo farle prima. Credo che questo sia un motivo abbastanza chiaro.
Insieme alla Commissione poi approfondiremo questo tema. Ripeto, l’obiettivo è nobile ed è assolutamente condiviso, tant’è vero che è già partito. Capisco le esigenze di chi lo gestisce, che deve essere sostenibile. Faremo tutti gli sforzi per farlo, dopodiché quello che non sarà sostenibile verrà compensato, ivi compreso l’essere pagato. Non vedo, a meno che il Consiglio non indichi altre soluzioni, quali altre soluzioni fare.
Stiamo procedendo assolutamente con spirito collaborativo, ma anche nel rispetto della tutela di tutti gli aspetti che sono toccati da questo servizio. Non vorrei mai che succedesse come con le Mura Spagnole, che poi voi stessi, una volta visto, dite: “Ah, come mai… andava bene stare alle Mura, ma perché tutta quella pubblicità”? Ora, io che asserisco che la pubblicità invece deve servire, è uno strumento bello per risparmiare soldi, vero che questo concetto poi si misura con la realtà, in questo momento deve misurarsi con… là dove la Sovrintendenza non vuole, non vuole; là dove l’Arredo dice non è possibile mettere un impianto, non è possibile mettere un impianto; là dove il Codice della Strada dice non è possibile mettere questo impianto, non è possibile bypassare il Codice della Strada.
Quindi, la questione è molto semplice. Poi sugli indirizzi sono disposto, anzi, auspico confrontarmi con il Consiglio. Il Consiglio decide che le 100 posizioni assentite con il Piano Generale degli Impianti vanno finalizzate al Bike Sharing? Va benissimo. Me lo farete sapere, io non ho soluzioni preconfezionate in tasca. Discutiamone, parliamone, va benissimo la sede della Commissione per gli approfondimenti. Quello che credo è che stiamo assolutamente, in questo caso perlomeno, agendo secondo i tempi dovuti e con il massimo impegno per risolverlo nel rispetto di tutti gli aspetti che vi ho detto. Grazie, Presidente”.
Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie a lei, assessore Cadeo. Prima di dare la parola al consigliere Gentili, diamo per un minuto la parola al consigliere Baruffi, in relazione a questa specifica comunicazione. Consigliere Baruffi, per ovvie ragioni, non più di un minuto. Prego”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie. No, anche dieci secondi, solo perché l’Assessore ci ha detto che l’Assessore non è in possesso del contratto fra ATM e Clear Channel su cui si basa il funzionamento del servizio. Allora io, Presidente, le chiedo di acquisire, non so adesso quale sia la strada che dobbiamo seguire, però è evidente che se il Consiglio Comunale di Milano e la Giunta Municipale di Milano non sono in possesso del contratto che regola i rapporti fra ATM e la Società che gestisce il Bike Sharing, la cui ricaduta sulla città, oltre che il servizio, è la presenza di questa serie di impianti pubblicitari che ci ha detto l’Assessore, beh, è evidente che non riusciamo neanche a dare alcun tipo di indirizzo che non sia del tutto fantasioso. Quindi, io chiedo al Presidente del Consiglio Comunale, in primo luogo, al Presidente della Commissione Consiliare competente, non so se il collega De Pasquale o il collega Osnato, però di recuperare questo contratto, per cui quando si fa la Commissione ci siano gli elementi”.
omissis

giovedì, marzo 05, 2009

Dieci anni di fallimenti: fermiamo la guerra globale alla droga!

Dal Blog di fuoriluogo.it:

vienna

In vista del meeting ad alto livello dell’Onu a Vienna, Forum Droghe organizza una serie di appuntamenti tra Roma e Trieste.

Il primo è un incontro con la stampa a cui interverranno parlamentari, operatori pubblici e del privato sociale, esperti ed altri. Nel corso dell’incontro sarà presentata una piattaforma politica nella quale si chiedono alcune riforme urgenti a livello mondiale tra cui la decriminalizzazione del consumo personale, l’abolizione della pena di morte per reati connessi alla droga, la fine delle eradicazioni forzate e il rispetto delle culture indigene, una maggiore facilità di accesso alla terapia del dolore, il rispetto dei diritti umani dei consumatori, il ricorso in misura crescente a misure di riduzione del danno come i trattamenti sostitutivi con oppiacei, lo scambio di siringhe, le stanze del consumo.

Lunedì 9 marzo, Roma.
Incontro con la stampa organizzato da Forum Droghe a Roma, sul meeting Onu ad alto livello di Vienna. L’incontro si terrà lunedì 9 marzo alle ore 11 presso la sede del Partito radicale (via di Torre Argentina, 76). Nel corso dell’incontro sarò presentata una piattaforma politica globale.

Il secondo, sempre a Roma, è una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati:
Mercoledì 11 marzo, Roma.
Conferenza stampa alle ore 14 a Roma presso la Sala stampa della Camera dei deputati, Via della Missione. In vista di Trieste. Partecipano più associazioni. Per Forum Droghe parteciperà Giorgio Bignami.

Il terzo è la presentazione del Libro bianco sui danni sociali della legge Fini-Giovanardi.
Il 13 marzo sarà presentato a Trieste, in concomitanza con i lavori della V Conferenza nazionale governativa sulle droghe, un libro bianco sui danni sociali della legge Fini-Giovanardi. Nel corso dell’incontro è organizzato da Forum Droghe, Antigone, La società della ragione è saranno illustrati e commentati i dati sulle conseguenze della legge sia per quanto riguarda gli effetti penali, sia per quanto riguarda le sanzioni amministrative. Saranno inoltre illustrati i riflessi sull’amministrazione della giustizia e del carcere. La conferenza governativa, denunciano gli organizzatori, rischia infatti i trasformarsi in un puro evento mediatico invece che adempiere alla sue finalità istituzionali.

Venerdì 13 marzo, Trieste.
Presentazione di un libro bianco sui danni sociali della Fini-Giovanardi. Saranno illustrati gli effetti sia delle sanzioni penali che delle sanzioni amministrative. Organizzano Forum Droghe, Antigone, La società della ragione. L’incontro si terrà a Trieste il 13 marzo presso la Sala Sauro dell’Hotel Jolly, Corso Cavour 7, dalle 11 alle 13.

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mercoledì, febbraio 25, 2009

Soldi pubblici: crisi e virtù nella Milano di donna Letizia

Dal 20 gennaio 2009 - anno secondo della crisi economico finanziaria che chiede a tutti sacrifici pesanti - il Comune di Milano ha un nuovo direttore generale. La sua delibera di nomina (82/2009, del 16 gennaio scorso) spiega che costerà al bilancio comunale 391.890 euro l'anno. Il suo stipendio lordo ammonta invece a 250mila euro lordi più una componente variabile, legata al risultato, di 39mila euro l'anno.
 

Dal 20 gennaio 2009 - anno secondo della crisi economico finanziaria che chiede a tutti sacrifici pesanti - il Comune di Milano ha un nuovo direttore generale. La sua delibera di nomina (82/2009, del 16 gennaio scorso) spiega che costerà al bilancio comunale 391.890 euro l'anno. Il suo stipendio lordo ammonta invece a 250mila euro lordi più una componente variabile, legata al risultato, di 39mila euro l'anno.

Si tratta del dottor Giuseppe Sala che prende il posto lasciato vacante dal dimissionario Gianpietro Borghini (ex sindaco di Milano, consigliere regionale di Forza Italia, dimessosi nell'agosto scorso da direttore generale dopo essere stato candidato al Comune e non eletto nella lista del Sindaco Letizia Moratti nel 2006). Borghini era nell'occhio del ciclone per il suo doppio incarico e la sua posizione figurava fra quelle sotto esame della magistratura contabile perchè contemporaneamente incassava lo stipendio di consigliere regionale e i 279.540 euro lordi l'anno garantiti dal Comune di Milano. Dopo le sue dimissioni è stato prontamente nominato (nel luglio 2008) vicepresidente della Sacbo, la società che gestisce l'aereoporto di Bergamo, della quale era già stato vicepresidente dal 2000 al 2006. Nel consiglio di amministrazione di Sacbo sedevano, sempre a luglio 2006, almeno altri due esponenti di Forza Italia, i consiglieri comunali di Milano Aldo Brandirali e Francesco Triscari.

Le virtù politiche di Borghini erano note, quelle di Sala non lo sono. Speriamo che il suo impegno valga il denaro attribuitogli dal nostro sindaco. Il precedente direttore generale non ha lasciato grande traccia di sè.

Maurizio Baruffi
Capogruppo dei Verdi a Palazzo Marino
 

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giovedì, febbraio 12, 2009

Expo e Sinistra. Due dibattiti.

Segnalo due appuntamenti di dibattito ai quali prenderò parte la prossima settimana.

PD EXPO DAY

EXPO 2015 : UN’OCCASIONE PER MILANO O UN AFFARE PER POCHI ?
SABATO 14 FEBBRAIO 2009 ore 9-18
PALAZZO MARINO, piazza della Scala

il programma completo è disponibile sul sito:
www.pdmi.it/

ORE 15.00, SALA ALESSI - WORKSHOP 1
EXPO 2015 : COSTRUIRE INTELLIGENTEMENTE, FAR CRESCERE LA CITTÀ SENZA SOFFOCARLA. UNA NUOVA POLITICA DELL’ABITARE, L’UTILITÀ PUBBLICA DELLE OPERE, LA RISORSA DEL PARCO AGRICOLO SUD.

Introducono
Carmela Rozza, consigliere comunale
Matteo Bolocan, geografo e urbanista

Intervengono
Maurizio Baruffi, consigliere comunale Verdi
Luca Beltrami Gadola, urbanista
Stefano Boeri, architetto
Arianna Censi, consigliere provinciale
Carlo Cerami, Fondazione Cariplo
Natale Comotti, consigliere comunale
Maurizio De Caro, architetto
Carlo Masseroli, assessore Urbanistica Comune di Milano
Matteo Mauri, assessore Casa Provincia Milano
Savino Natalicchio, PD Milano

Con interventi video di :
Carlin Petrini
Bruna Brembilla, Presidente Parco Sud, assessore Ambiente Provincia Milano
Coordina Fabrizio Spirolazzi, consigliere comunale


Liberi a sinistra:
per una sinistra laica e libertaria , in Italia come in Europa

Lunedì 16 Febbraio
Ore 21.00
Circolo della stampa
Corso di P.ta Venezia 16

Presiede: Felice Besostri – Presidente Circolo La riforma

Intervengono:
Mario Agostinelli – Altralombardia
Maurizio Baruffi – Capogruppo Verdi Consiglio comunale Milano
Marco Cipriano – Vicepresidente Consiglio regionale – SD
Davide Corritore – Consigliere comunale Milano - PD
Valerio Federico – Segretario Ass. Enzo Tortora – Radicali Milano
Valentina Morelli – Segretario regionale PS

Modera : Edmondo Rho – giornalista, Segretario del Circolo della stampa

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Contro le rinnovabili

Il Parlamento elimina l'obbligo di installare fonti di energia rinnovabile nelle nuove abitazioni. IlKuda lancia la catena, io aderisco.

