lunedì, novembre 23, 2009

Entro nel PD perchè sia il partito della "green economy"

Oggi pomeriggio a Palazzo Marino annuncerò il mio passaggio al gruppo del PD. E' sempre antipatico cambiare casacca e non lo faccio a cuor leggero. Penso di trovare un luogo dove sia possibile dare maggiore concretezza alle ragioni di chi vuole che la "green economy" non sia solo una speranza o un annuncio pubblicitario. I Verdi in Italia hanno avuto 20 anni per provare a decollare e a fare come in Francia o in Germania, ma non ci sono, non ci siamo, riusciti. Per me è tempo di voltare pagina e lavorare per realizzare un'alternativa democratica in Italia e una concretezza ecologista nelle scelte del PD. Lascio un partito fatto di persone oneste e per bene, guidato in modo scriteriato per troppi anni da leader arruffoni e inconcludenti. Saluto e ringrazio chi mi accoglie nel PD con simpatia, pronto a mettere passione ed energia (rinnovabile) nelle battaglie che verranno.

giovedì, novembre 19, 2009

Faccio il test del capello da antiproibizionista, contro le ipocrisie

"Oggi farò il test del capello da antiproibizionista contro ogni ipocrisia". Così il consigliere dell'opposizione, Maurizio Baruffi, interviene riguardo al test antidroga proposto domani ad assessori e consiglieri nell'infermieria di palazzo Marino. "Ho sempre detto che nei confronti del consumo di cannabis - dice Baruffi - non debbano esserci proibizioni o penalizzazioni, fatto salvo che non si debbano mettere a rischio altri mettendosi alla guida sotto effetto del fumo, come dell'alcol. Il test e' una buffonata e vi partecipo per dimostrarne l'inutilità". (da ominmilano)

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martedì, novembre 10, 2009

Droga. Rafforzare Sert e ripristinare scambiasiringhe

(OMNIMILANO) Milano, 06 nov - "Sprecare denaro pubblico nel'illusione di creare un mondo senza droghe è sbagliato. Meglio rafforzare i Sert, le politiche di riduzione del danno e, a fronte del rilancio dell'uso di eroina, rimettere in funzione le macchinette scambiasiringhe". Così il consigliere dell'opposizione a palazzo Marino, Maurizio Baruffi, interviene su quanto emerso oggi in commissione Salute in Comune.

"A Milano - dice Baruffi - siamo sempre senza macchina scambiasiringhe", ricordando una interrogazione presentata il 22 ottobre scorso sull'argomento. Nel documento Baruffi, in
riferimento alla decisione del Comune di chiudere il servizio di macchine scambiasiringhe nel settembre 2007, ribadisce che "il servizio, attivato negli anni '90 da una giunta di centro-destra, aveva sicuramente contribuito a ridurre i rischi legati allo spargimento di siringhe potenzialmente infette, a limitare quindi quella che periodicamente diventa emergenza. La
riduzione del danno è uno dei quattro pilastri su cui si basa la politica europea in materia di droghe, recepita dall'Accordo tra il Governo, le regioni (Lombardia compresa) e le province
autonome sul documento "Piano italiano d'azione sulle droghe" (vedi Gazzetta Ufficiale del 15 febbraio 2008). La riduzione del danno è recepita anche nei Lea (Livelli Essenziali di
Assistenza) fissati dal Ministero della Salute. Le macchinette hanno erogato nel passato una media di 70mila siringhe all'anno, di cui una percentuale tra il 65 e il 70% derivante dallo
scambio siringa usata - siringa pulita per un totale di 470mila siringhe erogate in 12 anni. Questo piccolo progetto di riduzione del danno era uno dei migliori d'Europa, inserito in
un sistema di servizi a bassa soglia che, nonostante l'incertezza cronica dei finanziamenti, funzionava bene (259.518 contatti di tossicodipendenti con gli operatori, 1.483.438 siringhe sterili distribuite in tutta la Lombardia tra il 2004 e il 2006, di cui più di un milione restituite)". Baruffi nell'interrogazione chiede "se l'assessore intenda prendere in considerazione una ripresa del progetto sul territorio milanese in particolare nei luoghi critici situati nelle vicinanze dei
Sert".

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venerdì, ottobre 23, 2009

I tanti "omissis" della Moratti in aula

INTERVENTO IN BOZZA
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
DEL 21 OTTOBRE 2009

RELAZIONE DEL SINDACO MORATTI: “IL LAVORO SVOLTO DALLA GIUNTA NEI TRE ANNI”.

Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie Presidente. Pochi minuti per poche cose; la prima, forse la più rilevante. Spero che l’Assessore al Bilancio e alle Partecipate, che è qui, bilancio e basta, le partecipate le ha sempre il Sindaco, la possa riferire al Sindaco perché, tra le cose che il Sindaco non ci ha detto, è stato il destino che avrà a Milano l’area dell’ortomercato, cioè ha omesso di dirci sia che cosa ha fatto in questi tre anni per quell’area e per quella società SOGEMI e sia quello che accadrà in futuro.
Io so, e voglio ricordarlo al Sindaco, anche se non è in Aula, che quando si candidò a Sindaco andò all’ortomercato e parlò con gli operatori e promise loro che l’ortomercato non sarebbe più stato trasferito, come era nei programmi della giunta Albertini e nei piani industriali fatti dagli amministratori della società ai tempi della giunta Albertini, ma che si sarebbe intervenuto per lasciare lì l’ortomercato ristrutturarlo, renderlo moderno e renderlo capace di affrontare i problemi.
Allora, a me pare che dopo tre anni siamo a zero su quel fronte, forse siamo sottozero, nel senso che le cose sono peggiorate; sono girate tante voci sui destini di quelle aree e si è parlato a lungo della città del gusto nell’ambito dei progetti per Expo.
Mi pare che siamo al punto di non ritorno rispetto anche alla crisi finanziaria e al bilancio di SOGEMI.
Io ho l’impressione che se non si interviene alla svelta perché sia fatta chiarezza su quell’area, su SOGEMI e sul modo in cui il Comune intende intervenire per ricapitalizzare SOGEMI; se non si interviene per chiarire che la plusvalenza generata dalla creazione della SOGEMI 2 e dal trasferimento delle aree a SOGEMI 2 per la realizzazione della città del gusto è una situazione di maquillage finanziario ma non ha le gambe per andare avanti; se non si interviene in fretta, io penso che gli amministratori di SOGEMI saranno costretti a portare i libri in Tribunale, e non vorrei che avessimo un secondo caso Zincar, di proporzioni però ben più rilevanti, che questa città si dovesse trovare ad affrontare.
Allora, mi auguro che qualcuno nei banchi della Giunta se ne faccia carico.
La seconda cosa riguarda invece il bike sharing, quello che a tutti gli effetti può essere definito un successo di questa Amministrazione, anche grazie alla spinta ricevuta in quella direzione dalle associazioni, dai ciclisti milanesi, da chi l’ha chiesto con forza.
Ebbene, sul bike sharing però c’è un problema che forse conosce bene l’assessore Croci, che è qui presente, e cioè il fatto che, siccome in questo Comune - come diceva prima il collega De Pasquale - i settori a volte non si parlano, noi abbiamo stipulato un contratto attraverso ATM, con la società che fornisce il servizio del bike sharing, nel quale si prevede che la contropartita per i costi di gestione del servizio sia data dalle installazioni pubblicitarie.
Sappiamo che il settore pubblicità non rilascia le autorizzazioni; sappiamo che il rischio che abbiamo di fronte, l’inverno magari ci aiuterà a superare il momento di crisi, ma che abbiamo di fronte per la prossima primavera se non si sblocca la situazione, è che chi gestisce oggi il servizio del bike sharing non sia più in grado di gestirlo, a fronte del fatto che il Comune in questo momento, o meglio ATM, ma il Comune dall’altra parte, deve un sacco di soldi a chi ha gestito il servizio in tutti questi mesi e lo sta facendo a fronte della mancanza della contropartita data dalle installazioni pubblicitarie.
Allora, se non si vuole rovinare anche questo, come si è rovinato Ecopass, forse qualcuno se ne dovrebbe fare carico in maniera molto decisa e con tempi molto rapidi.
Terza cosa, sui parcheggi.
Mi pare che il Sindaco abbia scelto di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, e cioè: affrontare una situazione qui, lasciarne partire un’altra là, si risolve forse la Darsena ma si vuole aprire non solo quella di Sant’Ambrogio di ferita ma anche quella di via Palestro e di via Marina, e quella di piazzale Libia.
Allora, tra gli obiettivi di questa Amministrazione c’era il nuovo Piano Urbano dei Parcheggi; sono passati tre anni, il nuovo Piano Urbano dei Parcheggi non è stato presentato. Siamo in forte ritardo, forse qualcuno se ne deve fare carico, perché non è che su quel tema non si può continuare a sfogliare la margherita o a sfogliare il carciofo visto che si tratta di tante spine, ma bisogna assolutamente fare un nuovo Piano Urbano dei Parcheggi che dia il senso di quello che questa Amministrazione vuole fare, se accontentare qualcuno in qualche circostanza, perché questo torna utile dal punto di vista politico – elettorale, o se invece decidere una revisione radicale del Piano Urbano dei Parcheggi che era faraonico, che era sbagliato nelle localizzazioni e che spesso è stato sbagliato anche nelle procedure di applicazione.
Chiudo con l'ultima cosa. Il Sindaco ha citato una quantità infinita di premi che Milano ha ricevuto negli ultimi mesi, su varie questioni, soprattutto sui temi della mobilità, io dico solo: facciamo attenzione a non dare eccessiva enfasi, perché la convegnistica e l’industria dei premi che ormai vede coinvolte svariate istituzioni, enti, istituti universitari, è una pratica molto diffusa, ma poi dietro a questi premi di facciata la sostanza va misurata quotidianamente sugli effetti che sulla città si producono rispetto alle scelte che vengono compiute”.

domenica, ottobre 18, 2009

voterò alle "primarie" del PD

Domenica 25 ottobre voterò alle "primarie" del PD e voterò per Ignazio Marino. Per provarci. Per provare a prendere e a ridare fiato. Per continuare a lavorare per una società più giusta, per un ambiente più pulito, per uno sviluppo equilibrato. Per trovare, in un mare più grande, quei tanti che parlano la stessa lingua degli ecologisti e che, magari, non sono neanche mai stati Verdi.

Voterò da cittadino preoccupato per la profonda crisi che attanaglia la nostra democrazia e da cittadino fiducioso nella possibilità di costruire un'alternativa culturale, valoriale e politica alla spirale populista e reazionaria che ci ammorba ogni giorno di più.

