giovedì, settembre 20, 2007

malpensa cioè pensata male

INTERVENTI IN BOZZA

SEDUTA C.C. 18 SETTEMBRE 2007

 

Omissis

Dibattito sul sistema aeroportuale lombardo

 

Il consigliere Baruffi così interviene:

"Grazie, Presidente. Io devo dire che in questo dibattito non riesco a capire bene se stiamo ragionando da azionisti di Alitalia o da azionisti della SEA, mi piacerebbe ragionare della realtà, e cioè del fatto che siamo azionisti della SEA, non di Alitalia, e quindi mi sarebbe piaciuto che il Sindaco avesse svolto delle considerazioni sulla SEA, sul modo in cui è stata gestita in questi anni, sul fatto che siano state privilegiate alcune scelte, penso solo ad una, per esempio quella della distribuzione di un maxi dividendo, che ha drenato risorse dalle casse della SEA ed ha forse ridotto la capacità di investimento della SEA sul proprio aeroporto. Mi piacerebbe ragionare sulle corresponsabilità che esistono tra la scelta di fare Malpensa, negli anni che ci ha ricordato il Sindaco, e il fatto che Alitalia fino al 1998, quando Malpensa venne inaugurata, era un'azienda con i conti in attivo; è dal 1998 infatti, quando Malpensa è stata inaugurata, che Alitalia ha iniziato la sua stagione dei passivi di Bilancio; mi piacerebbe ragionare sul fatto che le tariffe che SEA ha sempre chiesto ad Alitalia sono state tariffe alte, tali che oggi Ryanair dice 'se veniamo a Malpensa ci dovete applicare tariffe più basse', così almeno dichiara sui giornali l'amministratore delegato di Ryanair, nonostante già ci sia stato un ribasso, un paio d'anni fa, di queste tariffe. Quindi, come dire, esistono aspetti che legano le due vicende, quella dello sviluppo di Malpensa e delle attività di SEA, e quella del disastro di Alitalia, sulle quali non è che questo Consiglio Comunale inteso come Istituzione, o questo Comune inteso come Istituzione possano dirsi estranei. Esistono corresponsabilità che non sono solo politiche, ma anche gestionali, nell'aver condotto in questi anni una scelta scriteriata, cioè quella di pensare che il nostro Paese, con un vettore, una compagnia di bandiera come Alitalia potesse reggere economicamente nella gestione di due poli di grande attrazione di traffico, quali Fiumicino e Malpensa, con una flotta di velivoli per i voli a lungo raggio assolutamente inadeguata a gestire questo tipo di impegno e con, fortunatamente, la presenza di uno scenario internazionale che si è aperto sempre più ad una liberalizzazione vantaggiosa per i cittadini e sul quale, io credo, si debba insistere se si vuole continuare ad esser liberali e non protezionisti o campanilisti. Allora in questo senso fa bene Giavazzi, su Il Corriere della Sera, a ricordare che forse sarebbe il caso di liberare gli slot. Su questo non c'è alcun dubbio. Fa bene Statera, su Repubblica, a ricordare come siano state dannose le scelte di chi in questi ani ha condotto sia Alitalia sia la SEA e a dire che oggi noi siamo di fronte finalmente ad un'occasione per il nostro Paese, che è quella di liberarsi di una zavorra che in questi anni c'è stata e che è stata rappresentata dai passivi di Bilancio e dall'incapacità di sviluppo industriale nel settore aereo di Alitalia e di questo nostro sistema aeroportuale. Prima il Sindaco ha fatto l'elenco degli aeroporti del nord e ha omesso, io non so se per dimenticanza o per intenzione, esattamente quell'aeroporto di Brescia Montichiari, che è l'aeroporto sul quale la Regione Lombardia non più tardi di qualche mese fa ha votato un Ordine del Giorno per il suo potenziamento e sul quale, secondo alcuni esperti di sistemi aerei ed aeroportuali, sul quale si sarebbe potuto investire per fare lì la sede di un Hub del nord in grado di essere collegato in modo più efficiente a tutte le regioni del nord Italia, perché oggi chi parte da Bologna difficilmente trova comodo Malpensa, mentre trova molto più comodo Fiumicino, chi parte da Verona va a Monaco di Baviera e non certamente a Malpensa, e perché la mancanza di infrastrutture e di collegamenti con Malpensa è una mancanza che è durata tanti anni e che ha reso quell'aeroporto inefficiente ed incapace di svolgere appieno i suoi compiti e le sue caratteristiche. Allora in questo senso io credo che noi, da azionisti di SEA e non di Alitalia, dobbiamo uscire da una vicenda che ci vede protagonisti appunto di un derby, Milano – Roma, un po' inutile, e con coraggio dire che ci vuole assolutamente una politica liberale nei confronti del trasporto aereo, che questa politica liberale deve essere costituita dalla caduta di tutte le reti di protezione che sono esistite in questi anni intorno ad Alitalia, ma al tempo stesso anche nei confronti di SEA noi non dobbiamo avere oggi un atteggiamento di questo tipo, di tipo protezionistico, dobbiamo aprirci al mercato con l'aeroporto della Malpensa e forse vale la pena di prendere in considerazione anche cosa ne pensano i cittadini, gli utenti. Chiudo dicendo che se vogliamo essere appunto liberali fino in fondo e se vogliamo sentire il parere dei cittadini, beh, esiste un sondaggio on line, che viene fatto in un sito che è aperto a tutti i frequentatori dei voli low cost, è un sito che si chiama www.zingarate.com', e su quel sito il 70% degli utenti, certo, dei voli low cost, dicono 'evviva che Alitalia se ne vada da Malpensa, apriamo Malpensa a Ryanair'".

2 Comments:

At 10:29 PM, Anonymous Anonimo said...

Nella bozza hai dimenticato (?) di citare quei magna magna di romani e relativi piloti che per prendere servizio a Malpensa hanno a disposizione (gratis ovviamente ) un aereo che da roma li porti in loco ; non viene detto nulla che questi mascalzoni hanno alloggio, in tutto il mondo, in hotel di 4-5 stelle e nel centro delle citta' e
non in motel attigui all' aeropor
to come fanno le altre compagnie aeree; hai dimenticato di parlare degli scioperi e degli scioperi preventivi ( roba da galera ) ; cosa mi dici che mesi fa ,al solo sussurrare, che air-france entrava in alitalia, alla borsa francese air-france e' crollata del 3% in una sola seduta ? E quanti politici alitalia ha portato a spasso gratis?

 
At 11:54 PM, Anonymous Beata said...

Keep up the good work.

 

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