Hanno già aderito: ilKuda, CernuscoTV, Osservatorio sul Razzismo in Italia, Zadig, Follonica, Marcella Zappaterra, Alessandro Ronchi, Verdi Forlì-Cesena, Verdi Emilia Romagna, BaseVerde, Blog del Giorno, Letizia Palmisano, LETIZIA'S BLOG, Fiore Blog, Verdi di Ferrara, il Derviscio, Ciwati, PD Cogliate, Sale del mondo, Maurizio Baruffi.

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lunedì, gennaio 12, 2009

Dove eravamo rimasti...

Oggi, lunedì 12 gennaio, riprendono i lavoro istituzionali del Consiglio Comunale con la riunione dei Capigruppo alle 12.30. Per ricordarci dove eravamo rimasti ecco il testo della mia dichiarazione di voto sul bilancio, rilasciata alla vigilia di Natale...

seduta del 23 dicembre 2008
ore 5 del mattino del 24 dicembre
dichiarazione di voto

Il Presidente Palmeri così interviene:

“Grazie, consigliere Bossi Moratti. La parola al consigliere Baruffi”.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie, Presidente. Beh, io devo dire che il Sindaco è stata gentile nell’usare delle parole di apprezzamento nei confronti del lavoro dell’Aula e, se la stanchezza non mi tradisce, anche nel dire che in qualche modo quest’Aula e questo lavoro può essere un esempio positivo per la città. Insomma, io non sono così convinto di questo, cioè credo che il nostro lavoro di questi giorni, di queste settimane sia un lavoro, come dire, un po’ costretto per tutta una serie di considerazioni che hanno già fatto i colleghi, ma che comunque abbia bisogno di una revisione profonda, sia da parte della Giunta, nel momento… per i tempi e per i modi con cui fa la proposta di Bilancio all’Aula del Consiglio, sia da parte del Consiglio per il modo in cui organizza i propri lavori sul Bilancio, non solo in termini di nodi politici, ma anche di nodi regolamentari e di procedure. Mi pare che da questa discussione di Bilancio più di altre volte sia stata assente la città, cioè mi pare che se guardiamo anche all’attenzione che hanno rivolto ai nostri lavori i mezzi di informazione o i cittadini, i gruppi di persone, la sensazione che ho è che quest’anno, più di altre volte, l’attenzione sia stata minore, e paradossalmente proprio in un anno in cui, data la situazione di crisi, forse poteva esserci una maggiore pressione, una maggiore attenzione. Allora, non so se questa sia una sensazione solo personale o se sia un tema che invece possiamo condividere per ragionare sul futuro in modo diverso. Credo che oltre al problema dei tempi e dei modi ci sia quello che poneva bene il collega Pagliarini, di come rendere il Bilancio trasparente, il Bilancio partecipato e credo anche, come qualche collega ha avuto modo di dire anche in altre occasioni legate magari all’Expo, che se ci fosse una buca delle lettere nella quale mettere i propri suggerimenti per come migliorare o per come organizzare il Bilancio, prima che questo venga proposto formalmente dalla Giunta, beh, allora forse il lavoro di tutti sarebbe più produttivo. Io credo che un Sindaco che vuole valorizzare il lavoro dell’Aula, del Consiglio Comunale penso debba porsi di più il problema di come sviluppare un rapporto positivo con il Consiglio, anche in fase preliminare rispetto alla formazione di documenti che poi dobbiamo esaminare in aula. Io voglio ringraziare anche in particolare il collega Majorino ed il Gruppo del Partito Democratico, perché hanno posto ed affrontato nodi politici nei rapporti con la Maggioranza, nei rapporti con la Giunta in un modo che all’inizio non mi era chiarissimo, io non avevo pienamente condiviso l’approccio iniziale, il numero di emendamenti presentati, l’idea che ci fosse un problema di tempi di approvazione di questo Bilancio, credo però che per come si è svolto il lavoro quel tipo di proposta, quel tipo di lavoro sia stato utile. Il collega Majorino per la prima volta ha gestito una discussione di Bilancio da Capogruppo del principale Gruppo dell’Opposizione, è mancata, in questa nostra discussione, in questi nostri lavori l’apporto di chi aveva maggiore esperienza e che avrebbe potuto, in alcuni momenti, forse dare all’inizio un’impostazione più netta e più chiara al rapporto fra noi, la Maggioranza, la Giunta, ma alla fine penso che invece il lavoro sia stato fatto bene, sia stato utile, produttivo ed ha messo in luce anche un modo di fare l’Opposizione sul quale tutti noi, dell’Opposizione, dobbiamo proseguire la riflessione, perché credo che alla fine dei conti se noi riusciamo, nelle discussioni di Bilancio, nelle discussioni rilevanti che facciamo in quest’aula, a dare un contributo positivo, facciamo bene alla città”.

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mercoledì, gennaio 07, 2009

Trieste è vicina! Parte l'azione, anche on line.

Fuoriluogo lancia un appello - a cui ho aderito - in vista della Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze di Trieste. Fatelo anche voi e, se avete un blog, ricordatevi di legarvi anche alla catena lanciata dal blog di fuoriluogo.it:

Rompiamo il silenzio sulla prossima conferenza governativa sulle tossicodipendenze di Trieste, perché non si ripeta la farsa del precedente appuntamento di Palermo.

Sottoscrivete l'appello e partecipate all'incontro per discutere le opportune iniziative: vi aspettiamo a Firenze, sabato 17 gennaio dalle 10,30 alle 16 nella sede ARCI, piazza dei Ciompi 11.

Trieste è vicina, l'azione on line:

  • leggi l'appello e aderisci on line.
  • aderisci e incatenati con il tuo blog: copia questo post (comprese queste istruzioni e la lista dei blog che hanno aderito), inseriscilo nel tuo blog e mettendo nei tag "trieste è vicina", e segnalaci l'adesione con un commento al post. Troverai qui sotto la lista aggiornata dei blog che si sono incatenati.

Sinora hanno aderito alla catena: il blog di Fuoriluogo.it, Il Blog di Franco Corleone, fioreblog, Verdi di Ferrara, il blog di Maurizio Baruffi,

Ecco il testo dell'appello:

Trieste è vicina

A metà marzo si svolgerà la V Conferenza Nazionale prevista dalla legge per valutare l’efficacia della politica e della normativa sulle droghe. L’ultima pseudo-conferenza organizzata a Palermo nel 2005 si rivelò non solo un fallimento – per la quasi totale assenza del mondo delle professioni, delle scienze e delle associazioni- ma uno scacco della partecipazione, del confronto e della valutazione scientifica. Organizzata senza alcun percorso partecipato e con l’evidente intenzione di non discutere bensì di celebrare l’inasprimento penale che si sarebbe concretizzato di lì a poco con l’approvazione di una nuova normativa per decreto-legge (l.49/06), l’assise di Palermo fu poco più di una riunione tra pochi fedeli a porte chiuse.
Il vasto movimento di opposizione alla svolta punitiva decise per protesta di disertare Palermo e il Cartello “Non incarcerate il nostro crescere”, insieme alle Regioni, promosse all’Università La sapienza di Roma una Contro-conferenza, in cui fu presentata una articolata piattaforma di riforma della politica delle droghe, con al primo posto la cancellazione della legge Fini-Giovanardi.
Purtroppo il Governo Prodi deluse le aspettative di cancellazione di quella normativa né fu convocata la V Conferenza nazionale.
Di fronte a questo appuntamento, come operatori, scienziati, cittadini, consumatori e associazioni, siamo preoccupati di assistere a una penosa ripetizione di un’esperienza autocelebrativa. Soprattutto temiamo che si voglia utilizzare il palcoscenico della conferenza per piegare la scienza al servizio della politica: da un lato riducendo la complessità del fenomeno del consumo di droghe ai soli fattori biologici, dando visibilità unicamente alle neuroscienze; dall’altro enfatizzando taluni approcci e studi (utilizzabili a in chiave di dissuasione terroristica) e accuratamente ignorando altri. Ne è un esempio la nuova campagna di prevenzione sulla droga-bruciacervello, in linea col più vetusto ( e contestato anche sul piano dell’efficacia del messaggio) scare-approach.
Vogliamo che la Conferenza sia una occasione per la partecipazione, il confronto fra operatori e utenti dei servizi, la valutazione scientifica a tutto campo, la verifica seria delle politiche pubbliche.
Queste sono per noi le questioni che riteniamo fondamentali per rendere la Conferenza un appuntamento degno di questo nome:
1. Scrivere l’agenda – scientifica, sociale e delle politiche pubbliche – della Conferenza attivando una partecipazione reale, plurale, dotata di parola, fornendo a questa partecipazione luoghi e percorsi. E’ necessario operare subito poiché a tutt’oggi non risulta alcuna iniziativa per l’attivazione di un processo partecipativo reale, come avvenuto per altre conferenze in passato, in particolare quelle di Napoli e Genova.
2. Avvviare una seria valutazione delle politiche pubbliche, mettendo come primo punto all’ordine del giorno la valutazione della legge 49/2006 e in particolari i suoi effetti sulla carcerazione.
3. Promuovere un ampio dibattito sulla rete dei servizi, che da tempo denuncia una crisi e perfino un collasso: con un occhio particolare alla riduzione del danno, ridimensionata anche dalle politiche locali di sicurezza e tolleranza zero.
4. Prevedere un confronto su tutte le esperienze internazionali di nuovi servizi e interventi che risultino oggetto di studi di valutazione con esito favorevole, senza pregiudiziali ideologiche.
5. Rispettare la multidimensionalità del fenomeno, il pluralismo degli approcci scientifici, la vivacità del dibattito scientifico stesso, garantendo – attraverso una propedeutica sollecitazione e partecipazione attiva – presa di parola da parte dei tanti sguardi che indagano, studiano, sperimentano.
6. Dare ascolto ai consumatori di sostanze come cittadini a pieno titolo titolari di diritti e voce sulle proprie vite, nel rispetto delle scelte di vita e delle diverse culture, assicurando loro presenza, rappresentanza e parola con pari dignità.
7. Dare un adeguato spazio alle regioni e alle città, per valorizzare le particolarità locali e l’approccio pragmatico degli interventi sul territorio.

In ogni caso ci impegniamo ad organizzare, dentro e fuori la Conferenza, momenti pubblici aperti per una discussione libera, sia scientifica che politica, a partire dalla valutazione delle politiche internazionali che saranno oggetto di verifica al meeting Onu di Vienna del marzo 2009.