E' in atto una deriva etica di proporzioni inaudite e si moltiplicano i segnali per cui l'uscita dalla crisi economica e sociale di questi mesi rischia di essere costellata dall'aumento delle diseguaglianze, dalla riduzione delle pari opportunità in campo socio economico e in quello dei diritti civili, dall'aggravamento dei problemi strutturali che affligono l'economia e la competitività dell'Italia e, non ultimo, dalla continua aggressione nei confronti dell'ambiente con le scelte per il nucleare, per le grandi opere inutili, per i "piani casa" che consentono di costruire nelle aree protette.

Solo in Italia - non in Giappone, non in California - terremoti di proporzioni non catastrofiche riescono a uccidere perchè si è costruito e si costruisce nella totale noncuranza delle norme antisismiche. Solo in Italia - non in Gran Bretagna, non in Germania - i comportamenti privati più disinvolti, spregiudicati e ipocriti, le volgarità da cabaret di quart'ordine, la prevalenza del familismo affondano nel ventre molle di una opinione pubblica distante, sfiduciata e indifferente. Solo in Italia - quasi come nell'Argentina del crack - la crescita del debito pubblico, la complicità con gli evasori fiscali e la compiacenza verso i gruppi economico-finanziari amici rende squilibrato e difficile fare impresa e agire in regime di vera concorrenza. E ancora, solo in Italia, la flessibilità sul mercato del lavoro viene interpretata come una rete di salvataggio per le furbizie dei datori di lavoro e sempre e solo in Italia le politiche sull'immigrazione sono così pesantemente condizionate dagli "imprenditori della paura" e da un impianto ideologico e culturale razzista.

In questo quadro la risposta politica che è stata messa in campo dal congresso dei Verdi non è nè sufficiente nè adeguata. Non mi convinceva l'opzione di Sinistra e Libertà ma neanche quella identitaria dei Verdi. E' vero che un piccolo partito, con un marcato accento culturale e tematico, può vivere, trovare consensi e addirittura condizionare positivamente aggregazioni più ampie. Ma questo è il percorso che i Verdi hanno già compiuto negli anni '80 e '90, senza riuscire mai a decollare, anzi, smarrendo progressivamente per strada quella funzione di egemonia culturale sui mondi di quanti - associazioni, piccoli imprenditori ante litteram della green economy, forze culturali critiche e creative del sistema di sviluppo - parlavano il nostro stesso linguaggio.

E' troppo tardi. Il treno è passato e noi lo abbiamo perso.

Oggi, proprio di fronte alla crescita nella società, nell'economia, negli stili di vita, nell'opinione pubblica, di segmenti che hanno fatto proprio il linguaggio visionario e concretissimo della qualità della vita, della crescita equilibrata, della tutela delle biodiversità, della partecipazione e della democrazia diffusa, la risposta politica di una costituente ecologista che abbia come polo di attrazione il partito dei Verdi (il partito del NO, dall'immagine sporcata senza rimedio dai rifiuti di Napoli e dall'approccio litigioso e inconcludente) è, a mio parere, velleitaria.

Pensare ai Verdi come attrattori dei grillini e degli ecodem, dei radicali o dei socialisti e di quanti oggi magari sentono in dubbio il cammino di sinistra e libertà, mescolando a caso nuovi fondamentalismi e ambientalismo di governo. Non c'è in Italia un Cohn Bendit e non c'è nemmeno una classe dirigente omogenea e solidale come quella dei verdi tedeschi. Per questo temo che la girandola della nuova ed ennesima costituente ecologista (nel 1999/2000 ce ne fu una a guida Francescato dopo il tonfo delle europee, Pecoraro ne aveva lanciata un'altra a Genova a maggio del 2007, chi se lo ricorda ?) finisca nella confusione e in una nuova macedonia elettorale per le prossime regionali.

E così domenica prossima vado a votare Ignazio Marino alle "primarie" del PD.

mercoledì, ottobre 14, 2009

L'Italia medievale

Mentre nel paese aumentano le aggressioni violente contro gli omosessuali in Parlamento la destra e i fondamentalisti religiosi (Binetti, UDC) affossa al primo colpo il disegno di legge contro l'omofobia. Intanto pochi giorni fa Obama ha rinnovato il suo impegno per ridurre le discriminazioni e le ipocrisie che penalizzano gli omosessuali negli USA. Ma quando e come finirà il nostro medioevo ?

venerdì, ottobre 09, 2009

Zonizzazione acustica: al via la fase delle osservazioni

Lo scorso 29 settembre abbiamo affrontato con il prezioso contributo dell'esperto in acustica Folco De Polzer i tratti generali del piano di zonizzazione acustica predisposto dalla Giunta e adottato dal Consiglio Comunale lo scorso luglio.

Il piano è ora sottoposto alle osservazioni dei cittadini (il termine ultimo per il deposito è il 2 novembre) e dovrà poi tornare all'esame dall'Aula di Palazzo Marino per l'approvazione definitiva. Per proseguire nel lavoro ci ritroveremo nuovamente giovedì 22 ottobre in una sede ancora da stabilire, alle ore 21.

Il piano è disponibile on line a questo indirizzo:
http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/Ho%20bisogno%20di/Ho%20bisogno%20di/Classificazione%20Acustica%20del%20Territorio%20del%20Comune%20di%20Milano&categId=com.ibm.workplace.wcm.api.WCM_Category/IT_CAT_Bisogni_09/69896100446e01acba81bbd36d110d8a/false&categ=IT_CAT_Bisogni_09&type=content&styleSize=defautSize&styleColor=defautColor#allegati

Questa fase è cruciale perchè più le osservazioni saranno ben costruite più cresceranno le possibilità di una revisione dei molti punti deboli del piano. Costruire bene le osservazioni significa lavorare sia sugli aspetti generali (i criteri su cui si fonda il piano), sia su quelli particolari (relativi alla collocazione di un determinato isolato in una fascia o in un'altra etc etc).

Il nostro obiettivo è quello di migliorare il piano sinora adottato e spingere perchè vengano effettuati i programmi di risanamento acustico necessari.

Il lavoro da fare è quello di costruire obiezioni che partendo dal recettore sensibile inquadrino la classificazione in ambito più complessivo, evitando così che le osservazioni possano essere facilmente respinte dagli estensori del piano. Infatti potrebbe non essere sufficiente contestare l’utilizzo elevato delle classi 3 e 4, o chiedere il rispetto totale della fascia 1 dei recettori sensibili perchè le osservazioni di questo tipo potrebbero essere respinte perché incoerenti con i criteri adottati nella stesura del piano.

Ci sono alcuni punti delicati nei criteri generali che sono stati stabiliti, con riferimento particolare alle tabelle di partenza secondo cui vengono classificate le porzioni di città prevalentemente residenziali rispetto a quelle industriali etc etc. Vi è poi il tema della classificazione stradale, visto che poi il traffico è ritenuto la principale sorgente di rumore da risanare. Un terzo aspetto è quello dei recettori sensibili che sono stati richiamati in più interventi (ospedali, RSA, scuole, parchi medio/piccoli, e alcuni quartieri della periferia).

Su questi punti di carattere generale concentreremo le osservazioni che presenteremo direttamente noi consiglieri comunali. Un esempio è la frase che troverete in fondo ai modelli di osservazioni puntuali allegati.

Vi è poi il punto della costruzione delle osservazioni più particolari per le quali forniamo un fac simile e un paio di spunti su cui speriamo si possano produrre il maggior numero di osservazioni pertinenti possibile.

Parte di dettaglio: bene insistere su classe I ai ricettori sensibili. Un esempio da estendere è: Policlinico, Mangiagalli, altri padiglioni più a est, scuola dei padri Barnabiti, giardino della Guastalla. E' un'area ampia che giustifica un'intera classe I. Nella parte generale sarà sostenuta da un elenco di priorità sul tipo di uno già presente nel decreto 29/11/2000 sul risanamento delle infrastrutture di trasporto. Vale a dire che prima gli ospedali, poi le scuole, poi le abitazioni.

Altro caso: quartieri residenziali da definire in II classe, usando fasce di decadimento nella parte esterna.

Restiamo a vostra disposizione per ulteriori informazioni e chiarimenti.

Maurizio Baruffi
Marco Cormio

Qui trovate il modulo per le osservazioni dei privati cittadini:
http://www.ilbaruffi.it/archivio/moduloosservazionizonizzazioneacustica.doc

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lunedì, ottobre 05, 2009

ecopass, multe e condoni

Omnimilano-ECOPASS,BARUFFFI (VERDI): MULTE? SCUDO ESATTORIALE ALLA MILANESE(OMNIMILANO) Milano, 05 ott -

"Dopo lo scudo fiscale alla romana arriva lo scudo esattoriale alla milanese". Così il capogruppo dei Verdi a palazzo Marino Maurizio Baruffi commenta il via libera al condono delle multe del primo anno di ecopass deciso oggi dal vertice del Pdl.

mercoledì, settembre 09, 2009

Io ho firmato, e tu?

L'APPELLO DEI TRE GIURISTI
http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&idappello=391107
L'attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l'ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l'opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un'eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c'è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.

Invece, si batte la strada dell'intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di "cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell'informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.

Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d'informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.

Franco Cordero
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky

martedì, luglio 28, 2009

Expo: trasparenza per le assunzioni, sul masterplan e sui festival tematici

Sono intervenuto ieri in Commissione Expo a Palazzo Marino chiedendo informazione e trasparenza sulle modalità di assunzione del personale nella società di gestione di Expo 2015. Ecco il sunto dell'intervento:

"Credo sia interesse di tutti sapere quali sono le modalità con cui verranno assunte le persone che lavoreranno per Expo, perchè prevalgano i criteri del merito e dell'efficienza su quelli delle affinità o delle conoscenze.

Sarà poi utile fare luce sui motivi che hanno spostato la regia del Festival dell'Ambiente verso la Regione e capire come mai sembra sparito il Festival dell'alimentazione.

Infine dobbiamo capire se questa commissione potrà dare suggerimenti e indirizzi prima della redazione del masterplan dell'area Expo o se il Consiglio Comunale di Milano sia destinato solo a ratificare accordi presi in altre sedi".

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giovedì, luglio 16, 2009

Trasparenza: presto on line i redditi dei consiglieri comunali


Grazie all'odg presentato da Baruffi e Talia e approvato all'unanimità dal Consiglio comunale di Milano da settembre al via l'operazione trasparenza sul sito web del Comune.

Vai al documento approvato

Scarica l'articolo del Giorno del 10 luglio in formato pdf
Scarica l'articolo di DNews del 10 luglio in formato pdf
Scarica l'articolo del l'Avvenire del 10 luglio in formato pdf
Scarica l'articolo di Libero del 10 luglio in formato pdf

Le foto della conferenza stampa: immagine 1 - immagine 2

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mercoledì, luglio 08, 2009

Climate change: come attrezzare Milano?

MALTEMPO,OSSERVATORIO: È STATO NUBIFRAGIO, NON SUCCEDEVA DA 10 ANNI

(OMNIMILANO) Milano, 07 lug - E' stato tecnicamente un nubifragio a tutti gli effetti quello che si è abbattuto stamani sulla città. Tra le 5.30 e le 9.40 sono caduti 87 millimetri di pioggia, ma a sorprendere, spiega l'Osservatorio meteorologico di Milano Duomo, è stata la precipitazione tra le 6 e le 6.30 di stamani: 44,6 mm, superata quindi la soglia di 40 mm in mezzora sopra la quale si puo' parlare di nubifragio. Il precedente nubifragio risale al 17 settembre 1999 quando caddero in mezzora 42,6 mm. L'ultimo caso superiore a oggi è il 4 settembre 1998 quando caddero in mezzora 52,3 mm. red

IL NUBIFRAGIO DI OGGI E' UN SEGNO DEL CLIMATE CHANGE
BARUFFI (VERDI): COME ATTREZZARE MILANO ?

Il nubifragio di questa mattina è un evento eccezionale che non si ripeterà per i prossimi 10 anni o un segno del cambiamento climatico ? Forse è opportuno che si rifletta seriamente su questo argomento, anche a Palazzo Marino. Molti autorevoli metereologi sostengono che l'estremizzazione dei fenomeni climatici che si verificano nel nostro paese sia indice di un cambiamento in atto più complessivo.

Di fronte a questo il dibattito di una città come Milano non deve limitarsi alla sacrosanta denuncia della manutenzione inefficiente di tombini e collettori fognari o alla constatazione che le infrastrutture deboli e a rischio di allagamento sono sempre le stesse.

Bisogna adeguare le risposte ai cambiamenti in atto, innanzi tutto invertendo la tendenza alla sempre maggiore impermeabilizzazione dei suoli, riducendo le emissioni climalteranti e rafforzando le azioni di monitoraggio delle fognature e riducendo l'esposizione al rischio delle strutture nevralgiche come la metropolitana, il passante o la nuova (sic !) stazione centrale.

Almeno che la nevicata di gennaio e il nubifragio di luglio servano a formare consapevolezza e scelte responsabili per il futuro.

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martedì, luglio 07, 2009

Anagrafe pubblica degli eletti: l'odg approvato all'unanimità

Dichiarazione di Maurizio Baruffi, consigliere comunale dei VERDI e primo firmatario dell’O.d.G. e di Valerio Federico, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani e dell’Ass.E.Tortora Radicali Milano:

“Ringraziamo tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione per aver avvicinato gli eletti ai cittadini con un atto concreto. L’Ordine del Giorno approvato prevede che entro il termine perentorio di 6 mesi sul sito del Comune siano disponibili, e facilmente consultabili, per ciascun eletto e componente di Giunta: le nomine in società a partecipazione pubblica o controllate, gli emolumenti percepiti a qualunque titolo, le presenze ai lavori istituzionali, gli atti presentati e l’archivio audio/video degli interventi effettuati. Dal sito si dovrà poter anche accedere all’elenco delle proprietà immobiliari del Comune e loro destinazioni d’uso, a tutte le informazioni che riguardano gli incarichi esterni e agli emolumenti dei consiglieri di amministrazione delle società controllate. Si tratta di una svolta necessaria che restituisce nobiltà alla politica”

Nei prossimi giorni ne daranno notizia in una conferenza stampa i Radicali e il consigliere Baruffi insieme al Presidente del Consiglio Comunale e ad alcuni consiglieri firmatari, qui trovate il documento approvato all'unanimità il 25 giugno 2009.

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martedì, giugno 30, 2009

Zincar: un buco di quanti milioni di euro?

Oggi pomeriggio si terrà un consiglio comunale straordinario sul caso Zincar.
Qui sotto due lanci di Omnimilano sull'audizione di Gabriele Albertini e sul caso della manutenzione degli scooter elettrici dei vigili oggetto di una mia interrogazione, qui invece l'articolo di Repubblica Milano.

ZINCAR, OPPOSIZIONE CHIEDE AUDIZIONE GABRIELE ALBERTINI
(OMNIMILANO) Milano, 29 giu - L'audizione dell'ex commissario straordinario al Traffico, Gabriele Albertini, sulla situazione di Zincar. La chiede l'opposizione a palazzo a palazzo Marino, al termine dell'audizione della società di revisione dei conti PricewaterhouseCoopers e del collegio dei sindaci di Zincar in commissione Bilancio.
Per l'opposizione è necessario chiarire se l'acquisizione delle quote di controllo della società da parte del Comune nel 2005 è stata precededuta da una due diligence: "E' importante - ha detto Maurizio Baruffi, capogruppo dei Verdi - sentire il commissario al Traffico, Gabriele Albertini, perchè ci dica se è stata fatta una due diligence prima dell'acquisizione e quali erano le idee sue e dell'allora assessore alla Mobilità, Giorgio Goggi, sulla società". Per il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, "il dato che potrebbe confermarsi è che il Comune nel 2005 ha acquisito una società con un buco già di 7 milioni", così come per Davide Corritore, del Pd "occorre chiarire come sono stati certificati i bilanci 2003 e 2004, prima del passaggio al Comune, e quanto valeva questa società nel 2005, quando l'amministrazione l'ha acquisita". Chiarimenti a cui la società di revisione non ha potuto dare risposta: "Non sappiamo se sia stata fatta una due diligence nè cosa sia stato fatto quando il Comune ha acquisito la maggioranza. L'ostacolo che abbiamo incontrato nel nostro lavoro è stato nel definire come si sia creata negli anni questa differenza fra il valore delle commesse e i costi sottostimati. Il sistema di controllo non ci ha permesso una stima ragionevole e a questa domanda non siamo in grado di rispondere, anche se era tra gli obiettivi del nostro lavoro". Una "grossa delusione", quanto riferito dai revisori oggi per Basilio Rizzo, della Lista Fo: con questa relazione non abbiamo le risposte che ci attendevamo".
Riguardo alla richiesta di audizione di Albertini l'assessore al Bilancio, Giacomo Beretta, ha spiegato che "abbiamo chiesto al commissario gli atti di ogni singola commessa. Stiamo cercando di capire perchè i costi sono lievitati e perchè Zincar non ha mai detto che non riusciva a sostenere i costi di quelle commesse. Non abbiamo nessun problema a chiedere conto agli eventuali responsabili, anche se della maggioranza".

ZINCAR, VERDI: "CHIARIMENTO SU MANUTENZIONE MOTORINI VIGILI"
(OMNIMILANO) Milano, 29 giu - Fra gli aspetti da chiarire nella vicenda Zincar anche il tema del "ripristino dei motorini elettrici della polizia municipale". Il problema e' stato sollevato in commissione Bilancio a palazzo Marino dal capogruppo dei Verdi Maurizio Baruffi. Tra i costi indicati nella relazione come "con nessuna correlazione con le commesse" anche quelli relativi alla manutenzione dei motorini elettrici della polizia locale. "Su questo tema ho presentato una
interrogazione lo scorso anno - ha spiegato Baruffi - e il comandante dei vigili, Emiliano Bezzon, rispose che del ripristino dei motorini era incaricata la Zincar. Allora perche' per i revisori ne parlano come costi "senza nessuna connessione con le commesse"? Una incongruenza su cui fare chiarezza. Come funzionavano le cose in Comune? E' un'incongruenza clamorosa che lascia il dubbio che, quantomeno, ci sia stata un po' di confusione. Si chiarisca - ha detto Baruffi - chi ha deciso che Zincar si occupasse di aggiustare i motorini. E se c'e' un atto di affidamento, perche' i revisori non ne sono a conoscenza?".

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giovedì, giugno 25, 2009

Milano censura la riduzione del danno

Proprio mentre comincia a scricchiolare l'apparato della war on drugs, il Comune di Milano introduce nella discussione del Piano di zona ‘il recupero integrale della persona’ tossicodipendente. Baruffi: "il Comune di Milano ha scelto di chiudere i ponti nei confronti di quella parte del mondo del volontariato e del Terzo Settore che adotta la riduzione del danno, chiedendo un’adesione di carattere ideologico ad un’altra visione del mondo, che è quella rappresentata da San Patrignano e dal mondo che fa riferimento a San Patrignano." Per il consigliere comunale infatti "è un grave errore perché riduce un approccio, che potrebbe essere laico ed aperto alle sperimentazioni ed alla comprensione dei metodi diversi che esistono in dottrina ed in letteratura, ad una visione ideologica."
Ecco l'intervento in aula.

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mercoledì, maggio 13, 2009

grattacieli sui binari ?

La trasformazione delle aree ferroviarie dismesse e in dismissione e il potenziamento del sistema ferroviario milanese.

http://www.comune.milano.it/dseserver/WebCity/documenti.nsf/0/1d0ae9d34f7df11dc125755800525780?OpenDocument

Lunedì 18 maggio alle ore 18 presso la sala PUNTO-EXPO al mezzanino del Passante Ferroviario Stazione FS Milano-Garibaldi si terrà il FORUM PUBBLICO per la Valutazione Ambientale Strategica dell'Accordo di Programma in variante al Piano Regolatore Generale per le aree ferroviarie dismesse e in dismissione di Milano.

Si tratta della procedura pubblica e partecipativa che dovrebbe coinvolgere i cittadini sul destino di circa 1,5 milioni di metri quadrati di aree situate in zone centrali e strategiche di Milano.

Finora il Comune ha deciso di tenere le cose sotto silenzio, perchè nessuno disturbasse i manovratori. Ma forse è il momento di rompere questa cappa e di mobilitarsi per capire cosa succederà, quali saranno le contropartite per la città di una gigantesca operazione immobiliare che non può e non deve essere l'ennesima speculazione finanziaria/cementificatrice sul territorio di Milano.