Primi firmatari
Stefano Anastasia, Maurizio Baruffi, Hassan Bassi, Bea Bassini, Stefano Bertoletti, Giorgio Bignami, Gianluca Borghi, Stefano Carboni, Vanna Cerrato,Claudio Cippitelli, Tiziana Codenotti, Maurizio Coletti, Franco Corleone, Paolo Crocchiolo, Antonio D’Alessandro, Carlo De Angelis, Felice Di Lernia, Barbara Diolaiti, Leonardo Fiorentini, Don Andrea Gallo, Patrizio Gonnella, Marina Impallomeni, Franco Marcomini, Alessandro Margara, Henri Margaron, Patrizia Meringolo, Alessandro Metz, Mariella Orsi, Valentino Patussi, Edoardo Polidori, Susanna Ronconi, Fabio Scaltritti, Maria Pia Scarciglia, Sergio Segio, Maria Stagnitta, Stefano Vecchio, Andrea Vendramin, Grazia Zuffa

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giovedì, dicembre 18, 2008

costruiranno ovunque. e tanto... che ne pensi ?

dichiarazione di voto finale, contrario, alla delibera che aumenta del 35% gli indici di edificazione a milano (oltre a numerose altre amenità pro costruttori):
CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 DICEMBRE 2008
Delibera N/179 – Inquadramento Politiche Amministrative.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie, Presidente. Io voterò contro questa delibera e lo farò per alcune ragioni, una delle quali è di carattere generale. La voglio descrivere utilizzando le parole di un articolo uscito pochi giorni fa su Repubblica uscito di Carlin Petrini, che è un autorevole componente del comitato scientifico di Expo 2015, oltre che come credo voi tutti sapete il fondatore di Slow Food. Dice Petrini: ‘Attorno al cemento si scontrano due visioni del mondo, da un lato l’economia dei grandi numeri, ancora dominante della crescita a tutti i costi del costruire come elemento di potere, motore di finanza e di presunto progresso. Dall’altro la piccola economica del conservare, avere memoria e migliorare l’esistente, del considerare l’ambiente come risorsa e non come intralcio della crescita umana piuttosto che quella del prodotto interno lordo’. Petrini poi ricorda che in Italia negli ultimi quindici anni abbiamo coperto di cemento una superficie equivalente a quella di Lazio e Abruzzo messe assieme. Certo, non è che nel resto del mondo sia andata diversamente, e non va diversamente in Italia a seconda delle Amministrazioni che ci siano, di Destra o di Sinistra. Quello che è successo ieri nella assemblea del direttivo del Parco Sud va in questa direzione, quello che succede in tante città d’Italia amministrate da Giunte di Sinistra o di Destra, da Roma a Como, da Napoli a Firenze o quant’altro, va in questa direzione. E' un’idea dello sviluppo che io credo abbia mostrato tutti i suoi limiti ormai, e credo che sia ora di invertire la rotta. Questa delibera va in quella direzione, non inverte nessuna rotta, lascia aperti spazi non più regolati magari rigidamente, ma con più flessibilità, come dice l’Assessore, ma lascia aperti spazi, voragini enormi perché ci siano tante piccole e grandi colate di cemento in più. Allora di fronte a questa idea dello sviluppo io credo che vada tenuta alta una bandiera culturale di un’altra idea di come si possa vivere bene nelle nostre città, senza bisogno di continuare a costruire, ma recuperando il costruito esistente, o abbattendo il costruito inutile. Questa è un’altra visione di come vivere nelle città, ed io credo che se si vuole parlare di una Milano sostenibile dobbiamo porci anche il problema di ridurre i volumi, e non solo di aumentarli. Poi ci sono ragioni specifiche che in questa delibera di regole sia contenuta la possibilità di costruire sul verde agricolo nei pressi delle cascine, che in questa delibera sia stato rifiutato di inserire un emendamento che vincolava le valutazioni di impatto ambientale, i grandi interventi tra loro contigui, come fu quello del Garibaldi Repubblica. Che in questa delibera vi sia la possibilità di fare realizzazioni sulle aree a vincolo decaduto, di cui già hanno parlato i colleghi. Quindi è un complesso di ragioni di carattere generale, culturale e specifico che mi porta a dire di no a questo tipo di documento. Io termino e lascio questo minuto e venti al mio collega Fedrighini più il minuto del dissenso”.

mercoledì, novembre 26, 2008

ambrogini, biagi e qualche soddisfazione

l'assegnazione degli ambrogini 2008 si è chiusa male. forza italia e an si sono rifiutate di dare un riconoscimento alla memoria di enzo biagi. come si può essere così stolti ?
al di là di questa profonda amarezza sono soddisfatto per aver contribuito ad attribuire il premio a diverse persone che se lo meritavano e a tante associazioni che svolgono un ruolo importante per la città. sottolineo tre nominativi a me partciolarmente cari: michelino crosti, cronista di radio popolare, davide oldani, magico e intelligente chef del d'o e cesare rimini, uomo di grande sensibilità e autore di libri acuti e saggi, oltre che illuminato prediente della filarmonica della scala.

mercoledì, novembre 12, 2008

I Signori delle autostrade

Vi invito al primo incontro di una serie di riflessioni sulle questioni in cui l'esercizio di una buona o cattiva politica determina conseguenze rilevanti sulla qualita' della vita di ciascuno.

Venerdi' 14 novembre, ore 18.30

Spazio Melampo, Via Carlo Tenca 7 (MM Repubblica), Milano

LA BUONA POLITICA: discussioni pubbliche per ragionare sul nostro Paese
Presentazione del volume di Giorgio Ragazzi, "I Signori delle autostrade" (Ed. Il Mulino)
Ne discutono con l'Autore:
Anna Donati, senatrice, ex Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato
Maurizio Baruffi, Capogruppo dei Verdi a Palazzo Marino

La forte spinta per la realizzazione di nuove autostrade e' giustificata ? Il rilancio dell'economia reale passa attraverso la costruzione di nuove autostrade ? I costi per la realizzazione e la gestione di queste infrastrutture come vengono ripartiti ? Chi gestisce in concessione le autostrade quanto guadagna ? E offre un servizio adeguato alle esigenze delle imprese e dei cittadini ? Perche' in Europa il pagamento delle autostrade avviene in modo differente ? Qual'e' il sistema migliore ?

Al termine ci sara' spazio per un brindisi

LA SOCIETA' DELLA RAGIONE ONLUS
GRUPPO VERDI COMUNE DI MILANO

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lunedì, luglio 21, 2008

sui Verdi, sul futuro

Il Congresso dei Verdi ha eletto per la seconda volta Grazia Francescato alla guida del partito. Aveva già "traghettato" i Verdi nel dopo Manconi verso il regno di Pecoraro Scanio. Il dibattito a Chianciano è stato asfittico, tutto interno a un piccolissimo partito della sinistra italiana che non ha più il fiato nè le ambizioni, la credibilità e l'entusiasmo di qualche anno fa.
Francescato ha prevalso grazie ai voti di quanti hanno sempre sostenuto Pecoraro e le sue scelte, di vita interna di partito e di linea politica. Una scelta di continuità, che conferma il saldo rapporto fra i due e che non riesce a cancellare dalla memoria la sciagurata esperienza della Sinistra Arcobaleno, di cui Francescato è stata una delle principali sostenitrici.
I Verdi di Milano e provincia non erano delegati al congresso, perchè l'assemblea milanese non aveva raggiunto il numero minimo di partecipanti, in seguito alla decisione - da me condivisa - di molti fra i più rappresentativi verdi della città e della provincia di non partecipare a un congresso farsa, inattendibile dal punto di vista della democrazia interna.

Fin qui la cronaca.

La mia impressione è che nessuno nel centrosinistra sia ancora riuscito a riprendersi dopo due anni che hanno dimostrato l'inadeguatezza della nostra classe dirigente a governare il paese e dopo lo sberlone dei risultati elettorali. Il nodo da sciogliere è quello della ricostruzione di un pensiero collettivo, di un linguaggio comune e di una classe dirigente adeguata.

I Verdi, ancorati al proprio destino, fermi sulle proprie battaglie di identità e incapaci di porsi il problema delle alleanze politiche e del dialogo col PD, non sono più utili nemmeno a dare vigore alla questione ambientale e a costruire la risposta ecologista alla crisi economica e democratica in atto. Nei mesi che abbiamo davanti bisogna capire se possono coesistere forme di rappresentanza territoriale degli ambientalisti, nelle città, nelle provincie, nelle regioni del nord, con un partito che ha eletto 14 componenti dell'Esecutivo nazionale senza che ve ne sia uno della Lombardia, del Piemonte o della Liguria.

Per me la priorità non è quella di consentire ai Verdi di prendere l'1,2% alle prossime europee così da garantire l'elezione di un deputato e un pò di rimborsi elettorali, ma di mantenere il centrosinistra al governo della Provincia di Milano e di costruire una realtà che, in strettissimo rapporto con il PD, ponga le basi per un rinnovato centrosinistra a livello nazionale e aiuti anche il PD a superare la sua crisi di progetto. Con i radicali, con i socialisti, con le energie critiche e libere della sinistra. A partire dai Verdi liberi.


Maurizio BaruffiCapogruppo dei Verdi a Palazzo Marinotel 0288450208-9 fax 0288450062

mercoledì, gennaio 02, 2008

ecopass: tanto marketing poca sostanza.

Questo è il testo di una intervista a Maurizio Baruffi, pubblicata su Il Giornale lo scorso 24 dicembre, prima dell'avvio della sperimentazione dell'Ecopass.
 

«Tariffe troppo complicate Così in tanti faranno i furbi»

di Giannino della Frattina - lunedì 24 dicembre 2007
IL GIORNALE
 
«Il ticket? Giusto far pagare chi usa l'auto in nelle zone centrali della città. Soprattutto quelle con l'alternativa del mezzo pubblico». Verde, capogruppo a Palazzo Marino, Maurizio Baruffi non ha problemi ad appoggiare quello che è da sempre un pallino di Letizia Moratti. Promossa. O forse rimandata a settembre.
Baruffi, vuol dire che per una volta essere di destra o di sinistra è meno importante che affrontare un problema?
«Il principio è corretto. Non è un diritto andare in macchina come e dove si vuole».
L'Ecopass servirà almeno a far capire che andare in tram è più virtuoso che stare in coda e inquinare?
«Sancisce il fatto che un Comune ha il diritto di mettere una tariffa d'ingresso. A patto che lo si dica chiaro. Vedo nella Moratti una straordinaria operazione di marketing».
Già finita la luna di miele?
«Non parla mai di tassa. Nella lettera inviata ai milanesi non compare la parola prezzo, né tantomeno costo. L'immagine è più importante del contenuto».
Il fine è chiaro, la difesa della salute dei milanesi.
«La si fa in modo troppo complicato. Meglio sarebbe stato il modello londinese: una tariffa unica da pagare tutti. Si sarebbe evitato l'odiosa differenza di classe tra chi si può permettere un'auto nuova e chi no, tra chi passa senza pagare e chi deve pagare».
L'auto nuova non inquina.
«Ma non si può applicare una tassa retroattiva. Se io qualche anno fa ho comprato quella che allora era una macchina tecnologicamente avanzata e oggi va bene, perché devo essere costretto a cambiarla?Questa è una tassa».
Sull'inquinamento.
«La lotta si fa su larga scala. Difficile pensare che con il limite fissato ai Bastioni si ottenga qualcosa».
Meglio di niente.
«Meglio di niente. L'importante è cominciare. Anche se già nell'85 con un referendum i milanesi chiesero la chiusura del centro alle auto. Ma non se ne fece nulla. Prima il sindaco Marco Formentini, poi Gabriele Albertini hanno nuovamente fatto passare l'idea che si può andare dove si vuole e come si vuole».
È già partita la corsa alla deroga: infermieri, vigili, poliziotti, farmacisti turnisti. Non si rischia di mandare tutto a monte?
«Il meccanismo complicato facilita i comportamenti all'italiana. Tutti cercano di infilarsi e rimediare qualcosa. A cominciare dai commercianti che ne stanno facendo un dramma».
Gente che lavora.
«Ma quanti pacchi di pasta ci sono su un furgone? Se fosse uno capirei, ma dividere 5 euro per centinaia non sarà mica una tragedia».
 

martedì, dicembre 11, 2007

le consulenze del sindaco moratti

INTERVENTI IN BOZZA

SEDUTA C.C.