venerdì, maggio 08, 2009

ospedali che si spostano

6 maggio 2009
Delibera N/243 - Ratifica, ai sensi e per gli effetti dell’art. 34 del Decreto Legislativo 18.8.2000 N. 267 e dell’art. 6 della L.R. 14.3.2003, n. 2, dell’adesione del Sindaco all’accordo di programma di promozione regionale finalizzato alla localizzazione della nuova Citta’ della Salute, della ricerca e della didattica, concernente la realizzazione del nuovo Istituto Nazionale Neurologico ”Carlo Besta” e del nuovo Istituto Nazionale per lo studio e la cura dei tumori di Milano, nell’area compresa tra l’Azienda Ospedaliera Sacco, l’autostrada Milano-Venezia e il confine del comune di Novate Milanese, comportante variante al P.R.G. vigente.
omissis
Il Presidente Palmeri dà la parola al consigliere Baruffi.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“La ringrazio, Presidente. Io devo dire che il collega Landonio ha già espresso bene alcuni aspetti di forte perplessità su questa delibera. Voglio tornare sul punto iniziale, su cui aveva posto la questione pregiudiziale, perché l’Assessore ha dato una risposta, come dire, strettamente burocratica, dicendo che andiamo a vedere una delibera che tocca di là la destinazione urbanistica… Detto da uno che ogni volta che parla di questa città dice che bisogna parlare in termini di visione, che bisogna togliere i vincoli, che bisogna ragionare complessivamente, mi pare di vedere dottor Jekyll e Mister Hyde all’opera. Io so che l’Assessore non pensa burocraticamente alla città ed alla destinazione urbanistica, ha un pensiero che io spesso non condivido, perché lo trovo, come dire, eccessivamente lanciato verso lo sviluppo in termini di cementificazione, ma capisco che esiste…”.
Il Presidente Palmeri così interviene:
“Consigliere Baruffi, scusi, qualcuno può rispondere al telefono?”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“C’è un telefono che squilla. Come si dice sui treni: siete pregati di abbassare la suoneria per non dare disturbo agli altri viaggiatori”.
Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie. Proseguiamo il viaggio, consigliere Baruffi. Prego”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“No, ma… insomma, io voglio dire questo, adesso. L’assessore ha dato prima una risposta, ripeto, che non mi convince nei contenuti, sugli aspetti… che io volevo sollevare chiedendo quell’informazione che gli uffici hanno, e che solo la pigrizia degli uffici, nel non rispondere a Consiglieri che non sono considerati degni della loro attenzione, fa sì che oggi non ci sia qua quell’informazione scritta. Perché quando un Consigliere chiede, in Commissione, una settimana o dieci giorni fa, quand’era, di conoscere chi sono i proprietari delle aree sulle quali insistono oggi le attività a Città Studi del Besta e dell’Istituto dei Tumori, ed in Commissione gli si risponde: mi pare che siano di proprietà delle Fondazioni. Va bene, caro funzionario del Comune di Milano, se ti pare verificalo e dimmelo con certezza, ed io sono contento e felice e tu hai fatto bene il tuo dovere di funzionari, di tutti, e non solo di una parte. Questa cosa purtroppo non è successa, nonostante ieri in Commissione io abbia reiterato al Presidente della Commissione questa richiesta, e nonostante, come dire, l’approccio, tra virgolette, burocratico, dato in quella risposta dall’Assessore, possa far pensare che non vi sia nesso fra le due questioni. Ma il nesso c’è, perché se noi stiamo ragionamento di uno spostamento della gran parte delle attività di due poli sanitari di primaria importanza, quale il Besta e l’Istituto dei Tumori, non è che possiamo far finta di essere Biancaneve o Alice nel Paese delle Meraviglie e non chiederci cosa succederà poi su quelle aree di Città Studi che, di fatto, in gran parte si libereranno, e Landonio prima lo diceva chiaramente, esiste un piano economico finanziario per cui quest’operazione regge se su quelle aree si sviluppa un’operazione di carattere urbanistico immobiliare tale per cui ci siano delle disponibilità di denaro che consentano la realizzazione dei nuovi poli sanitari nell’area del Sacco. Allora non è che non esiste collegamento fra le due questioni. Esiste, è evidente, e su questo sarebbe bene che quest’Aula dibattesse avendo tutti gli elementi di conoscenza necessari a disposizione. Poi è chiaro che la nostra è una variante urbanistica che riguarda il Sacco e non stiamo discutendo oggi della variante che riguarderà, fra qualche anno, le aree di Città Studi, dove forse qualcuno andrà a costruire nuovi edifici al posto degli ospedali, questo non lo sappiamo ancora, né, come dire, è auspicabile che quella sia la direzione che verrà presa. Io credo che sia auspicabile che rimanga una vocazione di carattere pubblico molto forte, su quelle aree, che, così com’è scritto nell’accordo di programma, vegano mantenuti dei presidi sanitari non di facciata, perché nell’accordo di programma si dice che: rimarranno dei presidi sanitari. Ovviamente non li si quantifica, non li si descrive, non si capisce se rimarrà un ambulatorio o rimarranno in piedi 100 posti letto, non si capisce cosa succederà. Allora ammettiamo che, com’è probabile, quelle aree in gran parte si liberino e quindi vi siano delle aree di proprietà pubblica, perché stando all’ipotesi formulata in Commissione Urbanista, cioè che i proprietari di quelle aree – ipotesi formulata e non verificata, perché appunto gli uffici non sono riusciti a farlo in una settimana - ma ammettiamo che quell’ipotesi sia vera, e cioè che la proprietà di quelle aree sia delle Fondazioni, Besta ed Istituto dei Tumori, siamo ancora nel campo delle proprietà pubbliche, rispetto alle quali il Comune di Milano può esercitare un ruolo forte, di pressione, perché vi siano funzioni pubbliche che vanno ad insistere o andranno ad insistere, in futuro, su quelle aree. Ed allora il ragionamento è: capire quali funzioni pubbliche. Può essere utile una funzione pubblica sanitaria che venga mantenuta, una funzione di ricerca. Io ricordo ai colleghi che magari conoscono meno Città Studi, che l’Istituto dei Tumori ha aperto, in questi giorni, un nuovo polo di ricerca nell’area della ex fabbrica della Siemens, che si trova fra via Ajaccio e via Amadeo, e lì si è aperto un nuovo polo di ricerca dell’Istituto dei Tumori, proprio… credo che i lavori siano finiti in queste settimane. Allora noi abbiamo il dovere, come Consiglio Comunale, di ragionare in termini complessivi sulla città, anche quando ci viene presentata una delibera che ne riguarda un solo pezzetto. Che nell’area del Sacco si decida di fare una Città della Salute, se questa riceve il finanziamento necessario e sufficiente per realizzarsi attraverso i fondi del Ministero, della Regione e attraverso fondi che verranno recuperati, non si capisce bene come, dai privati, questo può anche avere una sua ragionevolezza qualora però quell’area venga dotata delle infrastrutture necessarie dal punto di vista dell’accessibilità, qualora non si risolva in un budello di strade e non costringa malati e parenti dei malati ad andare per forza in automobile in ospedale. Cioè non ripetiamo l’errore già fatto, per esempio, con l’ospedale San Paolo, che dista un chilometro dalla metropolitana di Famagosta, ma quando si è deciso di allungare la metropolitana 2, da Famagosta, si è deciso di svilupparla verso Assago, con tutti i ritardi sappiamo sono in corso, e non di portarla verso il San Paolo. Facciamo invece come, caso strano, si è fatto… è stato fatto al San Raffaele, dove un intervento di carattere privato, in parte, e con la collaborazione del pubblico, per l’altra parte, ha determinato la possibilità di collegamento di quel polo ospedaliero attraverso una navetta di metropolitana leggera, che collega con la stazione di Cascina Gobba, che rende l’accesso umano, per malati e parenti dei malati, oltre che per i lavoratori che vanno lì a lavorare. Quindi cerchiamo di fare le cose con la testa, di far sì che la Città della Salute non sia un luogo raggiungibile solo dalle automobili private, di far sì che vi siano davvero tutti gli strumenti economico finanziari necessari perché quel polo funzioni, ma anche di far sì che a Città Studi rimanga un presidio pubblico, non solo di carattere sanitario ma di vocazione pubblica di quelle aree, e quindi - e chiudo - io presenterò un Ordine del Giorno, che già alcuni colleghi hanno condiviso, e spero che lo condividano in tanti, incluso l’Assessore, con il quale ho già parlato di questa questione, perché nei destini futuri di quelle aree di Città Studi la vocazione pubblica rimanga centrale e accanto a quella sanitaria vi sia possibilità di intervenire anche con residenze convenzionate per studenti, perché a Città Studi questo è un tema ovviamente molto sentito, e perché oggi, in assenza di operazioni forti di parte pubblica, stanno per svilupparsi operazioni forti di parte privata, che vedono la realizzazione o l’ipotesi di realizzazione di un grattacielo di 16 piani in un quartiere assolutamente dimensionato in maniera diversa dal punto di vista architettonico ed urbanistico, con ipotesi di convenzionato di solo il 10% dei circa 600 posti letto che sono previsti in quella nuova edificazione, quindi giustificando l’interesse pubblico con una convenzione per 60 posti letto, si va a realizzare un edificio di 16 piani per 600 persone, di cui 540 pagheranno i prezzi di mercato e non i prezzi convenzionati. Allora questo è quello che accade nella nostra città, l’Assessore lo sa benissimo, a volte accadono case negative, perché ci sono troppi vincoli, a volte accadono cose negative per l’armonico sviluppo della città, perché in realtà non si vuole intervenire con una chiara indicazione forte di mano pubblica. Io auspico che in questo caso, anche magari attraverso quell’Ordine del Giorno il Comune di Milano voglia dare un’indicazione differente e voglia mettere al centro, davvero, l’interesse pubblico e la salvaguardia degli spazi pubblici esistenti nelle zone di Città Studi”.

mercoledì, aprile 29, 2009

Kebab «disobbediente»

Kebab «disobbediente» - Si mangia in strada, davanti a uno dei tanti laboratori artigianali di kebab del quartiere Isola di Milano: è il presidio di protesta organizzato da alcuni consiglieri regionali e comunali di centrosinistra contro la bozza di legge regionale 124 della Lombardia, che disciplina la vendita dei prodotti alimentari negli orari notturni e proibisce ai laboratori artigianali di allestire tavolini o sedute sul marciapiede (Dal Corriere della Sera)

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domenica, aprile 19, 2009

INTERVENTO IN BOZZA
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
DEL 16 APRILE 2009

omissis

Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie a lei, consigliere De Angelis. La parola al consigliere Baruffi”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie, Presidente. Io mi rivolgo ovviamente al Sindaco, agli Assessori, ai colleghi, per dire innanzitutto che come siamo stati sostenitori della candidatura di Milano ad Expo 2015, ed abbiamo creduto nella bontà di un progetto che metteva al centro non le quantità di cemento o di opere da fare in città, ma un tema, quello di come nutrire il pianeta, di come dare energia per la vita, beh, su quel tema noi continuiamo ad essere forti sostenitori di Expo 2015. L’auspicio è che Expo 2015 non sfugga di mano più di quanto non sia già sfuggito al Sindaco di Milano. Cioè il problema è che tutto quello che è successo in questo anno è stato un assalto a quella che era stata la costruzione di un’operazione, politica e di contenuti, sulla quale Milano giocava e gioca una fetta importante del rilancio per Milano e per il Paese, e che in questo anno è stata oggetto di un assalto vero e proprio, che è venuto dall’interno della stessa Maggioranza di Centrodestra, che oggi governa il Paese e che governa la città di Milano, e che ha voluto in qualche modo sottrarre al Sindaco di Milano, nonché Commissario di Governo per Expo 2015, la vera leadership su questa vicenda. Io credo che il Consiglio Comunale di Milano, se può essere utile al Sindaco in qualche modo, debba esserlo nel cercare di rimettere al centro la città di Milano in questa operazione, la forza che ha quel progetto, che era stato espressione in primo luogo dalla città di Milano, condivisa da altri Enti, condivisa dal Governo, ma della città di Milano, e su questa base noi dobbiamo capire come, che ruolo giocare, anche con la Commissione che andremo ad istituire su Expo 2015. Questo non vuol dire fare sconti politici, questo non vuol dire che le questioni che gli altri colleghi hanno sollevato non siano ben presenti, questo non significa che dobbiamo dimenticarci adesso che è arrivato un nuovo Amministratore Delegato, che fa finta di essere venuto dal cielo e che dice: io non nominerò quelli indicati dalla politica, e poi si ritrova, nominato dalla politica, a fare l’Amministratore Delegato della società di gestione, ma soprattutto nominato dalla politica in Parlamento, perché non è che ha preso i voti, è stato eletto sulla base di una lista che lo metteva in una posizione che gli garantiva l’elezione. Allora, io dico che non siamo nati ieri, oggi è inammissibile che Glisenti, come dire, dica: è la politica che mi ha fatto fuori, e dall’altra parte che Stanca dica: io non sono qua per fare i giochini della politica. La politica c’è, in questa faccenda, ha giocato un ruolo, pesante, lo ha giocato in una direzione che ha spostato l’asse del comando su Expo 2015, oggi io credo che il Consiglio Comunale di Milano, se deve fare uno sforzo vero, è quello di raddrizzare questo asse, perché le questioni non vengano decise da chi fa le infrastrutture in Regione - e qui apriamo il fronte tunnel, ma credo che ci penserà poi il mio collega Fedrighini su questo - non possiamo permetterci che siano le logiche del potere romano, sia pure lombardo, ma romano, a governare Expo 2015, dobbiamo mantenere la barra su quello che era il progetto che ci ha fatto vincere l’assegnazione di Expo. Allora su questo io voglio dire al Sindaco una cosa… mi permetto di dire importante, cioè questo balletto sulla Città del Gusto e della Salute è un balletto pericoloso, che noi si legga sui giornali che Stanca ha già detto che gli va bene farla a Rho-Pero, cioè… mentre SO.GE.MI. va ad approvare un Bilancio, che si chiude in questi giorni, un Bilancio 2008 nel quale SO.GE.MI. mette in voce attiva svariati milioni di euro, mi pare una ventina di milioni di euro, dovuti alla valorizzazione dell’area sulla quale nascerà la Città del Gusto e della Salute. Noi abbiamo avuto il Presidente di SO.GE.MI., Predolin, una settimana fa, in Commissione Consiliare, che ci ha parlato di questo come della realtà immediata che domani o dopodomani parte la Città del Gusto e della Salute, abbiamo dato incarichi al Politecnico per studiare una fattibilità urbanistica da 200.000 euro, abbiamo un incubatore gestito dall’assessore Rossi Bernardi con un finanziamento di 600.000 euro del Comune di Milano per i progetti della Città del Gusto e della Salute, e poi arriva il nuovo Amministratore Delegato, non il Sindaco di Milano, e dice, sui giornali, che si farà da un’altra parte, ed io voglio vedere poi il Bilancio di SO.GE.MI. del 2008 chi lo certificherà, chi lo firmerà, e soprattutto quando eventualmente si dovesse verificare che quella partita messa a Bilancio non esiste, perché le idee sono altre, come si farà a ricoprire quei buchi di Bilancio. La seconda questione, signor Sindaco, il lavoro da fare con il terzo settore, con il mondo del volontariato è un lavoro serio ed importante. Io le chiedo una cortesia, perché so che lei su questo ha modo di intervenire, non credo che l’associazione ‘Milano bella da vivere’ possa presentarsi alle associazioni del terzo settore del volontariato come l’interlocutore privilegiato per avere i canali di accesso alla società di gestione dell’Expo. Credo che questo non debba accadere. Terza questione, ed ultima, i problemi che Expo ci pone sono problemi seri ed importanti, sono quelli dell’alimentazione in un mondo dove le multinazionali ed i Paesi, dalla Corea alla Cina, stanno acquistando grandi quantità di terreni agricoli in altri Paesi, penso al Madagascar, penso al Vietnam, per avere garantiti i rifornimenti di riso, di cereali, di quantità di derrate alimentari ad uso e consumo della propria popolazione. Le guerre alimentari sono uno degli scenari sui quali stanno ragionando i centri di studio internazionali, come uno scenario possibile dei prossimi venti o trent’anni, Expo deve diventare un momento di riflessione perché il mondo vada in controtendenza rispetto a questo, e su questo io credo, ancora una volta, che tutto il filone dell’educazione all’ambiente ed alla sostenibilità, che tutto il filone dell’educazione all’alimentazione, che tutto il filone della riflessione seria su ciò che siamo è ciò che mangiamo sia di fondamentale importanza. Chiudo permettendomi di dare uno spunto in più. Mi è capitato di leggere, in questi giorni, un libro particolarmente interessante, che è uscito circa un anno fa in Italia, ‘Il dilemma dell’onnivoro’, è un saggio di Michael Pollan, delle Edizioni Adelfi, che dà un quadro agghiacciante non di come funziona il mondo dell’alimentazione dal campo alla tavola, come si usa dire, ma a ritroso, di come funziona dalla tavola al campo. Leggerlo significa capire tante cose sul perché sia importante agire subito e bene perché il cibo sia buono, pulito e giusto, e non sia, invece, solamente uno strumento di geopolitica”.
omissis

mercoledì, marzo 18, 2009

10mila euro per le faccine

Ma vi pare sensato spendere circa 10mila euro per poter votare con una faccina sorridente o incazzata il vostro impiegato pubblico preferito ? Io credo che Brunetta abbia perso il lume della ragione. Preferirei uno sportello informazioni in più all'ingresso di un ufficio pubblico che un totem da 10mila euro circa (7-8mila il totem, 1500 euro lo schermo, poi l'energia per farlo funzionare, i lavori di installazione, qualcuno che vada a fare una valutazione delle faccine etc etc etc).

venerdì, marzo 13, 2009

Per una rivoluzione verde. Dai blog la proposta.

Anch'io aderisco alla catena per una rivoluzione verde lanciata da ilKuda. Sul suo blog trovate le proposte alle quali hanno già aderito: ilKuda, Jacopo Fo, Letizia Palmisano, I blog alla difesa dell’ambiente, Domenico Finiguerra, Resistenza Civile, Fiore, Verdi di Ferrara, Franco Corleone, Come ti vorrei, Alessandro Ronchi, Marcello Saponaro, Pianeta Verde, Rigeneriamoci, Appunti e Virgole, Impianti e pannelli solari, Base Verde, Sciura Pina, Ladri di marmellate, CernuscoTv, Liberamente, Ma’pe iabbu, Gianluca Visconti, Ego&Quota, Informazione senza filtro, Samie, PdCI Latina, La Parola, Doppiocieco, Piazza Pulita, Tau2 Zero, Ambiental…mente, DeaMaltea, Yourpage, VIVERE Cernusco, 2 + 2 = 5, Yblog, Roberto Maviglia, Voglio il fotovoltaico, Gianluca Briguglia, No alla turbogas a Pontinia, Per il bene comune Lombardia, Sconfinanado, Verdi Emilia Romagna, Verdì Forlì-Cesena, SandBlog, PD Vedano Olona, BlogEko, Network Games, Marco Pagani, Il Derviscio, Radio Utopie, Il Replicante, Sale del mondo, Opinioni e benessere, Digital Worlds, Marcella Zappaterra, Trust Nobody, La tana del mostro, SpreadRSS.

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lunedì, marzo 09, 2009

sui problemi del bike sharing a milano

INTERVENTO AI SENSI DELL’ART. 21
SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 2 MARZO 2009
Presiede Manfredi Palmeri - Presidente del Consiglio
Partecipa il Segretario Generale Giuseppe Mele