DEL 4 DICEMBRE 2007

 

Omissis

Il consigliere Baruffi così interviene:

"La ringrazio, Presidente. E' evidente che la questione di cui oggi dibattiamo è una questione tutta politica, ed è una questione politica che abbiamo cercato di porre all'attenzione della Giunta, in Conferenza dei Capigruppo, in Consiglio, tante volte nel corso di questo anno e mezzo. Una questione politica sulla quale sono necessarie risposte politiche. Cioè se questa riorganizzazione della macchina comunale ha seguito di criteri omogenei nella sua evoluzione, se ci siano state delle operazioni di questa riorganizzazione che non hanno dato gli esiti che si sperava potessero avere, quali sono stati gli obiettivi sui quali si è lavorato e quali sono quelli che ad oggi vengono raggiunti. Io apprezzo sempre ogni sforzo che si fa in direzione della trasparenza, credo che questo sia un elemento essenziale di qualsiasi Governo di qualsiasi parte politica. E' bene che ci sia un'indagine, in questo momento, sulle attività del Settore Demanio, sul modo in cui è organizzato quel settore, è curioso che questo arrivi a novembre del 2007, quando ormai questa Giunta si è insediata da un anno e mezzo, e le cose che ci ha detto il Sindaco nel suo intervento non sono le sole contenute in quella relazione che è stata depositata. Vi sono parole molto pesanti sul modo in cui si è lavorato in questi anni, ed ignorare il fatto che dal 1993 ci siano Amministrazioni di Centrodestra, nella nostra città, o che dal 1997 vi sia un'Amministrazione, nella quale questa Amministrazione si riconosce in pieno, per continuità, ebbene, fare finta che questa indagine oggi sia un atto di trasparenza e non vada ad indagare sui contenuti di Amministrazioni, che a tutto tondo sono in continuità con questa, o meglio, di cui questa è la continuità, beh, su questo c'è un po' di mancata chiarezza dal punto di vista dell'assunzione di responsabilità della politica, perché io vorrei capire se l'assessore Verro, che gestii il Demanio negli anni della prima Giunta Albertini o se gli Assessori Pagliarini e Sanavio, che lo gestirono negli anni della seconda Giunta Albertini, hanno o non hanno delle responsabilità sui punti, molto precisi, che vengono elencati in quella relazione e che sono stati riportati dai giornali. Così come bisogna chiedersi se esistono responsabilità precise della Giunta precedente nell'aver concesso, anche con delibere di Giunta, sanatorie o ulteriori possibilità a società che occupano aree comunali e che devono, oggi, al Comune di Milano oltre 700.000 euro, perché non pagano i canoni d'affitto dal 1991. Eppure la Giunta precedente, nella quale sedevano quattro Assessori che siedono nella sua Giunta, deliberò per continuare a sostenere l'azione e l'operato di queste società private, che sono così manchevoli nei confronti del Comune di Milano. Ci sono quattro Assessori della precedente Giunta, ci sono quattro Assessori che ora sono Consiglieri Comunali di Maggioranza, ci sono quattro Consiglieri della precedente Maggioranza che ora sono Assessori, ci sono una quindicina di Consiglieri Comunali che erano della stessa Maggioranza nella passata gestione. Allora questa è continuità amministrativa, rispetto alla quale è bene che si dica che vanno introdotti elementi di discontinuità, ma la responsabilità politica di quello che è accaduto ed accade in questa città, ricade tutta sulle spalle del Centrodestra, e non si può far finta che le responsabilità risiedano altrove. Ed allora una riorganizzazione della macchina comunale, così pesante e così forte, che andava discussa – noi lo dicevamo - politicamente nelle sedi proprie, perché la dialettica tra Giunta e Consiglio Comunale non va solamente dichiarata nei discorsi di insediamento, così come non va solamente ricordato quali sono le diverse prerogative istituzionali quando questo fa comodo, bisogna capire e comprendere che un lavoro di collaborazione fra Giunta e Consiglio, fra Maggioranza ed Opposizione ha bisogno di elementi di informazione sulle azioni essenziali e fondamentali che vengono compiute dalla Giunta. C'è poi tutto il tema dell'intreccio tra politica ed Amministrazione, che può essere ricordato banalmente ricordando come i primi dieci classificati nella lista delle preferenze della Lista Civica, che si chiamava con il nome del Sindaco, hanno tutti trovato una collocazione o elettiva o di nomina in società che fanno riferimento all'Amministrazione Comunale, o di nomina come dirigenti della Pubblica Amministrazione di questa città. Ebbene, questa come si chiama? Si chiama partitocrazia? Si chiama occupazione delle Istituzioni? O si chiama giusto riconoscimento a delle professionalità raccolte nella società civile? La si può chiamare in modi diversi, a seconda di come si voglia essere demagoghi nel proprio discorso, però è un tema politico, che va affrontato ed al quale non ci si può sottrarre, credendo di essere comunque superiori al giudizio dell'opinione pubblica, dei cittadini, che chiedono che venga fatta chiarezza su ragioni che possono essere anche condivisibili, perché il tema dello svecchiamento della classe dirigente, sia quella politica sia quella della Pubblica Amministrazione, è un tema vero. Il tema della modernizzazione è un tema vero. Il tema dei risparmi è un tema verissimo. Il tema della maggiore efficienza è un tema altrettanto vero. Ma allora queste cose vanno discusse nella sede politica e non si può esasperare sempre le relazioni politiche, che esistono fra Giunta e Consiglio, fra Maggioranza ed Opposizione, per poi essere costretti, tutti, a ricadere nel gioco delle parti che, ad un certo punto, scatta inevitabilmente. Allora se si vuole privilegiare la dialettica politica, ebbene, lo si faccia sempre, e non solo quando serve l'unanimismo per conquistare la candidatura per l'Expo".

venerdì, ottobre 26, 2007

2 morti alla settimana sulle strade di milano per incidenti. troppi.

INTERVENTO AI SENSI

DELL'ART. 21

SEDUTA C.C. 22.10.2007

 

omissis

Il consigliere Baruffi così interviene:

"Grazie, Presidente. Io intervengo per una ragione particolarmente triste, cioè il fatto che durante questo fine settimana nella nostra città due persone siano morte in incidenti stradali. Noi abbiamo una media terrificante che sta nel livello dei due morti a settimana sulle strade di Milano e ci accorgiamo quotidianamente di come queste morti, questi incidenti coinvolgano per lo più pedoni, ciclisti, anche motociclisti. Sono uscite anche recentemente alcune informazioni sui giornali in termini statistici di questo, è un problema serio e drammatico, è un problema rispetto al quale credo non si debba più indugiare con quella sorta di fatalismo che spesso condisce le considerazioni della politica nei confronti di eventi che sono in qualche misura evitabili, mitigabili o riducibili nel loro numero e nella qualità soprattutto del tipo di incidenti che si verificano. Credo che i colleghi ricorderanno - mi rivolgo al vicepresidente della Commissione trasporti De Angelis, per esempio - come in Commissione Trasporti questa primavera abbiamo svolto un'audizione col comandante dei Vigili Bezzon proprio sul tema della sicurezza stradale. Il collega Fedrighini aveva anche proposto che ci fosse una seduta di Consiglio Comunale su questo tema perché c'era la giornata mondiale delle Nazioni Unite della sicurezza stradale, il Presidente aveva accolto l'invito e poi avevamo organizzato una Commissione congiunta di più Commissioni; insomma questo Consiglio Comunale questa primavera ha cercato di occuparsi di questo tema però drammaticamente i dati, le notizie della cronaca ci dicono che non calano gli incidenti stradali mortali a Milano, anzi aumentano, e che su questo è necessario e opportuno che tutti noi facciamo una riflessione su quali possono essere le politiche da attuare perché questi incidenti diminuiscano.

Allora, per esempio, io chiedo che fine abbia fatto quel progetto, meritevole, che aveva fortemente voluto il collega Mascaretti quando era Presidente della Commissione Educazione, e cioè quello degli attraversamenti sicuri davanti alle scuole milanesi; venne finanziato un programma, ne vennero realizzati alcuni, ma mi pare che poi da allora questa operazione si sia fermata. Chiedo che gli attraversamenti pedonali della nostra città siano messi nelle migliori condizioni di sicurezza a partire dall'illuminazione delle ore serali e notturne per passare alla visibilità delle strisce, che possono essere fatte su dell'asfalto colorato, per arrivare alla possibilità di sopraelevare gli attraversamenti pedonali, nel senso non di portarli al di sopra della carreggiata, ma di portare il pedone a livello della carreggiata, cioè di non farlo scendere dal marciapiede per attraversare, ma con il rialzo delle strisce pedonali rallentare in questo modo la corsa delle autovetture e rendere più visibile il pedone. Queste sono strategie di intervento per la sicurezza stradale che vengono realizzate in moltissimi Comuni d'Italia, in moltissime città europee e io credo che Milano non possa, ripeto, accettare in maniera fatalistica e passiva l'idea che due persone la settimana muoiono sulle strade della nostra città. E' un bollettino di guerra e noi non siamo in guerra.

Poi c'è tutta la tematica della sicurezza stradale legata ai ciclisti, di questo abbiamo parlato tante volte; io per esempio non sono d'accordo con il collega Merlin che prima sosteneva come sia stata realizzata male la pista ciclabile promiscua sul marciapiede di via Padova; credo che quello invece sia un buon intervento, che ha un difetto di sicurezza quando arriva in piazzale Loreto perché lì il ciclista finisce nel traffico di Loreto senza un attraversamento ciclabile e questo è un problema di sicurezza, però qualcosa in questo senso si sta muovendo. Credo che dobbiamo porci di nuovo il problema delle motociclette della nostra città, non in termini di chiusura nei confronti di motociclisti, ma in termini di maggiore sicurezza anche per i motociclisti.

Quello che quindi le chiedo, Presidente, anche perché ho visto che anche lei in questi giorni su questo tema è intervenuto con delle dichiarazioni, è di riuscire a capire assieme cosa può fare il Consiglio Comunale può fare in termini di indirizzo verso la Giunta perché nel prossimo bilancio del 2008 vi siano stanziamenti mirati e precisi sul tema della sicurezza stradale per ridurre la mortalità sulle strade milanesi e per ridurre la gravità e la numerosità degli incidenti che quotidianamente affliggono la nostra città".