omissis
Il Presidente Palmeri dà la parola al consigliere Baruffi.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“La ringrazio, Presidente. Intervengo sulla questione del Bike Sharing. Ho visto prima in Aula sia l’assessore Cadeo e sia l’assessore Croci, che adesso non vedo, perché credo che sia utile ed opportuno che vi sia un chiarimento su quello che sta succedendo. Noi infatti abbiamo l’abilità di rendere complicate tutte le cose semplici: un’iniziativa, come dire, che non può che trovare il plauso di tutti, quella a sostegno delle due ruote, in linea con quello che accade nelle grandi città europee, in linea con quello che accade ormai in moltissime città italiane, ebbene, un’iniziativa che oltretutto è stata rivenduta, fra virgolette, come uno degli esempi di come Milano si stia impegnando nella lotta all’inquinamento e che dovrebbe essere, quindi, assolutamente un gioiello di questa Amministrazione, ebbene, nemmeno questa riesce a funzionare. O meglio, non riesce a funzionare non solo perché è sottodimensionata, per ora, rispetto a quelle che sono le esigenze della città.
Noi sappiamo che esisteva uno studio della Fondazione Cariplo, commissionato dal Comune di Milano, che stabiliva come il fabbisogno fosse stimato in 300 stazioni e 5.000 biciclette; sappiamo che alla fine la gara bandita da ATM, per conto del Comune di Milano, con a disposizione 5 milioni di euro ricevuti come finanziamento dal Governo Prodi, dopo essere andata deserta in un primo passaggio, è stata aggiudicata a trattativa privata da ATM nei confronti di uno tre soggetti che realizzano questo tipo di iniziative in giro per il mondo, e cioè Clear Channel. Ebbene, quella gara è stata aggiudicata sulla base di 103 stazioni e 1.200 biciclette, quindi un terzo delle stazioni ed un quarto, se vogliamo essere ottimisti, se non un quinto delle biciclette a disposizione rispetto, ripeto, a quello che era stato lo studio della Fondazione Cariplo commissionato dal Comune di Milano.
Abbiamo visto la messa in opera del servizio, tra novembre e dicembre, in un momento in cui anche solo il buonsenso avrebbe consigliato forse di operare in altri mesi, in un’altra stagione, ma insomma, abbiamo visto quella messa in opera che è servita se non altro a rodare il sistema in questi mesi di neve, vento, freddo e pioggia, con 68 stazioni e 900 biciclette circa, cioè un dimensionamento ancora inferiore.
Ora si avvicina, per fortuna, la primavera, almeno dal punto di vista delle date, non so ancora quanto dal punto di vista atmosferico, e Milano non può permettersi una figuraccia nei confronti di questo servizio.
Allora la richiesta che io avevo fatto già nei giorni scorsi, in maniera informale, al Presidente della Commissione Trasporti, Osnato, era quella di fare un punto sulla situazione. Non solo, perché forse sarebbe bene che il Consiglio Comunale nella sua interezza fosse messo a parte di quella che è stata quella procedura di gara così contorta, che ha visto alla fine l’aggiudicazione del servizio da parte del soggetto Clear Channel, ma perché noi abbiamo, credo, il bisogno di capire se quel servizio è dimensionato in maniera corretta, se può essere potenziato e quali sono i problemi che possono essere rappresentati dal funzionamento di questo servizio in città.
Da un lato per il versante mobilità, e quindi anche magari immodestamente offrire qualche suggerimento perché il servizio sia migliore; dall’altro per quanto riguarda l’aspetto però dei contenuti economici di questo servizio, perché siccome nessuno è un benefattore su questa terra, chi ha vinto la gara alla fine, mi pare di aver capito dalle cronache dei giornali, che abbia vinto una gara nella quale il Comune di Milano rimane in possesso delle biciclette, delle stazioni, e questo viene pagato con i 5 milioni di euro ricevuti dal Governo di Centrosinistra negli anni scorsi, il Comune di Milano invece doveva dare le autorizzazioni per quanto riguardava la messa in opera degli impianti pubblicitari che dovevano servire a finanziare la gestione del servizio. Su questo fronte - leggiamo dalle cronache dei giornali - vi sono ritardi e, sinceramente, pare che ogni giorno di ritardo, ogni impianto non messo in funzione siano soldi che i cittadini milanesi dovranno sborsare per tappare le falle di un ritardo burocratico, amministrativo o di altro tipo. Io non so, ma chiedo che venga chiarito al più presto”.
omissis
Il Presidente Palmeri dà la parola all’assessore Cadeo.
L’assessore Cadeo così interviene:
“Grazie, Presidente. A seguito dell’intervento del consigliere Baruffi, ma anche prima, del consigliere Majorino, volevo fare una precisazione sullo stato dei fatti del Bike Sharing, al di là del fatto che poi mi sembra di aver capito che una Commissione deputata vorrà avere più ampie spiegazioni… Vorrei fare un attimo la cronologia degli interventi, perché nulla, come la cronologia e lo stato dei fatti, può rendere edotto il Consiglio sulla situazione.
Voi sapete che la società Clear Channel ha presentato tre istanze autorizzative nel corso dei mesi di novembre e dicembre 2008, quindi in tale data noi siamo venuti a conoscenza delle richieste sulle posizioni. In totale (è stato ricordato) sono 206 impianti pubblicitari bifacciali luminosi per 103 stazioni di progetto Bike Sharing. Ad oggi, sono state comunicate 94 posizioni favorevoli e 112 negative. Circa 94 positive occorre tener presente che sono state autorizzate ai sensi del Regolamento sulla Pubblicità, il Codice della Strada, quello dell’Arredo Urbano, della Sovrintendenza, del Settore Verde, e l’autorizzazione subordinata all’ottenimento di una ulteriore autorizzazione dei sottoservizi e, per talune posizioni, della Commissione per i Vincoli Ambientali.
In merito alle 112 posizioni negative, sono tali per: 15 per parere espresso dal Settore Arredo e dalla Sovrintendenza; 21 per il parere espresso dal Settore Verde; 5 per parere espresso dall’ATM; 2 per parere espresso dal Settore Pubblicità e Servizi Ambientali, coincidenza con posizione di struttura poggiata al suolo ed allegate al Piano Generale degli Impianti approvato ad ottobre 2008; 63 per parere espresso dalla Polizia Locale in base al Codice della Strada; 4 per presenza di obiettivi sensibili; 2 per presenza di cantieri. Pertanto, per questo, il procedimento è stato sospeso nell’attesa che la Società fornisse posizioni alternative.
E’ opportuno far presente che a tutt’oggi non siamo ancora in possesso del contratto tra Clear Channel ed ATM, che stabilisce tipologia di impianti, superfici ed ogni altra informazione utile, al fine del rilascio dell’autorizzazione.
Vi aggiungo che questa mattina, a seguito di taluni sopralluoghi effettuati congiuntamente tra gli Uffici e la Società, sono state individuate sei nuove posizioni, in alternativa a quelle non assentibili. Tali sopralluoghi continueranno e proseguiranno anche nel corso della giornata di domani.
In buona sostanza, l’obiettivo ovviamente del Bike Sharing è assolutamente condivisibile e condiviso. Devo peraltro dire che, ai fini dell’utilizzo da parte della cittadinanza, il Bike Sharing funziona, tutt’al più cinicamente, ma lo dico, potrei dire che è un problema di rapporti tra la Società e chi deve pagare, ma non certo il cittadino subisce un impedimento da questo.
Devo dire che i tempi… i tempi… chi vi parla voi sapete che è un assertore dello snellimento di procedure e burocrazia, però in effetti, se calcolate che le domande definitive sono arrivate ai primi di dicembre, c’erano le vacanze di Natale, non siamo fuori dai tempi.
Ultima questione, stiamo assolutamente lavorando per rendere sostenibile economicamente un servizio che, sottolineo, già esiste, e comunque esiste. Certo che tra questo non posso non provvedere a tutelare anche gli altri aspetti dell’Amministrazione di questa città. Dico io come Amministrazione Comunale, non tanto come Ufficio Pubblicità, che sono: la compatibilità ambientale dal punto di vista del Decoro, la compatibilità con il Verde, quello al Codice della Strada. Quindi si lavora per risolverlo, però non è che possiamo, tra virgolette, svendere questa città, pur condividendo assolutamente il servizio.
Le ipotesi sono tante. Io ho anche pensato che in sede di questa Commissione chiederò al Consiglio anche alcuni indirizzi. Ad esempio, la Società ci ha richiesto (ricordate che con l’approvazione del Piano Generale degli Impianti, abbiamo approvato 100 posizioni assentite, che sono oggi sul mercato, e vengono rinnovate), ha chiesto ad esempio, di riservarle a loro. Può essere una scelta, ma una scelta che non mi sento di fare da solo. Alcune posizioni assolutamente non sono assentibili (sono quelle che vi ho elencato) per i vari motivi. Qui, tanto per rendere l’idea, ho degli esempi di richieste, ovviamente l’investitore fa bene a chiedere, ma io non potrò mai assentire ad un impianto pubblicitario bifacciale davanti al Palazzo dei Giureconsulti, più certe altre situazioni. Insomma, laddove c’è una relazione non c’è stata trascuratezza né negligenza, c’è motivazione. Ovviamente, la motivazione e le verifiche io le potrò fare nel momento che sono entrato in possesso delle istanze, non potevo farle prima. Credo che questo sia un motivo abbastanza chiaro.
Insieme alla Commissione poi approfondiremo questo tema. Ripeto, l’obiettivo è nobile ed è assolutamente condiviso, tant’è vero che è già partito. Capisco le esigenze di chi lo gestisce, che deve essere sostenibile. Faremo tutti gli sforzi per farlo, dopodiché quello che non sarà sostenibile verrà compensato, ivi compreso l’essere pagato. Non vedo, a meno che il Consiglio non indichi altre soluzioni, quali altre soluzioni fare.
Stiamo procedendo assolutamente con spirito collaborativo, ma anche nel rispetto della tutela di tutti gli aspetti che sono toccati da questo servizio. Non vorrei mai che succedesse come con le Mura Spagnole, che poi voi stessi, una volta visto, dite: “Ah, come mai… andava bene stare alle Mura, ma perché tutta quella pubblicità”? Ora, io che asserisco che la pubblicità invece deve servire, è uno strumento bello per risparmiare soldi, vero che questo concetto poi si misura con la realtà, in questo momento deve misurarsi con… là dove la Sovrintendenza non vuole, non vuole; là dove l’Arredo dice non è possibile mettere un impianto, non è possibile mettere un impianto; là dove il Codice della Strada dice non è possibile mettere questo impianto, non è possibile bypassare il Codice della Strada.
Quindi, la questione è molto semplice. Poi sugli indirizzi sono disposto, anzi, auspico confrontarmi con il Consiglio. Il Consiglio decide che le 100 posizioni assentite con il Piano Generale degli Impianti vanno finalizzate al Bike Sharing? Va benissimo. Me lo farete sapere, io non ho soluzioni preconfezionate in tasca. Discutiamone, parliamone, va benissimo la sede della Commissione per gli approfondimenti. Quello che credo è che stiamo assolutamente, in questo caso perlomeno, agendo secondo i tempi dovuti e con il massimo impegno per risolverlo nel rispetto di tutti gli aspetti che vi ho detto. Grazie, Presidente”.
Il Presidente Palmeri così interviene:
“Grazie a lei, assessore Cadeo. Prima di dare la parola al consigliere Gentili, diamo per un minuto la parola al consigliere Baruffi, in relazione a questa specifica comunicazione. Consigliere Baruffi, per ovvie ragioni, non più di un minuto. Prego”.
Il consigliere Baruffi così interviene:
“Grazie. No, anche dieci secondi, solo perché l’Assessore ci ha detto che l’Assessore non è in possesso del contratto fra ATM e Clear Channel su cui si basa il funzionamento del servizio. Allora io, Presidente, le chiedo di acquisire, non so adesso quale sia la strada che dobbiamo seguire, però è evidente che se il Consiglio Comunale di Milano e la Giunta Municipale di Milano non sono in possesso del contratto che regola i rapporti fra ATM e la Società che gestisce il Bike Sharing, la cui ricaduta sulla città, oltre che il servizio, è la presenza di questa serie di impianti pubblicitari che ci ha detto l’Assessore, beh, è evidente che non riusciamo neanche a dare alcun tipo di indirizzo che non sia del tutto fantasioso. Quindi, io chiedo al Presidente del Consiglio Comunale, in primo luogo, al Presidente della Commissione Consiliare competente, non so se il collega De Pasquale o il collega Osnato, però di recuperare questo contratto, per cui quando si fa la Commissione ci siano gli elementi”.
omissis

mercoledì, febbraio 25, 2009

Soldi pubblici: crisi e virtù nella Milano di donna Letizia

Dal 20 gennaio 2009 - anno secondo della crisi economico finanziaria che chiede a tutti sacrifici pesanti - il Comune di Milano ha un nuovo direttore generale. La sua delibera di nomina (82/2009, del 16 gennaio scorso) spiega che costerà al bilancio comunale 391.890 euro l'anno. Il suo stipendio lordo ammonta invece a 250mila euro lordi più una componente variabile, legata al risultato, di 39mila euro l'anno.
 

Dal 20 gennaio 2009 - anno secondo della crisi economico finanziaria che chiede a tutti sacrifici pesanti - il Comune di Milano ha un nuovo direttore generale. La sua delibera di nomina (82/2009, del 16 gennaio scorso) spiega che costerà al bilancio comunale 391.890 euro l'anno. Il suo stipendio lordo ammonta invece a 250mila euro lordi più una componente variabile, legata al risultato, di 39mila euro l'anno.