 

omissis

giovedì, ottobre 25, 2007

le case e i negozi del comune di milano in affitto e in vendita

INTERVENTO IN BOZZA

SEDUTA C.C. 17 OTTOBRE 2007

Omissis

Interviene sulla delibera N/121 (Piano di Valorizzazione patrimonio comunale)

 

Il consigliere Baruffi così interviene:

"Grazie, Presidente. Mah, io devo dire che rispetto a questa delibera mi pongo un primo problema di carattere generale, e cioè quello su quale deve essere il ruolo del Comune rispetto alla gestione del patrimonio immobiliare. In questa delibera si mischiano contenuti che sono fra loro molto diversi, ed è una delle ragioni per cui questa delibera non mi piace nel suo complesso. Io credo che il Comune debba avere una politica attiva per aiutare a risolvere o a ridurre i problemi legati alla ricerca dell'abitazione per le categorie deboli, e quindi, per esempio, credo che sia giusto che il Comune decida di mettere in vendita alcune singole unità immobiliari, che ha magari sparse all'interno della città o alcuni nuclei di poche case che possiamo considerare di particolare pregio, perché queste vengano messe a reddito, mentre ritengo sbagliato che il Comune decida di mettere in vendita interi stabili, che sono stati ristrutturati negli anni, con i soldi pubblici, penso a corso XXII Marzo 22 e 30, penso a via Cesariano, a Cicco Simonetta, e credo che invece quegli stabili, su quegli stabili, così come su piazzale Dateo, debba essere fatto uno sforzo per dare gli alloggi alle persone che ne hanno bisogno, che sono nelle graduatorie, che hanno fatto domanda secondo i termini di legge eccetera. Credo che il Comune debba avere un ruolo attivo nel cercare di aiutare l'associazionismo sul territorio comunale, e non penso che si debbano, come ha detto la collega Ciabò, sbattere in periferia le associazioni. Questi sono i termini che ha usato la collega in modo preciso. Io già, come dire, ho un sussulto nel momento in cui sento dire che si devono togliere dal centro per metterle in periferia, le associazioni, ma quando si dice 'sbattere in periferia', vuol dire avere un'idea perversa di come funziona l'associazionismo. Vuol dire pensare che in questa città debba resistere un centro fatto per le attività commerciali e profittevoli ed una periferia da lasciare magari ad un po' di edilizia popolare, ad un po' di associazionismo, perché queste sono cose che danno fastidio in centro. Questa mi pare una visione… io non so, mi auguro sia stato, come dire, un argomento utilizzato un po' in modo maldestro in un intervento accalorato, e che non sia il vero pensiero della collega Ciabò. Penso al ragionamento sui partiti, e mi chiedo se sia legittimo che i partiti abbiano delle sedi del Comune oppure no. Io credo di sì. Se non erro, mi corregga l'Assessore se sbaglio, mi pare che l'UDC abbia una sede in via Silvio Pellico, in uno stabile di proprietà comunale".

(Intervento fuori microfono)

Il consigliere Baruffi così interviene:

"Sì, sì, no, ma io sto dicendo che è legittimo. Mi pare che la Lega abbia la sede in un casello a Porta Genova, alla Darsena, in uno dei punti commercialmente più ambiti della città. I Verdi hanno la sede in via Fiamma, in dei negozi di proprietà comunale. Cioè io credo che sia una cosa giusta che i partiti e le associazioni abbiano accesso a delle proprietà immobiliari del Comune e che su questo il Comune non debba comportarsi da operatore immobiliare, ma debba mantenere un giusto equilibrio fra il reddito che deve essere prodotto da quegli affitti, la sostenibilità, come dire, delle spese collettive, perché questi stabili rimangano in funzione eccetera, ma non si debba avere un atteggiamento punitivo e vessatorio né nei confronti della associazioni né nei confronti dei partiti. Il collega Pagliarini prima ricordava che abbiamo un regolamento comunale, che vincola l'affitto per le associazioni, non per i partiti, per quelle associazioni che non hanno scopo di lucro, che sono riconosciute, che sono negli Albi, che hanno tutta una serie di riconoscimenti, ed il Comune deve affittare con uno sconto mi pare del 70% rispetto ai canoni di mercato. Beh, io credo che quella sia una cosa giusta e negli stabili che andiamo a trattare in questa delibera vi sono casi di questo tipo. Per esempio credo che in via Ortica 19, laddove in un negozio che sul mercato nessuno voleva affittare, tant'è che nessuno l'aveva cercato e voluto, ha sede una comunità di recupero per tossicodipendenti, ha un suo sportello di rapporto con il territorio nel quartiere dell'Ortica. E quello stabile è uno di quelli che si vuole mettere in vendita e mettere quindi a reddito. A me pare un'operazione sbagliata, questa. Quindi esistono tante distinzioni all'interno di questi elenchi e di questa proposta che ci viene fatta dalla Giunta, per cui, come dire, l'alta concentrazione che tutti hanno avuto, i media, i giornalisti, i politici su alcuni aspetti legati più, appunto, a momenti, come dire, carnascialeschi rispetto al tiro al piccione che si sta facendo in questi anni sulla classe politica, o più in generale su tutti quelli che apparentemente hanno dei privilegi rispetto agli altri, beh, con questo meccanismo tutti noi abbiamo alimentato una confusione che, io credo, non solo richieda la maggior trasparenza possibile, ma richiederebbe anche la maggiore calma possibile, quindi non la fretta, proprio per andare a vedere situazioni che si possono scoprire una per una e capire se esiste del marcio oppure no. Io non so se l'Assessore abbia fornito alcune informazioni che in questo momento gli vorrei chiedere, e cioè: di questi affittuari che abbiamo, numero x, numero 100, quanti di questi hanno un affitto, che per la prima volta è stato sottoscritto nel 1953? Quanti ce l'hanno sottoscritto nel 1969? Perché… io non chiedo i nomi, però quando mi si dice che: sono tutti frutto delle vecchie Maggioranze, dei vecchi qua, dei vecchi là, beh, questo è un lavoro semplice, che gli uffici avrebbero potuto fare per dare a tutti un'informazione, non sui nomi, ma di tipo quantitativo, che ci dicesse: beh, di questi 100 affittuari del Comune sappiate che 95 hanno dei contratti che risalgono a più di trent'anni fa. Beh, allora uno faceva un ragionamento, come dire, non sull'onda delle emozioni, ma sull'onda, appunto, dei dati di conoscenza reali. E non aver voluto fornire o non aver saputo fornire o non aver potuto fornire o non averci pensato, è ovvio che per me vuol dire che non si vuole far vedere che anche nel 2005 o nel 2003 o nel 2002 sono stati fatti nuovi contratti di questo tipo, che hanno generato, quindi, posizioni, chiamiamole così, di privilegio in anni recenti, ed è ovvio che questo è un escamotage per non mostrare, chiaramente in maniera trasparente, alla città, che anche nelle Amministrazioni del Centrodestra vi sono state decisioni che possiamo definire in qualche misura poco opportune. Credo che noi avremmo bisogno di un altro chiarimento, che di nuovo chiedo all'Assessore, perché… io non lo so, non ho seguito in Commissione il dibattito, non ho partecipato, magari è stato già detto, però ho chiesto ad alcuni colleghi, che non sapevano neanche loro. C'è una delibera, della Giunta Comunale, del 12 maggio 2003, che è un atto di indirizzo: per l'individuazione di un consulente finanziario, per l'identificazione, l'incremento di valore di mercato del patrimonio immobiliare del Comune di Milano, finalizzati sia al suo miglior rendimento che alla sua vendita, spesa di euro 60.000. Questa delibera è firmata dall'allora assessore Pagliarini. Io prima ho chiesto notizie al collega Pagliarini, che adesso non è più in aula, e lui mi ha detto: guarda, non mi ricordo, francamente, di aver firmato questa delibera. L'ha guardata e mi ha detto: ah, sì, però non so com'è andata a finire quella storia, se ne occupava Porta. Io non so com'è andata a finire questa delibera, non so chi se ne occupasse, non so quale Assessore avesse in capo questa partita, non so se sia mai stata attuata questa delibera, cioè se abbiamo mai speso 60.000 o 50.000 euro per dare un incarico a qualcuno per studiare come valorizzare il patrimonio immobiliare del Comune di Milano, ho in mano una delibera, che è stata fatta dalla Giunta, chiedo di capire com'è andata questa storia. Magari semplicemente nel 2003 poi c'è stato il cambio di Assessore, da Pagliarini a Sanavio… così, hanno detto: va bene, non facciamo più niente di questa valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune di Milano. Però questa è una responsabilità della Giunta precedente, nella quale sedeva il collega Pagliarini al Demanio, ma sedeva il collega Gallera, sedeva il collega Simini, che ancora oggi è Assessore, c'era l'assessore Maiolo, insomma, non è che proprio possiamo sempre dire che non c'è continuità fra questa Amministrazione e quella precedente quando fa comodo - il collega Verga era Assessore anche della Giunta precedente – e, viceversa, quando la situazione, come dire, è un po' più fortunata, dire che: per fortuna che governiamo noi da tanti anni e quindi abbiamo fatto delle cose nel corso di questi anni. Ebbene, che il Centrodestra governi Milano ininterrottamente, a seconda delle declinazioni del Centrodestra, dal '93 o dal '97, è un dato di fatto, e che quindi nell'arco di questi almeno dieci, se non quattordici anni vi sia stato modo di approfondire queste questioni, credo che sia altrettanto un dato oggettivo. Che poi si arrivi oggi a prendere una decisione… insomma, va capito perché prima non è stato fatto, perché prima si sono fatte delle delibere e poi magari non gli si è dato seguito, oppure si è dato seguito, si è dato un incarico a qualcuno, qualcuno ha fatto uno studio e quello studio è finito in un cassetto. Io non lo so. Voglio chiudere facendo ancora due riflessioni: una di carattere generale ed una specifica. Quella di carattere generale è che, l'ho detto ieri in una Commissione che trattava un'altra vicenda, legata alla So.ge.mi: o c'è un atteggiamento coerente da parte di questa Maggioranza oppure bisogna interrogarsi anche su un meccanismo di schizofrenia che vede, come dire, condurre la città di Milano con delle scelte abbastanza balzane. Se noi diciamo… se dice, questa Maggioranza, che il Comune deve… il suo mestiere non è fare l'immobiliarista, bisogna mettere in vendita parte del patrimonio non strategico eccetera, ed è un ragionamento condivisibile, io l'ho detto prima, condivisibile… poi nel merito andiamo a vedere le singole questioni. Beh, allora però non si può, dall'altra parte, dire che una società pubblica come So.ge.mi deve figliare un'altra società, la quale deve ricevere, come patrimonio, pezzi di patrimonio pubblico, aree e stabili sull'area dell'ortomercato, e poi deve andare a cercare partner privati per organizzare dei ristoranti, una Città del Gusto, un albergo, dei corsi universitari sull'alimentazione… insomma, cioè, capiamoci: o si decide che il ruolo pubblico deve essere quello dell'Ente regolatore o si decide che il ruolo pubblico deve essere quello interventista, ma dallo Stato che faceva i panettoni non vorrei che passiamo adesso allo Stato che vende i prodotti enogastronomici o al Comune che vende i prodotti enogastronomici. La cosa invece di carattere specifico, e nuovamente la pongo all'Assessore e chiedo all'Assessore la cortesia di ascoltarmi su questa cosa specifica, perché io leggo oggi, sul quotidiano Libero, che un signore, che ha ricevuto anche l'onorificenza più ambita nella nostra città, l'Ambrogino d'Oro, cosiddetto, e cioè il signor Luini, che fa dei panzerotti strepitosi e che amiamo tutti eccetera, è persona alla quale è intestato un affitto di 60 metri quadri, dice lui, due locali più servizi, che ha da cinquant'anni in Galleria Vittorio Emanuele 92, stando a quello che si dice nell'articolo. Però, dice l'articolo, che: in realtà la casa è abitata da Barbara, una graziosa ragazza bionda. E dice Luini: ce l'ho da cinquant'anni la casa, ma al momento non ci abito io, ma un'amica. Allora, questa cosa non si può fare, io credo. Credo che su questa cosa l'Assessore, se ci sono gli estremi di un esposto alla Magistratura, forse, perché… io non so se sia lecito dare ad un'amica una casa avuta in affitto nel patrimonio pubblico. Io non credo che questo sia lecito. Io credo che qua ci siano gli estremi per cui chi ha in capo l'Assessorato al Demanio, e di fronte a notizie apparse sulla stampa, credo che debba essere l'Assessore per primo a prendere un'iniziativa in questo senso, perché o quella casa è data in affitto ad una persona che ci abita, o se questo signore… ammettiamo anche che non subaffitti, perché non vogliamo pensare certo che Luini subaffitti, ma come può uno, che ha una casa in affitto, dal Comune di Milano, dire: ma non ci abito io, l'ho data in prestito ad una mia amica, che si chiama Barbara, è una ragazza bionda eccetera. Ma, signori, qua proprio non ci siamo. Allora su questo non dobbiamo essere noi ad intervenire, deve essere l'Assessore per primo che faccia chiarezza, di fronte a noi, di fronte alla stampa e di fronte ai diritti dei cittadini milanesi, che non hanno una casa, e non hanno nemmeno un amico che gli dà in prestito la casa che lui ha in affitto dal Comune di Milano".

giovedì, settembre 20, 2007

malpensa cioè pensata male


INTERVENTI IN BOZZA

SEDUTA C.C. 18 SETTEMBRE 2007

 

Omissis

Dibattito sul sistema aeroportuale lombardo

 

Il consigliere Baruffi così interviene:

"Grazie, Presidente. Io devo dire che in questo dibattito non riesco a capire bene se stiamo ragionando da azionisti di Alitalia o da azionisti della SEA, mi piacerebbe ragionare della realtà, e cioè del fatto che siamo azionisti della SEA, non di Alitalia, e quindi mi sarebbe piaciuto che il Sindaco avesse svolto delle considerazioni sulla SEA, sul modo in cui è stata gestita in questi anni, sul fatto che siano state privilegiate alcune scelte, penso solo ad una, per esempio quella della distribuzione di un maxi dividendo, che ha drenato risorse dalle casse della SEA ed ha forse ridotto la capacità di investimento della SEA sul proprio aeroporto. Mi piacerebbe ragionare sulle corresponsabilità che esistono tra la scelta di fare Malpensa, negli anni che ci ha ricordato il Sindaco, e il fatto che Alitalia fino al 1998, quando Malpensa venne inaugurata, era un'azienda con i conti in attivo; è dal 1998 infatti, quando Malpensa è stata inaugurata, che Alitalia ha iniziato la sua stagione dei passivi di Bilancio; mi piacerebbe ragionare sul fatto che le tariffe che SEA ha sempre chiesto ad Alitalia sono state tariffe alte, tali che oggi Ryanair dice 'se veniamo a Malpensa ci dovete applicare tariffe più basse', così almeno dichiara sui giornali l'amministratore delegato di Ryanair, nonostante già ci sia stato un ribasso, un paio d'anni fa, di queste tariffe. Quindi, come dire, esistono aspetti che legano le due vicende, quella dello sviluppo di Malpensa e delle attività di SEA, e quella del disastro di Alitalia, sulle quali non è che questo Consiglio Comunale inteso come Istituzione, o questo Comune inteso come Istituzione possano dirsi estranei. Esistono corresponsabilità che non sono solo politiche, ma anche gestionali, nell'aver condotto in questi anni una scelta scriteriata, cioè quella di pensare che il nostro Paese, con un vettore, una compagnia di bandiera come Alitalia potesse reggere economicamente nella gestione di due poli di grande attrazione di traffico, quali Fiumicino e Malpensa, con una flotta di velivoli per i voli a lungo raggio assolutamente inadeguata a gestire questo tipo di impegno e con, fortunatamente, la presenza di uno scenario internazionale che si è aperto sempre più ad una liberalizzazione vantaggiosa per i cittadini e sul quale, io credo, si debba insistere se si vuole continuare ad esser liberali e non protezionisti o campanilisti. Allora in questo senso fa bene Giavazzi, su Il Corriere della Sera, a ricordare che forse sarebbe il caso di liberare gli slot. Su questo non c'è alcun dubbio. Fa bene Statera, su Repubblica, a ricordare come siano state dannose le scelte di chi in questi ani ha condotto sia Alitalia sia la SEA e a dire che oggi noi siamo di fronte finalmente ad un'occasione per il nostro Paese, che è quella di liberarsi di una zavorra che in questi anni c'è stata e che è stata rappresentata dai passivi di Bilancio e dall'incapacità di sviluppo industriale nel settore aereo di Alitalia e di questo nostro sistema aeroportuale. Prima il Sindaco ha fatto l'elenco degli aeroporti del nord e ha omesso, io non so se per dimenticanza o per intenzione, esattamente quell'aeroporto di Brescia Montichiari, che è l'aeroporto sul quale la Regione Lombardia non più tardi di qualche mese fa ha votato un Ordine del Giorno per il suo potenziamento e sul quale, secondo alcuni esperti di sistemi aerei ed aeroportuali, sul quale si sarebbe potuto investire per fare lì la sede di un Hub del nord in grado di essere collegato in modo più efficiente a tutte le regioni del nord Italia, perché oggi chi parte da Bologna difficilmente trova comodo Malpensa, mentre trova molto più comodo Fiumicino, chi parte da Verona va a Monaco di Baviera e non certamente a Malpensa, e perché la mancanza di infrastrutture e di collegamenti con Malpensa è una mancanza che è durata tanti anni e che ha reso quell'aeroporto inefficiente ed incapace di svolgere appieno i suoi compiti e le sue caratteristiche. Allora in questo senso io credo che noi, da azionisti di SEA e non di Alitalia, dobbiamo uscire da una vicenda che ci vede protagonisti appunto di un derby, Milano – Roma, un po' inutile, e con coraggio dire che ci vuole assolutamente una politica liberale nei confronti del trasporto aereo, che questa politica liberale deve essere costituita dalla caduta di tutte le reti di protezione che sono esistite in questi anni intorno ad Alitalia, ma al tempo stesso anche nei confronti di SEA noi non dobbiamo avere oggi un atteggiamento di questo tipo, di tipo protezionistico, dobbiamo aprirci al mercato con l'aeroporto della Malpensa e forse vale la pena di prendere in considerazione anche cosa ne pensano i cittadini, gli utenti. Chiudo dicendo che se vogliamo essere appunto liberali fino in fondo e se vogliamo sentire il parere dei cittadini, beh, esiste un sondaggio on line, che viene fatto in un sito che è aperto a tutti i frequentatori dei voli low cost, è un sito che si chiama www.zingarate.com, e su quel sito il 70% degli utenti, certo, dei voli low cost, dicono 'evviva che Alitalia se ne vada da Malpensa, apriamo Malpensa a Ryanair'".

malpensa cioè pensata male

INTERVENTI IN BOZZA

SEDUTA C.C. 18 SETTEMBRE 2007

 

Omissis

Dibattito sul sistema aeroportuale lombardo

 

Il consigliere Baruffi così interviene:

"Grazie, Presidente. Io devo dire che in questo dibattito non riesco a capire bene se stiamo ragionando da azionisti di Alitalia o da azionisti della SEA, mi piacerebbe ragionare della realtà, e cioè del fatto che siamo azionisti della SEA, non di Alitalia, e quindi mi sarebbe piaciuto che il Sindaco avesse svolto delle considerazioni sulla SEA, sul modo in cui è stata gestita in questi anni, sul fatto che siano state privilegiate alcune scelte, penso solo ad una, per esempio quella della distribuzione di un maxi dividendo, che ha drenato risorse dalle casse della SEA ed ha forse ridotto la capacità di investimento della SEA sul proprio aeroporto. Mi piacerebbe ragionare sulle corresponsabilità che esistono tra la scelta di fare Malpensa, negli anni che ci ha ricordato il Sindaco, e il fatto che Alitalia fino al 1998, quando Malpensa venne inaugurata, era un'azienda con i conti in attivo; è dal 1998 infatti, quando Malpensa è stata inaugurata, che Alitalia ha iniziato la sua stagione dei passivi di Bilancio; mi piacerebbe ragionare sul fatto che le tariffe che SEA ha sempre chiesto ad Alitalia sono state tariffe alte, tali che oggi Ryanair dice 'se veniamo a Malpensa ci dovete applicare tariffe più basse', così almeno dichiara sui giornali l'amministratore delegato di Ryanair, nonostante già ci sia stato un ribasso, un paio d'anni fa, di queste tariffe. Quindi, come dire, esistono aspetti che legano le due vicende, quella dello sviluppo di Malpensa e delle attività di SEA, e quella del disastro di Alitalia, sulle quali non è che questo Consiglio Comunale inteso come Istituzione, o questo Comune inteso come Istituzione possano dirsi estranei. Esistono corresponsabilità che non sono solo politiche, ma anche gestionali, nell'aver condotto in questi anni una scelta scriteriata, cioè quella di pensare che il nostro Paese, con un vettore, una compagnia di bandiera come Alitalia potesse reggere economicamente nella gestione di due poli di grande attrazione di traffico, quali Fiumicino e Malpensa, con una flotta di velivoli per i voli a lungo raggio assolutamente inadeguata a gestire questo tipo di impegno e con, fortunatamente, la presenza di uno scenario internazionale che si è aperto sempre più ad una liberalizzazione vantaggiosa per i cittadini e sul quale, io credo, si debba insistere se si vuole continuare ad esser liberali e non protezionisti o campanilisti. Allora in questo senso fa bene Giavazzi, su Il Corriere della Sera, a ricordare che forse sarebbe il caso di liberare gli slot. Su questo non c'è alcun dubbio. Fa bene Statera, su Repubblica, a ricordare come siano state dannose le scelte di chi in questi ani ha condotto sia Alitalia sia la SEA e a dire che oggi noi siamo di fronte finalmente ad un'occasione per il nostro Paese, che è quella di liberarsi di una zavorra che in questi anni c'è stata e che è stata rappresentata dai passivi di Bilancio e dall'incapacità di sviluppo industriale nel settore aereo di Alitalia e di questo nostro sistema aeroportuale. Prima il Sindaco ha fatto l'elenco degli aeroporti del nord e ha omesso, io non so se per dimenticanza o per intenzione, esattamente quell'aeroporto di Brescia Montichiari, che è l'aeroporto sul quale la Regione Lombardia non più tardi di qualche mese fa ha votato un Ordine del Giorno per il suo potenziamento e sul quale, secondo alcuni esperti di sistemi aerei ed aeroportuali, sul quale si sarebbe potuto investire per fare lì la sede di un Hub del nord in grado di essere collegato in modo più efficiente a tutte le regioni del nord Italia, perché oggi chi parte da Bologna difficilmente trova comodo Malpensa, mentre trova molto più comodo Fiumicino, chi parte da Verona va a Monaco di Baviera e non certamente a Malpensa, e perché la mancanza di infrastrutture e di collegamenti con Malpensa è una mancanza che è durata tanti anni e che ha reso quell'aeroporto inefficiente ed incapace di svolgere appieno i suoi compiti e le sue caratteristiche. Allora in questo senso io credo che noi, da azionisti di SEA e non di Alitalia, dobbiamo uscire da una vicenda che ci vede protagonisti appunto di un derby, Milano – Roma, un po' inutile, e con coraggio dire che ci vuole assolutamente una politica liberale nei confronti del trasporto aereo, che questa politica liberale deve essere costituita dalla caduta di tutte le reti di protezione che sono esistite in questi anni intorno ad Alitalia, ma al tempo stesso anche nei confronti di SEA noi non dobbiamo avere oggi un atteggiamento di questo tipo, di tipo protezionistico, dobbiamo aprirci al mercato con l'aeroporto della Malpensa e forse vale la pena di prendere in considerazione anche cosa ne pensano i cittadini, gli utenti. Chiudo dicendo che se vogliamo essere appunto liberali fino in fondo e se vogliamo sentire il parere dei cittadini, beh, esiste un sondaggio on line, che viene fatto in un sito che è aperto a tutti i frequentatori dei voli low cost, è un sito che si chiama www.zingarate.com', e su quel sito il 70% degli utenti, certo, dei voli low cost, dicono 'evviva che Alitalia se ne vada da Malpensa, apriamo Malpensa a Ryanair'".