Si tratta del dottor Giuseppe Sala che prende il posto lasciato vacante dal dimissionario Gianpietro Borghini (ex sindaco di Milano, consigliere regionale di Forza Italia, dimessosi nell'agosto scorso da direttore generale dopo essere stato candidato al Comune e non eletto nella lista del Sindaco Letizia Moratti nel 2006). Borghini era nell'occhio del ciclone per il suo doppio incarico e la sua posizione figurava fra quelle sotto esame della magistratura contabile perchè contemporaneamente incassava lo stipendio di consigliere regionale e i 279.540 euro lordi l'anno garantiti dal Comune di Milano. Dopo le sue dimissioni è stato prontamente nominato (nel luglio 2008) vicepresidente della Sacbo, la società che gestisce l'aereoporto di Bergamo, della quale era già stato vicepresidente dal 2000 al 2006. Nel consiglio di amministrazione di Sacbo sedevano, sempre a luglio 2006, almeno altri due esponenti di Forza Italia, i consiglieri comunali di Milano Aldo Brandirali e Francesco Triscari.

Le virtù politiche di Borghini erano note, quelle di Sala non lo sono. Speriamo che il suo impegno valga il denaro attribuitogli dal nostro sindaco. Il precedente direttore generale non ha lasciato grande traccia di sè.

Maurizio Baruffi
Capogruppo dei Verdi a Palazzo Marino
 

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giovedì, febbraio 12, 2009

Contro le rinnovabili

Il Parlamento elimina l'obbligo di installare fonti di energia rinnovabile nelle nuove abitazioni. IlKuda lancia la catena, io aderisco.

Hanno già aderito: ilKuda, CernuscoTV, Osservatorio sul Razzismo in Italia, Zadig, Follonica, Marcella Zappaterra, Alessandro Ronchi, Verdi Forlì-Cesena, Verdi Emilia Romagna, BaseVerde, Blog del Giorno, Letizia Palmisano, LETIZIA'S BLOG, Fiore Blog, Verdi di Ferrara, il Derviscio, Ciwati, PD Cogliate, Sale del mondo, Maurizio Baruffi.

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lunedì, gennaio 12, 2009

Dove eravamo rimasti...

Oggi, lunedì 12 gennaio, riprendono i lavoro istituzionali del Consiglio Comunale con la riunione dei Capigruppo alle 12.30. Per ricordarci dove eravamo rimasti ecco il testo della mia dichiarazione di voto sul bilancio, rilasciata alla vigilia di Natale...

seduta del 23 dicembre 2008
ore 5 del mattino del 24 dicembre
dichiarazione di voto

Il Presidente Palmeri così interviene:

“Grazie, consigliere Bossi Moratti. La parola al consigliere Baruffi”.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie, Presidente. Beh, io devo dire che il Sindaco è stata gentile nell’usare delle parole di apprezzamento nei confronti del lavoro dell’Aula e, se la stanchezza non mi tradisce, anche nel dire che in qualche modo quest’Aula e questo lavoro può essere un esempio positivo per la città. Insomma, io non sono così convinto di questo, cioè credo che il nostro lavoro di questi giorni, di queste settimane sia un lavoro, come dire, un po’ costretto per tutta una serie di considerazioni che hanno già fatto i colleghi, ma che comunque abbia bisogno di una revisione profonda, sia da parte della Giunta, nel momento… per i tempi e per i modi con cui fa la proposta di Bilancio all’Aula del Consiglio, sia da parte del Consiglio per il modo in cui organizza i propri lavori sul Bilancio, non solo in termini di nodi politici, ma anche di nodi regolamentari e di procedure. Mi pare che da questa discussione di Bilancio più di altre volte sia stata assente la città, cioè mi pare che se guardiamo anche all’attenzione che hanno rivolto ai nostri lavori i mezzi di informazione o i cittadini, i gruppi di persone, la sensazione che ho è che quest’anno, più di altre volte, l’attenzione sia stata minore, e paradossalmente proprio in un anno in cui, data la situazione di crisi, forse poteva esserci una maggiore pressione, una maggiore attenzione. Allora, non so se questa sia una sensazione solo personale o se sia un tema che invece possiamo condividere per ragionare sul futuro in modo diverso. Credo che oltre al problema dei tempi e dei modi ci sia quello che poneva bene il collega Pagliarini, di come rendere il Bilancio trasparente, il Bilancio partecipato e credo anche, come qualche collega ha avuto modo di dire anche in altre occasioni legate magari all’Expo, che se ci fosse una buca delle lettere nella quale mettere i propri suggerimenti per come migliorare o per come organizzare il Bilancio, prima che questo venga proposto formalmente dalla Giunta, beh, allora forse il lavoro di tutti sarebbe più produttivo. Io credo che un Sindaco che vuole valorizzare il lavoro dell’Aula, del Consiglio Comunale penso debba porsi di più il problema di come sviluppare un rapporto positivo con il Consiglio, anche in fase preliminare rispetto alla formazione di documenti che poi dobbiamo esaminare in aula. Io voglio ringraziare anche in particolare il collega Majorino ed il Gruppo del Partito Democratico, perché hanno posto ed affrontato nodi politici nei rapporti con la Maggioranza, nei rapporti con la Giunta in un modo che all’inizio non mi era chiarissimo, io non avevo pienamente condiviso l’approccio iniziale, il numero di emendamenti presentati, l’idea che ci fosse un problema di tempi di approvazione di questo Bilancio, credo però che per come si è svolto il lavoro quel tipo di proposta, quel tipo di lavoro sia stato utile. Il collega Majorino per la prima volta ha gestito una discussione di Bilancio da Capogruppo del principale Gruppo dell’Opposizione, è mancata, in questa nostra discussione, in questi nostri lavori l’apporto di chi aveva maggiore esperienza e che avrebbe potuto, in alcuni momenti, forse dare all’inizio un’impostazione più netta e più chiara al rapporto fra noi, la Maggioranza, la Giunta, ma alla fine penso che invece il lavoro sia stato fatto bene, sia stato utile, produttivo ed ha messo in luce anche un modo di fare l’Opposizione sul quale tutti noi, dell’Opposizione, dobbiamo proseguire la riflessione, perché credo che alla fine dei conti se noi riusciamo, nelle discussioni di Bilancio, nelle discussioni rilevanti che facciamo in quest’aula, a dare un contributo positivo, facciamo bene alla città”.

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giovedì, dicembre 18, 2008

costruiranno ovunque. e tanto... che ne pensi ?

dichiarazione di voto finale, contrario, alla delibera che aumenta del 35% gli indici di edificazione a milano (oltre a numerose altre amenità pro costruttori):
CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 DICEMBRE 2008
Delibera N/179 – Inquadramento Politiche Amministrative.

Il consigliere Baruffi così interviene:

“Grazie, Presidente. Io voterò contro questa delibera e lo farò per alcune ragioni, una delle quali è di carattere generale. La voglio descrivere utilizzando le parole di un articolo uscito pochi giorni fa su Repubblica uscito di Carlin Petrini, che è un autorevole componente del comitato scientifico di Expo 2015, oltre che come credo voi tutti sapete il fondatore di Slow Food. Dice Petrini: ‘Attorno al cemento si scontrano due visioni del mondo, da un lato l’economia dei grandi numeri, ancora dominante della crescita a tutti i costi del costruire come elemento di potere, motore di finanza e di presunto progresso. Dall’altro la piccola economica del conservare, avere memoria e migliorare l’esistente, del considerare l’ambiente come risorsa e non come intralcio della crescita umana piuttosto che quella del prodotto interno lordo’. Petrini poi ricorda che in Italia negli ultimi quindici anni abbiamo coperto di cemento una superficie equivalente a quella di Lazio e Abruzzo messe assieme. Certo, non è che nel resto del mondo sia andata diversamente, e non va diversamente in Italia a seconda delle Amministrazioni che ci siano, di Destra o di Sinistra. Quello che è successo ieri nella assemblea del direttivo del Parco Sud va in questa direzione, quello che succede in tante città d’Italia amministrate da Giunte di Sinistra o di Destra, da Roma a Como, da Napoli a Firenze o quant’altro, va in questa direzione. E' un’idea dello sviluppo che io credo abbia mostrato tutti i suoi limiti ormai, e credo che sia ora di invertire la rotta. Questa delibera va in quella direzione, non inverte nessuna rotta, lascia aperti spazi non più regolati magari rigidamente, ma con più flessibilità, come dice l’Assessore, ma lascia aperti spazi, voragini enormi perché ci siano tante piccole e grandi colate di cemento in più. Allora di fronte a questa idea dello sviluppo io credo che vada tenuta alta una bandiera culturale di un’altra idea di come si possa vivere bene nelle nostre città, senza bisogno di continuare a costruire, ma recuperando il costruito esistente, o abbattendo il costruito inutile. Questa è un’altra visione di come vivere nelle città, ed io credo che se si vuole parlare di una Milano sostenibile dobbiamo porci anche il problema di ridurre i volumi, e non solo di aumentarli. Poi ci sono ragioni specifiche che in questa delibera di regole sia contenuta la possibilità di costruire sul verde agricolo nei pressi delle cascine, che in questa delibera sia stato rifiutato di inserire un emendamento che vincolava le valutazioni di impatto ambientale, i grandi interventi tra loro contigui, come fu quello del Garibaldi Repubblica. Che in questa delibera vi sia la possibilità di fare realizzazioni sulle aree a vincolo decaduto, di cui già hanno parlato i colleghi. Quindi è un complesso di ragioni di carattere generale, culturale e specifico che mi porta a dire di no a questo tipo di documento. Io termino e lascio questo minuto e venti al mio collega Fedrighini più il minuto del dissenso”.

mercoledì, novembre 26, 2008

ambrogini, biagi e qualche soddisfazione

l'assegnazione degli ambrogini 2008 si è chiusa male. forza italia e an si sono rifiutate di dare un riconoscimento alla memoria di enzo biagi. come si può essere così stolti ?
al di là di questa profonda amarezza sono soddisfatto per aver contribuito ad attribuire il premio a diverse persone che se lo meritavano e a tante associazioni che svolgono un ruolo importante per la città. sottolineo tre nominativi a me partciolarmente cari: michelino crosti, cronista di radio popolare, davide oldani, magico e intelligente chef del d'o e cesare rimini, uomo di grande sensibilità e autore di libri acuti e saggi, oltre che illuminato prediente della filarmonica della scala.

lunedì, luglio 21, 2008

sui Verdi, sul futuro

Il Congresso dei Verdi ha eletto per la seconda volta Grazia Francescato alla guida del partito. Aveva già "traghettato" i Verdi nel dopo Manconi verso il regno di Pecoraro Scanio. Il dibattito a Chianciano è stato asfittico, tutto interno a un piccolissimo partito della sinistra italiana che non ha più il fiato nè le ambizioni, la credibilità e l'entusiasmo di qualche anno fa.
Francescato ha prevalso grazie ai voti di quanti hanno sempre sostenuto Pecoraro e le sue scelte, di vita interna di partito e di linea politica. Una scelta di continuità, che conferma il saldo rapporto fra i due e che non riesce a cancellare dalla memoria la sciagurata esperienza della Sinistra Arcobaleno, di cui Francescato è stata una delle principali sostenitrici.
I Verdi di Milano e provincia non erano delegati al congresso, perchè l'assemblea milanese non aveva raggiunto il numero minimo di partecipanti, in seguito alla decisione - da me condivisa - di molti fra i più rappresentativi verdi della città e della provincia di non partecipare a un congresso farsa, inattendibile dal punto di vista della democrazia interna.