martedì, luglio 10, 2007

repubblica venerdì 6 luglio

i diari della bicicletta

Le promesse scritte sull'acqua

di Paolo Garimberti
Leggo in un comunicato che il 4 luglio l'assessore Edoardo Croci ha incontrato una delegazione di Fiab Ciclobby. In America è il giorno dell'Indipendenza, ma temo che non potrà diventare la data per celebrare la liberazione dei ciclisti nella città di Milano. Le promesse di cui si parla nel documento sono scritte sull'acqua.

Che le parti abbiano «convenuto sulla indispensabilità di predisporre il Piano della Mobilità Ciclistica» mi sembra ovvio. Si poteva fare a meno delle solenni maiuscole, visto appunto che il piano è atteso da una vita e ora si apprende che la prima bozza «è in corso di pubblicazione». Un successone. Tanto più che si è anche convenuto «sugli inevitabili tempi lunghi per la sua attuazione». «Quousque tandem Catilina.. « (Cicerone, ma il tandem era riferito alla pazienza). Noi vorremmo delle date, non buffetti sulle guance come l'impegno (!) a istituire una consulta per la sicurezza stradale. Magari il 2015, ma almeno sarebbe stata una scadenza precisa.

Avremmo così saputo fino a quando si deve soffrire. Io ad esempio ho smesso di andare pedalando da casa all'inizio della ciclabile del Naviglio (meno di 4 chilometri). Ho troppa paura dopo due o tre spaventi. Mi sentivo un fuscello in mezzo alle onde del traffico indisciplinato. Ora carico la bici sulla macchina. Così inquino un po', mi diverto di meno, ma almeno non rischio la pelle. Ci sono marciapiedi larghi così (Maurizio Baruffi ne ha fatto l'elenco, basta prenderlo), strade ampie così, dove si potrebbe tirare una riga. Che ci vuole, aspettando il 2015? Eugenio Galli, presidente di Fiab Ciclobby, in una sua articolata riflessione sull'annus horribilis dei ciclisti ha scritto che «il ciclista a Milano è un ibrido misconosciuto: né pedone, né veicolo». Un essere mostruoso, insomma. Sarà per questo che ci guardano tutti con un misto di stupore e di orrore: automobilisti, motociclisti e pedoni.
(06 luglio 2007)

giovedì, giugno 07, 2007

sulla fusione aem-asm e l'aumento della tassa rifiuti


INTERVENTI IN BOZZA

SEDUTA C.C. DEL 4 GIUGNO 2007

 

omissis

Sulla relazione del Sindaco Moratti: "Fusione AEM/ASM

Il consigliere Baruffi così interviene:

"Grazie, Presidente. Ci troviamo in una situazione in cui le informazioni sono fresche, perché ci sono state comunicate in aula dal Sindaco, abbiamo ascoltato una relazione che contiene molti spunti e molti numeri su cui riflettere, ed è chiaro che avremo modo e tempo di farlo con attenzione, quando ci verranno consegnate poi le carte. Però alcune considerazioni vanno comunque svolte.

Innanzi tutto vi è la necessità di capire a fondo qual è il piano industriale che c'è dietro quest'operazione, perché qualsiasi operazione di natura finanziaria per essere letta in trasparenza e fino in fondo ha bisogno di essere accompagnata dalle intenzioni sotto il profilo industriale. La seconda considerazione riguarda la necessità di trasparenza, non solo sulle informazioni di carattere generale e relative agli aspetti finanziari, ma anche su come poi si andranno a costituire i Consigli di Amministrazione della società principale e delle varie società che, a cascata, immagino, ci saranno. E poi massima trasparenza deve esserci sotto il profilo delle tariffe per quanto riguarda i servizi che gli utenti finali chiedono a queste società. Quello dei rifiuti, ma anche quello del gas, perché sappiamo - è di settimana scorsa la notizia - è in corso un'inchiesta della Magistratura sotto questo aspetto ed è necessario che vi sia la massima trasparenza sulle tariffe e sulle modalità con le quali vengono effettuati i conteggi del gas consumato da ciascun utente finale. C'è poi un numero che è mancato nella relazione del Sindaco: quello relativo alla raccolta differenziata dei rifiuti. Cioè è mancato un confronto tra Milano, da una parte, e Brescia o Bergamo, dall'altra, le città che sono partner in quest'operazione. Vi è una differenza, in termini percentuali, Brescia e Bergamo si attestano intorno al 41-42% di raccolta differenziata, Milano viaggia tra il 30 e il 35, a seconda delle differenti modalità di calcolo che vengono utilizzate, diciamo che quella ufficiale è del 30%, quella che fornisce il Comune è del 35, ma prendiamo per buono il 35. La necessità di lavorare, dal punto di vista industriale, per un ulteriore rilancio della raccolta differenziata dei rifiuti rappresenta un punto cardine della valutazione, che noi faremo come forza politica, sia a Brescia sia a Milano, per quanto riguarda il parere su quest'operazione. Non solo pensando alle emergenze di altre regioni, a cui assistiamo, e sicuramente non vogliamo che Milano né alcuna altra città della Lombardia o del Paese finisca in quelle condizioni, ma perché legato a quello c'è il ragionamento da fare su quali impianti sono quelli di cui c'è effettivamente bisogno. Se c'è bisogno di un secondo termovalorizzatore nell'area milanese oppure no, se invece c'è bisogno, forse, di un nuovo impianto di compostaggio nell'area milanese oppure no. Io ricordo, perché troppo spesso ci sono dei pregiudizi su questo, che il termovalorizzatore di Brescia venne autorizzato dall'assessore regionale Carlo Monguzzi, dei Verdi, nel '93, cioè non è stato autorizzato da qualcun altro, è stato autorizzato da chi, nei Verdi, in quel momento ricopriva una responsabilità di governo del territorio importante, quale quella di un Assessorato della Regione Lombardia. Questo per dire che non esistono pregiudizi, ma esiste la volontà di esaminare a fondo le scelte per capire quali sono le più razionali possibili. Quindi chiudo con un'ultima brevissima riflessione sui costi e sulle tariffe. Ci è stato detto che inciderà anche il passaggio della gestione della pulizia delle aree verdi ad AMSA, ebbene, il Comune quella cifra già la destinava, nel contratto generale della manutenzione del verde ad un altro gestore, ora, non credo che si possa dire che il Comune paga tanto quanto pagava prima il Global Service, che però non fa più la pulizia delle aree verdi, e dall'altra parte il Comune chiede i soldi ai cittadini per la pulizia delle aree verdi. O si riduce il contratto con il Global Service oppure non si aumentano le tariffe, ai cittadini milanesi, per quella voce specifica. Grazie".

 

omissis

 

martedì, giugno 05, 2007

ciclisti in piazza scala

Corriere della Sera 5 giugno di Armando Stella
La protesta davanti al Comune. «La politica è in ritardo». I Verdi: vanno aperti i marciapiedi alle bici
Le associazioni: incidenti in aumento. Il Comune: in tre anni 120 chilometri di piste riservate

«Secondo voi il messaggio è arrivato? ». Figurarsi. L'ultima domanda- provocazione al microfono raccoglie tre minuti di fischi, trombette e campanelli per le finestre chiuse di Palazzo Marino. Il popolo delle due ruote è «stanco delle promesse» e arrabbiato «perché s'insiste nella politica dell'auto a ogni costo, si lanciano proposte insensate tipo le targhe alle bici, si mettono contro ciclisti e pedoni». E invece, la santa alleanza della mobilità dolce è in piazza unita per dare l'aut aut al Comune. «I primi interventi devono partire entro il 2007», attaccano Eugenio Galli e Gigi Riccardi, presidenti di Ciclobby e Fiab. Non s'accettano più «scuse» dal Comune: «I ritardi sono pluridecennali». Dunque: subito «parcheggi sicuri» e «più zone a 30 chilometri orari per le auto». E altrettanta tempestività spinga «il piano delle piste protette» e il regolamento «che apre i marciapiedi a ciclisti e pedoni». Sono un'ottantina gli spazi abbastanza adatti, dice il Verde Maurizio Baruffi. Che ha pronta una mozione per il consiglio: «Ora si mettano i fondi».
Piazza della Scala, ore 18. Palazzo Marino è zona rossa. Transenne e poliziotti. «Hanno paura di noi...», ironizzano in molti. Vuoi vedere. Il sit-in raccoglie qualche centinaio di manifestanti in sella con volantini e striscioni. L'ala dura e pura del movimento annovera i pensionati della Onlus «CamminaMilano», bimbi in età pre-scolare, «Genitori antismog», universitari e professionisti in giacca, pedalatori di Critical Mass, comitati, Legambiente e politici. Il tono dello scontro è in una frase al microfono: «Si è perso un cane pastore con collare rosso». Appunto.
Da alcune settimane un Tavolo tecnico è al lavoro sul nuovo Piano comunale della mobilità ciclistica. Prevede: un aumento delle piste per le due ruote da 70 a 120 chilometri in 3 anni, marciapiedi per uso promiscuo, 1.326 stalli in 70 punti strategici. Così l'assessore Edoardo Croci: «Abbiamo accolto le proposte delle associazioni al Tavolo tecnico. La disponibilità della giunta s'è già concretizzata». «È vero, ma non basta», risponde la piazza. Anzitutto perché l'uso della bici «non va più penalizzato » (leggi: la campagna di multe annunciata dai ghisa). E poi, insomma, «una seria politica antismog non può prescindere dalla mobilità dolce», osserva Damiano Di Simine, presidente regionale di Legambiente (leggi: vada alle due ruote il 10% delle risorse comunali sui trasporti, come vuole l'Ue). Concordano i «Genitori antismog»: «Dal 2001 a oggi non abbiamo visto nessun risultato in tema d'inquinamento». Sulla stessa linea Ulivo, Verdi, Lista Ferrante, Pdci: «Non sono più rimandabili interventi seri per incentivare i mezzi non inquinanti e mettere in sicurezza i percorsi». Condivide a metà il presidente del consiglio comunale, Manfredi Palmeri: «La sicurezza dev'essere il criterio guida per l'amministrazione, ma va limitata la circolazione delle biciclette nelle aree più problematiche».
Problemi? Trentasette morti e 2.102 feriti tra pedoni e ciclisti nel 2006 «richiedono una risposta», urla la piazza. Un ragazzo mostra una ciambella salvatraffico, Critical Mass disegna una pista spray da Leonardo da Vinci alla Galleria. Non basta, evidentemente. Il resto, scampanella il sit-in, «tocca a Palazzo Marino». Sarà arrivato il messaggio?

 

 

La Repubblica 05 GIUGNO di STEFANO ROSSI
Fiab, Ciclobby e Legambiente chiedono strade con il limite di 30 all´ora, rastrelliere e uno specifico Piano della mobilità ciclistica
In trecento con le biciclette in piazza Scala: "Più sicurezza per le due ruote"
Verdi e Forza Italia propongono la costruzione di ottanta piste in sicurezza

Più spazio alle bici, in nome della mobilità ecologica e sostenibile, superando la contrapposizione assurda e pretestuosa fra ciclisti e pedoni. Anche se non sempre i primi sono senza macchia, «non si sa di pedoni uccisi dai ciclisti, mentre di ciclisti uccisi dalle auto ce ne sono molti, specie in questo 2007». Queste, in sintesi, motivazioni e slogan dei circa trecento amanti delle due ruote che si sono dati appuntamento ieri alle 18 in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino. Tutti sul loro cavallo d´acciaio, buono nell´occasione per far levare una sonora scampanellata all´indirizzo della giunta, che non ha ancora varato il Piano per la mobilità ciclistica, promesso per la fine di gennaio.
Tre le richieste principali dei manifestanti, così riassunte da Eugenio Galli, presidente di Ciclobby, e Luigi Riccardi, presidente Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta: «Le bici sui marciapiedi, come prevede il codice della strada. L´istituzione di strade e quartieri con velocità massima di 30 chilometri orari, perché la velocità delle auto è la prima causa di incidenti per ciclisti e pedoni. Più parcheggi per le bici, e che permettano di legare ruota e telaio insieme: quelli con la fessura non vanno bene, rischi di ritrovare solo la ruota». Commenta Carlo Montalbetti (Lista Ferrante): «Basta guardare piazza della Scala, ci sono solo sei stalli per la bici».
Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, ha rivendicato il contributo alla causa ambientale del trasporto su due ruote, chiedendo al Comune di investire nella ciclabilità «un decimo delle spese affrontate per sostenere la mobilità automobilistica». Il consigliere comunale verde Maurizio Baruffi presenterà in aula una mozione per impegnare la giunta ad autorizzare la circolazione delle bici sui marciapiedi in ottanta strade cittadine. La mozione è bipartisan, essendo stata firmata ieri da due consiglieri di Forza Italia, Baldassarre e De Pasquale. Una risposta all´iniziativa dei vigili, di una quindicina di giorni fa, di punire con 36 euro di multa i ciclisti che viaggiano sul marciapiede.
Il presidente del consiglio comunale, il forzista Manfredi Palmeri, si dice d´accordo con qualche distinguo: «È opportuno limitare la circolazione delle bici nelle aree con problemi oggettivi, potenziandola invece nel resto della città con investimenti orientati a migliorare la sicurezza delle strade e a promuovere la formazione dei cittadini».

mercoledì, maggio 30, 2007

ciclisti, non capri espiatori. lunedì 4 giugno ore 18 in piazza scala

Ciclisti, non capri espiatori.
Nelle ultime settimane a Milano si è aperto un dibattito fuorviante sulla circolazione delle biciclette in città.
E' stato annunciato un "giro di vite" nei confronti dei ciclisti che percorrono i marciapiedi per salvarsi la pelle e per non finire arrotati nel disordine e nella pericolosità del traffico cittadino.
Ovviamente nessuno pensa che i ciclisti debbano essere degli "intoccabili" se mettono a repentaglio la sicurezza dei pedoni sfrecciando sui marciapiedi, ma spostare l'attenzione su questo problema distoglie l'attenzione dal vero nocciolo della questione. Come rendere sicure le strade milanesi per consentire ai ciclisti di percorrerle in tranquillità.

Come affrontare infatti, con quali priorità, il problema della sicurezza stradale a Milano ? Come intervenire in una città che conta circa 100 morti ogni anno sulle strade ? Quali strategie mettere in campo per fronteggiare l'inquinamento da polveri sottili che rende i polmoni dei lattanti milanesi simili a una ciminiera ?

Multando i ciclisti, sembra la risposta. O mettendo una targa alle bici per non farle sfuggire all'occhio vigile delle telecamere.
 
Non liberando le strade dalle auto in doppia fila, non sanzionando i camioncini che lasciano scie di nerofumo e nemmeno multando chi posteggia l'auto sul marciapiede.
 
E' più facile trovare un capro espiatorio, una categoria debole come quella delle mamme in bici col seggiolino e il pupo davanti o degli anziani che pedalano verso il
supermercato per fare la spesa evitando di venire travolti da una betoniera che non li vede e non li rispetta.

Abbiamo aspettato un anno di governo del Sindaco Letizia Moratti per vedere qualche realizzazione a favore della bici e della sicurezza dei ciclisti in città, ora la misura è colma.

Lunedì 4 giugno, alle 18, troviamoci in Piazza della Scala per far sentire la voce dei ciclisti milanesi. Ciclisti e non capri espiatori.

Per adesioni:
bicisicura@libero.it



martedì, maggio 15, 2007

Cambia clima, vota i Verdi

Monterosso, 12 maggio 2007

Cambia il clima, vota i Verdi.

Può sembrare solo uno slogan, una propaganda elettorale. Invece è
qualcosa di più

e vorrei convincerti di questo.

Tutto sta cambiando. Il mare diventa più caldo, l'acqua scarseggia e i
fiumi sono

sempre più in secca. Il caldo inizia prima e dura più a lungo. Stiamo
assistendo al cambiamento climatico e dobbiamo organizzarci per
affrontarlo.

Ognuno può agire, ridurre gli sprechi e migliorare l'efficienza dei
propri consumi di energia e acqua. Ma molto devono fare gli enti locali
e chi governa l'Italia.

Il 27 e 28 maggio si vota per eleggere il nuovo Presidente della
Provincia di La Spezia e il consiglio provinciale.

Sono candidato con i Verdi nel tuo comune per ottenere un risultato
concreto a favore dell'ambiente, della qualità della vita, del
benessere.

La Provincia può influenzare molte scelte che riguardano l'ambiente e il
territorio, come la raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione
dell'acqua, il miglioramento del servizio di trasporto pubblico locale.
Non solo, può anche attivare contributi e incentivi per ristrutturare le
abitazioni nel rispetto del risparmio energetico. E infatti, spendere
meno di luce e di gas, produrre l'acqua calda e l'energia con i pannelli
solari, oggi è possibile; si può iniziare dagli edifici pubblici, dalle
scuole agli ambulatori, e poi passare agli alberghi e alle case private.

Insomma, con un piano energetico provinciale e anche attraverso
l'accesso agevolato ai mutui e ai finanziamenti per chi investe nel
risparmio energetico e nell'energia rinnovabile, la Provincia di La
Spezia può davvero diventare un simbolo positivo in tutta Italia.

Poi è necessario che la Provincia stringa un patto con il Ministero
dell'Ambiente – e anche per questo è fondamentale che i Verdi siano
rappresentati in Consiglio Provinciale – perché vengano investiti qui e
bene utilizzati i fondi europei e nazionali per la lotta alle frane e
perché prosegua l'opera di tutela e salvaguardia del territorio e del
paesaggio costiero e marino.

Sappiamo da tempo che vincoli e divieti devono essere accompagnati e
sostenuti da misure positive che rendano sostenibile una crescita
economica diffusa fra tanti, impedendo le speculazioni che arricchiscono
solo qualcuno.

La Provincia di La Spezia può diventare un esempio nazionale per la
riconversione ecologica del territorio e delle produzioni energetiche:
agricoltura biologica, potenziamento dei treni e del trasporto pubblico,
sviluppo della bioedilizia, pannelli solari, turismo sostenibile,
raccolta differenziata e riciclaggio dei rifiuti.

Penso a una Provincia a impatto zero, laboratorio per una strategia
nazionale di lotta al cambiamento climatico e di riduzione della
produzione dei gas serra che surriscaldano il pianeta.

Pertanto, se vuoi tutelare l'ambiente e se pensi che questo sia
importante per tutti ma che serva anche a migliorare la qualità della
tua vita quotidiana, questa volta

scegli i Verdi.

Maurizio Baruffi


p.s.: Venerdì 25 maggio, dalle ore 18, ti aspetto da Eliseo, in Piazza
Matteotti 3, a

Monterosso per un brindisi e una chiacchierata.

Per ogni altra curiosità o richiesta di informazioni e approfondimenti
sono a tua

disposizione al numero 3355803112 oppure all'indirizzo di posta
elettronica

mbaruffi@fuoriluogo.it


Maurizio Baruffi, 39 anni, giornalista. Milanese. Frequento Monterosso
ormai da diversi anni. Amo le Cinque Terre e il Golfo dei Poeti.

Col tempo ho imparato ad apprezzare questo angolo di terra e di mare (e
di vino....), così unico grazie alla capacità dei suoi abitanti di
renderlo ospitale mantenendolo autentico.

Sono attualmente Capogruppo dei Verdi al Consiglio Comunale di Milano e
sto collaborando con il Ministero dell'Ambiente. In passato ho lavorato
per il Ministero della Giustizia, per l'Ufficio di Presidenza della
Camera dei Deputati oltre che per numerose testate giornalistiche e
radiofoniche.


mbaruffi@fuoriluogo.it - www.ilbaruffi.it - 335.58.03.112