Fin qui la cronaca.

La mia impressione è che nessuno nel centrosinistra sia ancora riuscito a riprendersi dopo due anni che hanno dimostrato l'inadeguatezza della nostra classe dirigente a governare il paese e dopo lo sberlone dei risultati elettorali. Il nodo da sciogliere è quello della ricostruzione di un pensiero collettivo, di un linguaggio comune e di una classe dirigente adeguata.

I Verdi, ancorati al proprio destino, fermi sulle proprie battaglie di identità e incapaci di porsi il problema delle alleanze politiche e del dialogo col PD, non sono più utili nemmeno a dare vigore alla questione ambientale e a costruire la risposta ecologista alla crisi economica e democratica in atto. Nei mesi che abbiamo davanti bisogna capire se possono coesistere forme di rappresentanza territoriale degli ambientalisti, nelle città, nelle provincie, nelle regioni del nord, con un partito che ha eletto 14 componenti dell'Esecutivo nazionale senza che ve ne sia uno della Lombardia, del Piemonte o della Liguria.

Per me la priorità non è quella di consentire ai Verdi di prendere l'1,2% alle prossime europee così da garantire l'elezione di un deputato e un pò di rimborsi elettorali, ma di mantenere il centrosinistra al governo della Provincia di Milano e di costruire una realtà che, in strettissimo rapporto con il PD, ponga le basi per un rinnovato centrosinistra a livello nazionale e aiuti anche il PD a superare la sua crisi di progetto. Con i radicali, con i socialisti, con le energie critiche e libere della sinistra. A partire dai Verdi liberi.


Maurizio BaruffiCapogruppo dei Verdi a Palazzo Marinotel 0288450208-9 fax 0288450062

mercoledì, gennaio 02, 2008

ecopass: tanto marketing poca sostanza.

Questo è il testo di una intervista a Maurizio Baruffi, pubblicata su Il Giornale lo scorso 24 dicembre, prima dell'avvio della sperimentazione dell'Ecopass.
 

«Tariffe troppo complicate Così in tanti faranno i furbi»

di Giannino della Frattina - lunedì 24 dicembre 2007
IL GIORNALE
 
«Il ticket? Giusto far pagare chi usa l'auto in nelle zone centrali della città. Soprattutto quelle con l'alternativa del mezzo pubblico». Verde, capogruppo a Palazzo Marino, Maurizio Baruffi non ha problemi ad appoggiare quello che è da sempre un pallino di Letizia Moratti. Promossa. O forse rimandata a settembre.
Baruffi, vuol dire che per una volta essere di destra o di sinistra è meno importante che affrontare un problema?
«Il principio è corretto. Non è un diritto andare in macchina come e dove si vuole».
L'Ecopass servirà almeno a far capire che andare in tram è più virtuoso che stare in coda e inquinare?
«Sancisce il fatto che un Comune ha il diritto di mettere una tariffa d'ingresso. A patto che lo si dica chiaro. Vedo nella Moratti una straordinaria operazione di marketing».
Già finita la luna di miele?
«Non parla mai di tassa. Nella lettera inviata ai milanesi non compare la parola prezzo, né tantomeno costo. L'immagine è più importante del contenuto».
Il fine è chiaro, la difesa della salute dei milanesi.
«La si fa in modo troppo complicato. Meglio sarebbe stato il modello londinese: una tariffa unica da pagare tutti. Si sarebbe evitato l'odiosa differenza di classe tra chi si può permettere un'auto nuova e chi no, tra chi passa senza pagare e chi deve pagare».
L'auto nuova non inquina.
«Ma non si può applicare una tassa retroattiva. Se io qualche anno fa ho comprato quella che allora era una macchina tecnologicamente avanzata e oggi va bene, perché devo essere costretto a cambiarla?Questa è una tassa».
Sull'inquinamento.
«La lotta si fa su larga scala. Difficile pensare che con il limite fissato ai Bastioni si ottenga qualcosa».
Meglio di niente.
«Meglio di niente. L'importante è cominciare. Anche se già nell'85 con un referendum i milanesi chiesero la chiusura del centro alle auto. Ma non se ne fece nulla. Prima il sindaco Marco Formentini, poi Gabriele Albertini hanno nuovamente fatto passare l'idea che si può andare dove si vuole e come si vuole».
È già partita la corsa alla deroga: infermieri, vigili, poliziotti, farmacisti turnisti. Non si rischia di mandare tutto a monte?
«Il meccanismo complicato facilita i comportamenti all'italiana. Tutti cercano di infilarsi e rimediare qualcosa. A cominciare dai commercianti che ne stanno facendo un dramma».
Gente che lavora.
«Ma quanti pacchi di pasta ci sono su un furgone? Se fosse uno capirei, ma dividere 5 euro per centinaia non sarà mica una tragedia».
 

martedì, dicembre 11, 2007

le consulenze del sindaco moratti

INTERVENTI IN BOZZA

SEDUTA C.C.

DEL 4 DICEMBRE 2007

 

Omissis

Il consigliere Baruffi così interviene:

"La ringrazio, Presidente. E' evidente che la questione di cui oggi dibattiamo è una questione tutta politica, ed è una questione politica che abbiamo cercato di porre all'attenzione della Giunta, in Conferenza dei Capigruppo, in Consiglio, tante volte nel corso di questo anno e mezzo. Una questione politica sulla quale sono necessarie risposte politiche. Cioè se questa riorganizzazione della macchina comunale ha seguito di criteri omogenei nella sua evoluzione, se ci siano state delle operazioni di questa riorganizzazione che non hanno dato gli esiti che si sperava potessero avere, quali sono stati gli obiettivi sui quali si è lavorato e quali sono quelli che ad oggi vengono raggiunti. Io apprezzo sempre ogni sforzo che si fa in direzione della trasparenza, credo che questo sia un elemento essenziale di qualsiasi Governo di qualsiasi parte politica. E' bene che ci sia un'indagine, in questo momento, sulle attività del Settore Demanio, sul modo in cui è organizzato quel settore, è curioso che questo arrivi a novembre del 2007, quando ormai questa Giunta si è insediata da un anno e mezzo, e le cose che ci ha detto il Sindaco nel suo intervento non sono le sole contenute in quella relazione che è stata depositata. Vi sono parole molto pesanti sul modo in cui si è lavorato in questi anni, ed ignorare il fatto che dal 1993 ci siano Amministrazioni di Centrodestra, nella nostra città, o che dal 1997 vi sia un'Amministrazione, nella quale questa Amministrazione si riconosce in pieno, per continuità, ebbene, fare finta che questa indagine oggi sia un atto di trasparenza e non vada ad indagare sui contenuti di Amministrazioni, che a tutto tondo sono in continuità con questa, o meglio, di cui questa è la continuità, beh, su questo c'è un po' di mancata chiarezza dal punto di vista dell'assunzione di responsabilità della politica, perché io vorrei capire se l'assessore Verro, che gestii il Demanio negli anni della prima Giunta Albertini o se gli Assessori Pagliarini e Sanavio, che lo gestirono negli anni della seconda Giunta Albertini, hanno o non hanno delle responsabilità sui punti, molto precisi, che vengono elencati in quella relazione e che sono stati riportati dai giornali. Così come bisogna chiedersi se esistono responsabilità precise della Giunta precedente nell'aver concesso, anche con delibere di Giunta, sanatorie o ulteriori possibilità a società che occupano aree comunali e che devono, oggi, al Comune di Milano oltre 700.000 euro, perché non pagano i canoni d'affitto dal 1991. Eppure la Giunta precedente, nella quale sedevano quattro Assessori che siedono nella sua Giunta, deliberò per continuare a sostenere l'azione e l'operato di queste società private, che sono così manchevoli nei confronti del Comune di Milano. Ci sono quattro Assessori della precedente Giunta, ci sono quattro Assessori che ora sono Consiglieri Comunali di Maggioranza, ci sono quattro Consiglieri della precedente Maggioranza che ora sono Assessori, ci sono una quindicina di Consiglieri Comunali che erano della stessa Maggioranza nella passata gestione. Allora questa è continuità amministrativa, rispetto alla quale è bene che si dica che vanno introdotti elementi di discontinuità, ma la responsabilità politica di quello che è accaduto ed accade in questa città, ricade tutta sulle spalle del Centrodestra, e non si può far finta che le responsabilità risiedano altrove. Ed allora una riorganizzazione della macchina comunale, così pesante e così forte, che andava discussa – noi lo dicevamo - politicamente nelle sedi proprie, perché la dialettica tra Giunta e Consiglio Comunale non va solamente dichiarata nei discorsi di insediamento, così come non va solamente ricordato quali sono le diverse prerogative istituzionali quando questo fa comodo, bisogna capire e comprendere che un lavoro di collaborazione fra Giunta e Consiglio, fra Maggioranza ed Opposizione ha bisogno di elementi di informazione sulle azioni essenziali e fondamentali che vengono compiute dalla Giunta. C'è poi tutto il tema dell'intreccio tra politica ed Amministrazione, che può essere ricordato banalmente ricordando come i primi dieci classificati nella lista delle preferenze della Lista Civica, che si chiamava con il nome del Sindaco, hanno tutti trovato una collocazione o elettiva o di nomina in società che fanno riferimento all'Amministrazione Comunale, o di nomina come dirigenti della Pubblica Amministrazione di questa città. Ebbene, questa come si chiama? Si chiama partitocrazia? Si chiama occupazione delle Istituzioni? O si chiama giusto riconoscimento a delle professionalità raccolte nella società civile? La si può chiamare in modi diversi, a seconda di come si voglia essere demagoghi nel proprio discorso, però è un tema politico, che va affrontato ed al quale non ci si può sottrarre, credendo di essere comunque superiori al giudizio dell'opinione pubblica, dei cittadini, che chiedono che venga fatta chiarezza su ragioni che possono essere anche condivisibili, perché il tema dello svecchiamento della classe dirigente, sia quella politica sia quella della Pubblica Amministrazione, è un tema vero. Il tema della modernizzazione è un tema vero. Il tema dei risparmi è un tema verissimo. Il tema della maggiore efficienza è un tema altrettanto vero. Ma allora queste cose vanno discusse nella sede politica e non si può esasperare sempre le relazioni politiche, che esistono fra Giunta e Consiglio, fra Maggioranza ed Opposizione, per poi essere costretti, tutti, a ricadere nel gioco delle parti che, ad un certo punto, scatta inevitabilmente. Allora se si vuole privilegiare la dialettica politica, ebbene, lo si faccia sempre, e non solo quando serve l'unanimismo per conquistare la candidatura per l'Expo".